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Casa e Fisco, con riforma valori del mattone aggiornati

Economia

Simone Spina

Si avvierà un censimento degli immobili del nostro Paese e cambierà il meccanismo delle rendite. Si cercherà di scovare edifici abusivi o non registrati correttamente. Resterà immutato il peso delle tasse

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In futuro la casa del signor Rossi avrà due rendite, cioè il tetto sotto il quale vive sarà valutato dallo Stato secondo due parametri. Il primo sarà sempre quello catastale, preso oggi in considerazione per calcolare quante tasse pagare e spesso non aggiornato ai prezzi di mercato. Il secondo, invece, sarà ancorato alle quotazioni medie in una determinata zona, e riformulate ogni sei mesi, in base a quanto dichiarato da chi compra e vende un immobile.

Accordo nella maggioranza

Questo, in sintesi, è quello che cambia con l’accordo fra governo e centrodestra di maggioranza sulla tormentata riforma del mattone, incompiuta da tempo e ora una delle condizioni per ottenere i soldi del Recovery Fund. Dal provvedimento in discussione, ancora non definitivo, è stata cancellata la previsione che col censimento da portare a termine entro il 2026 si sarebbero legate case e terreni all'andamento dei prezzi di vendita. Se questo diventa vero per ogni singolo immobile, resta però un riferimento al mercato, visto che si rimanda ai valori che l’Agenzia dell’Entrate aggiorna periodicamente, che stabiliscono valori compresi tra un minimo e un massimo e che, quindi, fotografano in maniera più puntuale la situazione.

Cosa cambia

Potrà emergere, così, che, per esempio, per un appartamento si pagano poche o troppe tasse. Resta però la promessa, messa nero su bianco, che per calcolare le imposte non ci saranno cambiamenti per i singoli contribuenti e, quindi, si pagherà esattamente quanto prima e lo Stato incasserà gli stessi soldi (40 miliardi l'anno). Nulla esclude, naturalmente, che come per qualsiasi normativa fiscale un futuro governo possa decidere in maniera diversa.

Lotta all'evasione

Con la riforma, poi, si vogliono scovare gli immobili fantasma, cioè abusivi o registrati in modo diverso dal reale, e che sarebbero più di un milione. Una strategia per combattere l’evasione (quasi 6 miliardi in totale sul mattone) e che potrebbe essere utilizzata per abbassare i balzelli a chi è onesto con il Fisco.