
Benzina, resta obbligo di esporre cartelloni con i prezzi. Sanzioni fino a 2mila euro
Il governo ha rivisto il decreto sulla trasparenza del costo dei carburanti, per cui è in programma oggi una riunione di maggioranza. I gestori delle stazioni di servizio dovranno rendere ben visibili i cartelli con la media dei prezzi di riferimento accanto a quelli praticati. Arriva poi un'applicazione per aiutare i clienti a orientarsi tra l'offerta delle stazioni di servizio. Critiche sia dagli esercenti che dalle associazioni a tutela dei consumatori

In carico ai benzinai resta l’obbligo di esporre i cartelloni con il prezzo medio dei carburanti accanto al prezzo praticato, ma si riducono le sanzioni per la violazione delle regole. Per gli automobilisti arriva invece un’applicazione per cellulare su cui controllare il valore dei prezzi. Sono alcune delle novità con cui il governo ha rivisto il decreto sulla trasparenza del costo dei carburanti
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Le modifiche, in gran parte attese, ricalcano l'accordo raggiunto al tavolo tra governo e gestori. Prevista per oggi, 7 febbraio, una riunione di maggioranza per fare il punto della situazione, prima dell'avvio delle votazioni sul provvedimento fissato per domani, mercoledì 8 febbraio
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LA PUBBLICITÀ DEI PREZZI - L'emendamento del governo presentato alla commissione Attività produttive della Camera ha quindi confermato - nonostante la bocciatura dell'Antitrust - l'obbligo per i distributori su strade e autostrade di esporre "con adeguata evidenza" i cartelloni con la media dei prezzi di riferimento accanto ai prezzi praticati
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LE SANZIONI - L'emendamento è intervenuto anche sulle sanzioni applicabili ai benzinai che violeranno le regole stabilite. Si va da un minimo di 200 euro fino a un massimo di 2mila euro, in base al fatturato dell'esercente. È meno di quanto era stato previsto inizialmente (500-6mila euro), ma più di quanto promesso negli ultimi giorni ai gestori (da 200 a 800 euro)
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Vengono inoltre allentati i termini per incorrere nella sospensione dell'attività: scatta se la violazione viene reiterata per "almeno quattro volte anche non consecutive" in 60 giorni (e non più dopo la terza) e viene disposta per un periodo da uno a 30 giorni (prima andava da sette a 90 giorni)
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L’APPLICAZIONE - Il governo ha poi pensato a un’applicazione informatica, utilizzabile sui dispositivi portatili, dove i consumatori potranno consultare tutti i prezzi. Sul tavolo resta anche la proposta di Forza Italia e Lega di introdurre un Qr Code. L'orientamento di Fratelli d'Italia è però di puntare tutto sull’app

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LE POLEMICHE - Le novità lasciano un po’ di amaro in bocca ai benzinai. La categoria, proprio contro il decreto trasparenza, aveva proclamato uno sciopero di due giorni che poi era stato sospeso a metà per l’apertura al dialogo di Palazzo Chigi. L’emendamento approvato ieri non è però piaciuto: il governo vuole solo "mostrare i muscoli alla prima categoria che ha osato dirgli no!", attacca la Fegica (Federazione italiana gestori carburanti e affini)

I benzinai hanno “la sola colpa di non avere accettato supinamente" di essere individuati come i responsabili dell'aumento dei prezzi dello scorso gennaio, continua Fegica. Resta quindi il malcontento per essere definiti “una categoria di furbetti e speculatori”, a fronte di “3 cent/lt lordi di margine”, in un settore “dove allignano, a cominciare dal livello internazionale del mercato, interessi giganteschi, spesso ignoti e inconfessabili, che godono di coperture politiche inossidabili"

Critiche anche le associazioni a tutela dei consumatori. La nuova normativa per l'Unione consumatori è soltanto una "presa in giro degli italiani", mentre per il Codacons è un "passo indietro" che non porterà benefici sul fronte dei prezzi (anche a causa delle "sanzioni irrisorie" previste)
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