
Introduzione
Dall'intelligenza artificiale ai data center, dalla ricerca spaziale alle energie rinnovabili alle terre rare: sono le "oltre 40 intese" per "40 miliardi di dollari" siglate fra l'Italia e gli Emirati arabi uniti, accordi a tutto campo con cui il governo di Giorgia Meloni guarda a settori strategici dell'economia del futuro. Investimenti miliardari che imprimono un cambio di passo nei rapporti bilaterali tra i due Paesi e, usando le parole della premier, consentono di scrivere una pagina "storica", "splendida", "inedita" delle relazioni tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. Gli accordi, ha sottolineato la presidente del Consiglio, sono stati firmati con "l'amico" Mohamed bin Zayed, lo sceicco arrivato a Roma per la "prima visita di Stato" di un presidente emiratino. Gli accordi interessano sia i ministeri (dall'istruzione, all'università e ricerca, al dicastero delle imprese e del made in Italy) sia le aziende private, con le big tutte schierate (Cdp, Eni, Enel, Leonardo, Fincantieri, Sace, Tim, Intesa Sanpaolo solo per citarne alcune). Ecco cosa prevedono
Quello che devi sapere
Le intese "nei settori chiave dell'economia"
- Gli accordi, ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, danno immediata attuazione a cinque intese per promuovere investimenti reciproci, innovazione tecnologica e collaborazione "nei settori chiave dell'economia" tra imprese italiane ed emiratine. Il ministro ha parlato di "un salto di qualità" e di una "alleanza strategica sul futuro"
- Per approfondire: Dubai, crescono gli investimenti degli italiani nel mercato immobiliare
Eni
- È il caso, ad esempio, dei tre accordi di collaborazione di Eni con società emiratine su data center, capacità di trasmissione di energia rinnovabile e minerali critici. Accordi siglati "per un futuro di energia sostenibile, facendo leva sull'innovazione e la collaborazione in settori chiave", ha detto l'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi
- Per approfondire: Meloni da Abu Dhabi: "La transizione energetica è una sfida storica"
I tre accordi tra Eni e società emiratine
- In particolare, si tratta:
- della lettera di intenti firmata con Mgx, fondo dedicato a investimenti in Ia e tecnologie avanzate, e G42, un gruppo dell'Ia basato a Dubai, per realizzare in Italia data center all'avanguardia;
- di un accordo con Abu Dhabi Future Energy Company Pjsc- Masdar, leader nell'energia pulita degli Emirati, e Taqa Transmission, specializzata nella trasmissione elettrica, per contratti off-take a lungo termine su energia rinnovabile generata in Albania;
- di un accordo per istituire un quadro di collaborazione e ricerca nei minerali critici con Adq, fondo sovrano globale con focus sulle infrastrutture critiche e sulle catene di approvvigionamento
Cdp
- Tre anche i protocolli d'intesa conclusi da Cdp. Uno, con l'Abu Dhabi Investment Office, punta a facilitare l'accesso delle aziende italiane alle opportunità di investimento negli Emirati Arabi e accompagnare le imprese emiratine sul mercato italiano. Energia e acqua, invece, sono al centro degli altri due accordi siglati con Amea Power, società di Abu Dhabi attiva nel settore delle rinnovabili, e Metito Utilities, azienda specializzata nel settore delle risorse idriche
Acea
- Con Metito ha formalizzato una "partnership strategica" anche Acea: la società emiratina avrà il ruolo di "investitore, sviluppatore e operatore di soluzioni per una gestione sostenibile dell'acqua e di assets idrici resilienti ai cambiamenti climatici a livello globale", in un accordo in cui l'ad della multiutility italiana Fabrizio Palermo vede "un'opportunità strategica" per "espandere la propria presenza all'estero"
Sace
- La lista delle intese siglate al Business Forum con gli Emirati coinvolge anche Sace con Metito, per promuovere investimenti in Africa con "soluzioni assicurative e finanziarie" fino a 100 milioni di dollari. E c’è un accordo anche tra Sace e Amea Power, per facilitare l'export delle imprese italiane e sviluppare progetti in settori strategici
Enel, Intesa Sanpaolo, Newcleo, Leonardo, Fincantieri
- Tra gli altri accordi, poi, c’è quello tra Enel e Masdar per esplorare opportunità di business su scala globale nelle rinnovabili. Anche Intesa Sanpaolo guarda a un ruolo nelle fusioni e acquisizioni: ha firmato con Masdar un memorandum d'intesa per rafforzare la collaborazione nell’attività di M&A nel settore delle energie rinnovabili sui mercati internazionali. Firmata anche la partnership, su diverse aree geografiche, che prefigura l'opportunità di un investimento diretto della società di Stato emiratina Enec nell'italiana Newcleo. C’è, poi, la lettera d'intenti per una possibile "collaborazione strategica nel settore navale" fra Leonardo e il gruppo emiratino della difesa Edge, con cui anche Fincantieri ha firmato un protocollo d'intesa per esplorare collaborazioni nella subacquea. E tra i gruppi italiani privati e partecipati che hanno siglato accordi, tra memorandum d'intesa e intese di partnership, con le controparti emiratine ci sono anche Lamborghini, Tim e Melinda
Il commento di Meloni
- Il rilancio del partenariato strategico è arrivato dopo tre anni di tensioni. Si tratta di uno dei "più rilevanti, più imponenti investimenti per la storia della nostra nazione", ha detto Meloni - "senza timore di smentita" - in un discorso brevissimo, durato poco più di cinque minuti. Una "straordinaria manifestazione di amicizia nei confronti dell'Italia, del suo sistema produttivo della sua economia", ha proseguito la premier, sottolineando che gli ambiti di più stretta collaborazione guardano tutti al "futuro". Dall'intelligenza artificiale alla difesa, dai data center allo spazio fino alle terre rare, il protocollo firmato abbraccia alcuni dei capisaldi del governo, compreso lo sviluppo del Piano Mattei, in una "cooperazione profonda" che avvicina due partner "apparentemente lontani o con interessi potenzialmente divergenti"
- Per approfondire, da Insider: Nucleare e IA a braccetto, la svolta tecnologica degli Emirati