Made in Italy, l'export vale un terzo della nostra ricchezza

Economia
Simone Spina

Simone Spina

Siamo tra i primi in Europa, grazie soprattutto ai prodotti dell'industria. Le vendite all'estero hanno visto un boom negli ultimi quindici anni, con una battuta d'arresto nel 2023

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Parli di Made in Italy e pensi alla buona tavola, alla moda e all’arredamento. Siamo apprezzati in tutto il mondo per alcuni di questi prodotti diventati simbolo di qualità e bellezza: dalla pasta al vino, passando per il design tradotto in tutte le sue forme. Ma il nostro è soprattutto un Paese esportatore di motori, ingranaggi e macchinari di vario tipo.

La manifattura traina le vendite

Dalle fabbriche parte oltre il 90 per cento di quel che vendiamo all’estero. E si tratta di una fetta molto consistente della nostra economia: 626 miliardi di euro nel 2023, quasi un terzo della nostra ricchezza.

Battuta d'arresto nel 2023

L’anno scorso abbiamo mantenuto il passo: non si è, infatti, registrata una crescita come nei periodi precedenti. Una battuta d’arresto condizionata in buona parte dalle crisi internazionali coi suoi teatri di guerra e ripercussioni sui traffici, come le difficoltà per il transito delle navi nel Mar Rosso.

Il boom degli ultimi 15 anni

Andando più indietro nel tempo, vediamo che però c’è stato un vero boom per l’Italia, che ha visto balzare l’export del 30 per cento dal periodo precedente la pandemia e del 70 per cento rispetto a quindici anni fa, alla vigilia – cioè – della caduta del commercio globale.

Terzi in Europa

Ovviamente rimaniamo molto lontani da Cina e Stati Uniti e risultiamo terzi in Europa, dove primeggiano i tedeschi. La Germania è il nostro primo acquirente (nonostante la recente flessione), seguita da Stati Uniti e Francia.

Dal Nord Italia la metà delle esportazioni

Tornando nei nostri confini emerge, poi, che più della metà delle esportazioni è prodotta in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove si concentrano molte delle 123 mila imprese italiane che fanno affari al di là delle Alpi.

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