Consumi, spese obbligate in crescita sui bilanci familiari: l’analisi di Confcommercio
EconomiaIntroduzione
Come evidenzia l’Ufficio studi dell’associazione che riunisce le imprese dei settori commercio, turismo e servizi in Italia, negli ultimi 30 anni la quota di spese inderogabili a carico delle famiglie italiane ha visto un aumento di oltre 5 punti percentuali, passando dal 37% del 1995 al 42,2% per quest'anno. Ecco perché.
Quello che devi sapere
Cosa sono le spese obbligate
Ma cosa s'intende per spese obbligate? Sotto la definizione rientrano tutte quelle uscite necessarie per il sostentamento, dal mutuo (o affitto) per la casa alle bollette sui consumi energetici. Nel gruppo di beni e servizi inderogabili fanno parte poi le spese per la sanità, per i trasporti e per le assicurazioni.
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Quali voci assorbono di più
Confcommercio calcola che su una spesa pro capite totale che per quest’anno tocca in media i 22.114 euro a famiglia, 9.300 euro sono necessari a colmare le uscite in beni e servizi non comprimibili. Tra gli oneri più consistenti sul bilancio familiare spicca l’abitazione che grava per oltre 5mila euro all’anno, 109 euro in più rispetto al 2024. Ai primi posti in classifica si collocano poi le voci rappresentate da assicurazioni e carburanti e l’energia, rispettivamente 2.151 e 1.651 euro.
Prezzi in crescita, stipendi fermi
A fronte di una crescita degli stipendi che in Italia resta al palo attestandosi sui livelli degli ultimi 30 anni, il prezzo delle spese obbligate è aumentato complessivamente del 132%, più del doppio rispetto alla categoria dei beni (+55,2%) e dei servizi (+81,4%) commercializzabili, il cui acquisto è da considerarsi una libera scelta delle famiglie. A guidare la classifica dei rincari sono le tariffe energetiche: nonostante il rallentamento in corso, in trent’anni sono balzate del 178%.
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Contrazione delle spese libere
L’Ufficio studi rileva come il fenomeno abbia assunto un carattere “ormai strutturale”, che riduce l'area delle scelte libere di consumo e limita il “potenziale di crescita dell'economia legata alla domanda interna”. Secondo Confcommercio "per rilanciare la domanda interna, è necessario rimuovere gli ostacoli che comprimono la libertà di spesa, a partire dal contenimento dei costi fissi e dalla tutela del potere d'acquisto".
Beni e servizi commercializzabili
Come rileva l’analisi, sul fronte dei beni commercializzabili, emergono segnali contrastanti. Servizi come la ristorazione, il turismo e il tempo libero mostrano segnali di recupero con una spesa che quest’anno è destinata a salire di 134 euro pro capite a famiglia. Dall’altro, prosegue la flessione dei beni tradizionali, inclusi gli alimentari, in calo di 57 euro pro capite.
L’incidenza di beni e servizi commercializzabili
Più nel dettaglio, dopo la battuta d’arresto registrata durante il periodo pandemico, negli ultimi anni la spesa destinata ai servizi commercializzabili ha ripreso vigore arrivando all'attuale 20,8%, circa un punto in meno rispetto al dato raggiunto nel 2019, l’anno prima del Covid-19. Mentre a perdere terreno sono i beni commercializzabili: per il 2025 dovrebbero subire un’ulteriore flessione e scendere al 36,9% di incidenza sui consumi.
Invecchiamento e calo residenti
A fiaccare la domanda interna concorrono inoltre fenomeni di lungo periodo, a partire dal progressivo invecchiamento della popolazione con un conseguente mutamento delle preferenze in materia di consumi. Non solo, negli ultimi 10 anni il numero di residenti in Italia ha intrapreso un percorso di discesa arrivando quest’anno a toccare 1,4 milioni in meno rispetto al picco registrato nel 2014.
Volumi acquistati al palo
Un altro fattore che spicca nell’analisi di Confcommercio è il sostanziale immobilismo rilevato sui volumi acquistati per abitante. Considerando i prezzi attuali, la spesa stimata per il 2025 si attesta sui 200 euro in meno rispetto al 2007, nonostante l’inversione di tendenza registrata negli ultimi anni.
Si acquistano meno pc, tablet e smartphone
L’analisi stima inoltre un progressivo esaurimento dei volumi acquistati in beni commercializzabili, spinti negli ultimi anni soprattutto dalla domanda di apparecchiature informatiche e per la comunicazione.
Sangalli: "Ostacolo a ripresa consumi"
Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, "il costante aumento delle spese obbligate costituisce un forte ostacolo alla ripresa dei consumi" delle famiglie. "Occorre agire su tariffe e fiscalità per rafforzare il potere di acquisto e rilanciare la crescita economica del nostro Paese", afferma il numero uno dell'associazione di categoria.
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