
Guerra Ucraina, l'impatto dell'azzeramento del turismo russo in Italia. I dati Istat
L’istituto di statistica, nel documento sul Def, ha ricordato che i cittadini russi sono da tempo quelli con la maggiore capacità di spesa per viaggiare. Nel 2018 la quota pro-capite giornaliera era di 145 euro, al quarto posto dopo giapponesi, cinesi e canadesi

"L'inevitabile azzeramento" della domanda russa di turismo "che deriverà dal conflitto avrà un importante impatto sui ricavi" del settore. Questo è quanto afferma l'Istat nel documento sul Def
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Nel testo si ricorda che “i turisti russi sono da tempo tra quelli con la maggiore capacità di spesa”, ovvero 145 euro di spesa pro-capite giornaliera nel 2018, al quarto posto dopo giapponesi, cinesi e canadesi
Turismo, nel 2022 previsto +35% rispetto al 2021
I turisti russi sono anche tra quelli più inclini a privilegiare le strutture alberghiere di lusso, con più del 40% delle presenze dei russi nel 2019 registrate in questa tipologia di struttura

Il conflitto Mosca-Kiev ha frenato quindi il flusso di presenze e denaro dalla Russia in Italia. Stando ai dati riportati dall’Agi, a partire dal 2009 e fino al 2014 i pernottamenti di turisti russi in Italia sono passati da poco meno di 3 milioni e 600 mila a quasi 8 milioni

La spesa è salita da 623 milioni a 1 miliardo e 328 milioni di euro, grazie anche alla capacità di offrire pacchetti differenziati per tutte le tasche: dal turismo deluxe alla formula del “tutto compreso”

Dell’Italia, i russi amano l’arte, l’ambiente, la moda, lo stile, il cibo, i vini, veri e propri “ambasciatori” che, nel tempo, hanno contribuito a forgiare quell'immagine di Paese che attrae più di tutti anche i turisti e i visitatori dell’est

La chiusura dello spazio aereo sui cieli europei e italiani ha provocato uno stop a questo flusso mettendo in ulteriore seria crisi il settore turistico, già fortemente in sofferenza a causa della pandemia da Covid-19

Dai dati Infodata generali sul turismo in Italia senza fare differenziazioni di provenienza dei visitatori, il Bel Paese ha subito meno danni dall’impatto del Covid-19 nel mese di agosto 2021. Il calo delle notti trascorse dai turisti negli hotel nel 2020 è stato del 7,7%. E già l’anno successivo si è ridotto a un -0,4% rispetto ai periodi pre pandemici

Diversa la situazione nel periodo invernale 2020 con una riduzione delle notti trascorse dai turisti nelle strutture ricettive italiane pari al 72,2%

Con un settore appena avviato verso la ripresa, la mancanza del turismo russo rischia di assestare un ulteriore duro colpo all’economia italiana. Secondo Assoturismo, solo ad aprile 2022 dovremo rinunciare già a circa 175mila pernottamenti di turisti russi e a quasi 20 milioni di euro di fatturato