Inflazione, Bce: “Aumenta divario tra ricchi e poveri”

Economia

Secondo uno studio della Bce sulla base della Consumers Expectations Survey, era dal 2006 che il divario tra le fasce di reddito non raggiungeva simili livelli. In rialzo inoltre "il numero delle famiglie che si aspettano di dover pagare in ritardo le bollette"

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Era dal 2006 che il divario tra le fasce di reddito non raggiungeva simili livelli. L'alta inflazione concentrata su energia e alimentari in Europa sta provocando una frattura fra classi di reddito, con un differenziale tra quella più povera e quella più benestante che è ai massimi da 16 anni. Uno studio della Bce sulla base della Consumers Expectations Survey sottolinea anche "il rialzo del numero delle famiglie che si aspettano di dover pagare in ritardo le bollette". Di fronte allo stesso rialzo di spesa energetica, inoltre, "la riduzione dei risparmi nelle famiglie del quintile di redditi più basso è oltre cinque-sei volte quella delle famiglie nel quintile più alto". 

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Lo studio della Bce, intitolato 'The impact of the recent rise in inflation on low-income households', rileva che il gap d'inflazione effettiva fra le famiglie europee povere e benestanti, stabile per il periodo 2011-2021 con oscillazioni fra -0,25 e +0,25 punti percentali, fra settembre 2021 e settembre 2022 è balzato da 0,1 a 1,9 punti: un aggravio legato alla maggiore incidenza sui bassi redditi dei costi energetici, alimentari e dei trasporti. Una tendenza che ha 'mangiato' reddito disponibile assottigliando la liquidità media a poche centinaia di euro per il 20% dei più poveri, contro oltre 40.000 euro per la fascia dei più benestanti. E rendendo impossibile, per molti, prepararsi alle incertezze future accumulando risparmi. Le famiglie a basso reddito hanno, al contrario, eroso i propri risparmi con un tasso di risparmio mediano negativo (pari a -6,4%) contro uno positivo pari a +39.3% per il 20% dei più ricchi. Una minor liquidità disponibile visibile immediatamente nella capacità di pagare le bollette, dove la percentuale dei rispondenti che si aspetta di pagare in ritardo sale al 14% per le famiglie più povere, contro il 4% delle più abbienti. Uno shock distributivo sul quale hanno inciso poco, nelle risposte fornite alla Bce, le politiche pubbliche. Su una scala da 1 a 10 per misurare la percezione dei rispondenti dell'adeguatezza delle misure governative, il 20% delle famiglie più povere si attesta a poco più di 3,6, mentre il 20% delle famiglie più ricche supera 4,4. La conclusione del rapporto è che, pur di fronte ad interventi dei governi per attutire l'impatto dello shock energetico, finora "tutti i gruppi di redditi, ma soprattutto le famiglie a basso reddito, percepiscono queste misure come insufficienti. Questo indica che c'è spazio per migliorare il modo in cui le misure di sostegno sono mirate alle famiglie a basso reddito". 

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Inoltre, le famiglie europee hanno ridotto drasticamente le aspettative di crescita dei propri redditi nei prossimi 12 mesi, pur di fronte a previsioni di spesa rimaste invariate. La 'Consumers' Expectations Survey' di novembre spiega che "le famiglie si aspettano che la crescita nominale dei redditi sia dello 0,6% nei prossimi 12 mesi, contro l'1% di agosto", con un declino più marcato nella fascia d'età 55-70 anni e sui redditi medi. "Le aspettative di crescita della spesa nominale restano invariate al 4,5%", ma più basse per la fascia dei giovani (18-34 anni).

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