
Gas russo, Draghi: "Più che dipendenza è sottomissione". Soros: "Ue più forte di Mosca"
Il premier italiano: "Acquistare più forniture dall'Africa". Sul tavolo del vertice europeo straordinario del 30 e del 31 maggio potrebbe esserci di nuovo l'ipotesi price cap per indebolire economicamente la Russia. Il finanziere George Soros gli scrive una lettera: nella prova di forza tra Ue e Federazione russa è Draghi ad avere le capacità per "far avanzare" le posizioni di Bruxelles

L’Italia deve liberarsi dalla dipendenza energetica dal gas russo. A dirlo ancora una volta è il premier Mario Draghi. Il presidente del Consiglio si dice risoluto a procedere con il percorso che dovrebbe allontanare definitivamente Roma e Mosca sul fronte energetico. Una dipendenza che ora, con la guerra in Ucraina che non sembra destinata a una risoluzione in tempi brevi, “rischia di diventare sottomissione", dice Draghi
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La via per affrancarsi dalla Russia è però lunga e passa anche dai tavoli di Bruxelles. Il dossier energetico sarà di nuovo al centro delle discussioni dei leader europei durante il vertice europeo straordinario del 30 e 31 maggio
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Il dossier energetico continua a dividere l’Europa. Se da un lato si continua con le deroghe al Green Deal previste per finanziare gasdotti e oleodotti nei Paesi europei, dall’altro i fondi utilizzabili – 20 miliardi di sovvenzioni – secondo alcuni potrebbero non bastare per interventi davvero incisivi
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Il prossimo 1° giugno partirà intanto la task force europea per gli acquisti comuni di gas e Gnl. Anche in questo caso, non tutti sono convinti che funzionerà: molti Paesi chiedono un intervento sul mercato
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L'Italia sul fronte è tra gli Stati più attivi. Mario Draghi potrebbe chiedere ancora una volta ai colleghi di valutare l'ipotesi price cap da applicare al gas russo che arriva attraverso gasdotti
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"Bisogna preparare un futuro per non dipendere più dalla Russia, utilizzando la globalizzazione e acquistandolo in altri Paesi come in Africa", ha detto il premier durante un intervento all'Università Bocconi di Milano in ricordo dell'economista Alberto Alesina

La linea di Draghi ha attirato l’attenzione di George Soros. Il filantropo e finanziere definisce il presidente del Consiglio il leader europeo più capace di portare avanti il progetto per un'Europa federale, partendo proprio dalle sue posizioni in tema energetico

Secondo Soros la questione del gas dovrebbe dimostrare che in questa prova di forza tra Russia ed Europa è la seconda ad aver il coltello dalla parte del manico
Il finanziere ha scritto una lettera a Draghi in cui dice “che l'Europa, che detiene i gasdotti, ha in realtà una posizione di forza maggiore rispetto alla Russia"

La scelta di indirizzare la lettera proprio a Draghi è dovuta al fatto che, secondo Soros, Draghi sarebbe il principale leader europeo "in grado di far avanzare" le posizioni di Bruxelles, visto che è lui ad avere "l'iniziativa, l'immaginazione, l'alta reputazione" necessarie per il braccio di ferro con Mosca

Quello che serve in questo momento, continua Soros, "è un passo avanti verso un'Europa parzialmente federata, sarebbe un vantaggio enorme"