Sciopero Ryanair e Vueling il 1° ottobre, a chi spettano rimborso e compensazione

Economia
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Sabato 1 ottobre alcuni voli delle due compagnie low-cost rischiano di essere cancellati a causa di scioperi del personale. Si prevedono disagi per i passeggeri, cui però spetterà sia il rimborso del prezzo del biglietto sia un indennizzo parametrato alla lunghezza della tratta. Tutto quello che c’è da sapere 

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Dopo gli scioperi che hanno infuocato i cieli europei durante tutta l’estate, nuove agitazioni minacciano il trasporto aereo anche nei prossimi mesi. Già a partire da sabato 1° ottobre per la precisione, quando i piloti e gli assistenti di volo di Ryanair e Vueling che aderiscono a Filt-Cgil e Uiltrasporti incroceranno le braccia rispettivamente per 24 ore e dalle 13,00 alle 17,00: nel primo caso, i lavoratori rivendicano condizioni e stipendi migliori mentre nel secondo protestano per 17 esuberi annunciati a Roma Fiumicino. Per i viaggiatori si preannuncia dunque un fine settimana complicato, con possibili ritardi e cancellazioni che però daranno diritto a rimborsi totali e compensazioni tra i 250 e i 600 euro. Ecco cosa sapere. 

Cosa prevede da normativa

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Il rimborso integrale del biglietto potrà essere richiesto da tutti i clienti di quelle compagnie aeree che abbiano cancellato il volo senza offrire una soluzione alternativa, a prescindere dal motivo alla base dello stop. Vale lo stesso per la compensazione, cui però non si ha diritto nel caso in cui la mobilitazione coinvolga lavoratori che sono dipendenti diretti della compagnia interessata, come ad esempio controllori di volo o addetti all’handling aeroportuale. Quanto all’importo dell’indennizzo, il regolamento europeo 261 che regola la materia prevede 250 euro per tratte fino a 1.500 chilometri, 400 euro tra 1.500 e 3.500 chilometri e 600 euro oltre i 3.500 chilometri.

L’iter da seguire

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Lo sciopero del primo ottobre rientra in pieno nel primo caso perché i dipendenti che si asterranno dal lavoro sono effettivamente quelli di Ryanair e Vueling. Tuttavia, mentre per il rimborso non ci dovrebbero essere problemi, è probabile che le due compagnie non riconoscano la compensazione in modo automatico. Se questa ipotesi si concretizzasse, il consiglio è di mandare un reclamo via Pec in cui si richiede l’indennizzo ai sensi della sentenza 23 marzo 2021 Corte 20/2020. In caso di mancata risposta, servirà rivolgersi al giudice di pace del Comune di residenza, così da evitare il ben più lungo procedimento giudiziario tradizionale. 

Una novità

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Mentre il rimborso è una pratica consolidata, quello alla compensazione è in realtà un diritto relativamente recente. Se infatti in passato non era dovuta, essendo considerato lo sciopero una “circostanza straordinaria”, nel 2018 la Corte Europea di Giustizia ha cambiato le carte in tavola stabilendo per le compagnie l’obbligo di riconoscerla a tutti passeggeri lasciati a terra. L’assunto alla base della sentenza è che una mobilitazione non costituisce nulla di eccezionale e comunque i vettori dispongono dei mezzi per evitarla, affrontarla o attenuarne le conseguenze. 

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