Gas, torna flusso russo verso Italia. Von der Leyen: "Pronti a price cap" per elettricità

Economia
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Gazprom ha annunciato che le forniture energetiche verso Roma, bloccate da giorni in Austria, sono ripartite. La notizia è stata confermata da Eni. La presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen ha intanto assicurato ancora una volta che l'Unione è al lavoro per abbassare anche i costi dell'elettricità. L'Europa non riesce però a trovare una quadra sulla nascita di un fondo emergenziale per far fronte all'emergenza energetica

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Il gas russo torna in Italia. Gazprom ha dichiarato di aver trovato una soluzione per far ripartire le forniture energetiche verso il nostro Paese, da giorni bloccate per problemi tecnico-burocratici in Austria, da dove passa il gasdotto TAG (Trans Austria Gas Pipeline) prima di arrivare a Tarvisio. Eni ha confermato la ripresa dei flussi. Intanto, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo, la presidente della commissione Ursula Von der Leyen ha assicurato che l’Ue è pronta “a discutere un tetto al prezzo del gas” come misura temporanea per frenare anche gli aumenti sull’elettricità, collegati appunto a quelli del gas. In vista dell’inverno, ha aggiunto, sarà necessario diminuire anche i consumi di gas: sono già scesi “di circa il 10%”, ma bisogna “fare di più”. Anche perché, continua Von der Leyen, “le forniture di gas russo sono diminuite fino ad arrivare al 7,5% del gas di gasdotti". Ma la partita sul gas va oltre i confini nazionali e i problemi da risolvere sono molti, con l’Unione europea che continua a non trovare una quadra tra le posizioni dei suoi Stati membri su un piano comune. Alle tensioni sul price cap al gas e sullo scudo da 200 miliardi di euro annunciato dalla Germania per aiutare i cittadini e le imprese alle prese con i rincari, si è aggiunto un nuovo punto di attrito: la messa in campo di un nuovo fondo ad hoc per far fronte al boom dei prezzi dell'energia.

Il price cap

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La Commissione europea sta pensando a due tipi di tetto al prezzo del gas: una è "un price cap sul gas utilizzato per generare elettricità" e l'altro riguarda "un cap sull'energia scambiata in Europa", mentre si lavora "a una riforma dell'indice Ttf", quello del mercato di Amsterdam. Lo ha detto il portavoce della Commissione Eric Mamer, precisando che nel suo intervento questa mattina al Parlamento europeo la presidente Ursula von der Leyen "non ha menzionato un price cap al gas importato dalla Russia".

Gli extraprofitti

Gli eurodeputati hanno chiesto che "le imprese che hanno beneficiato di proventi straordinari" dalla crisi energetica aiutino "a mitigare gli effetti negativi della crisi energetica". Per questo, l'appello è che "l'Ue agisca attraverso l'introduzione di un massimale temporaneo di emergenza sui proventi ottenuti dalla vendita di energia". L'Eurocamera chiede inoltre alla Commissione "di valutare un margine di profitto adeguato e di compiere ulteriori passi verso l'introduzione di un'imposta sui proventi straordinari". Il Parlamento invita infine la Commissione "a proporre un massimale appropriato di prezzo per le importazioni di gas dai gasdotti, principalmente dalla Russia".

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Restano diversità di vedute sul tema energetico non solo fra i 27 Paesi Ue, ma anche in seno alla stessa Commissione. L’idea di un nuovo fondo emergenziale è stata messa sul tavolo per la prima volta in una lettera dai commissari Paolo Gentiloni e Thierry Breton. Poi è stata portata all’Ecofin dal ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire. La nascita del fondo per la crisi energetica – che dovrebbe essere simile al Sure, quello pensato per aiutare a proteggere i posti di lavoro e i lavoratori che risentono della pandemia di coronavirus – è però molto lontana. Come sul price cap, Germania e Olanda per ora si dicono contrari. 

RePowerUe, c'è accordo su Pnrr nazionali

All’Ecofin si è intanto trovata l’intesa sull’aggiunta di un nuovo capitolo ai Piani nazionali di ripresa e resilienza per ottenere i fondi del RePowerUe, pensato per aumentare l'autonomia strategica dell'Unione diversificando le forniture energetiche e aumentando l'indipendenza e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico dell'Unione. Il RePower fa perno su 200 miliardi di prestiti residui del Next Generation Ue e su 20 miliardi di sovvenzioni. 

Von der Leyen: “Ttf non è più rappresentativo"

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Nel pomeriggio poi la stessa presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha scritto una lettera ai leader dell’Unione europea, in vista del vertice di Praga in programma domani e venerdì: “Propongo di lavorare assieme con gli Stati membri per sviluppare un intervento per limitare i prezzi del gas nel mercato del Gnl”, ha scritto, aggiungendo poi che “'indice Ttf non è più rappresentativo". Perciò "dovremmo considerare una limitazione del prezzo legato al Ttf in modo che si continuino ad assicurare le forniture”.

Von der Leyen: “Negoziare price cap sul gas con i fornitori”

Nella lettera la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, propone poi di "intensificare i negoziati con i fornitori affidabili per ridurre i prezzi del gas importato di ogni tipo. Grazie a partner fidati come Norvegia e Stati Uniti, siamo stati in grado di sostituire il gas russo a velocità record. Un corridoio negoziato che riduca i costi delle forniture da parte di questi partner sarebbe nel nostro reciproco interesse”. E poi ha ribadito: "I prezzi elevati del gas stanno determinando alti prezzi dell'elettricità. Dovremmo limitare questo impatto inflazionistico del gas sull'elettricità, ovunque in Europa. Ecco perché, accanto alla nostra azione sul gas importato, siamo pronti a discutere l'introduzione di un tetto massimo al prezzo del gas utilizzato per la produzione di energia elettrica”.Secondo la presidente della Commissione “questo dovrebbe ridurre i prezzi dell'elettricità, in previsione di una riforma strutturale del mercato elettrico”.

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