Manovra, taglio tasse ancora da mettere a punto

Economia

Simone Spina

Il governo promette di ridurre il peso del Fisco per lavoratori e aziende. Ma non si sa ancora nel dettaglio chi avrà benefici. Possibile un intervento in favore del ceto medio

Darà un taglio alle tasse la manovra per il 2022, ma come saranno azionate le forbici è ancora da decidere. L’obiettivo del governo è rendere meno pesante il carico per famiglie e imprese, una dichiarazione d’intenti che però non ci dice esattamente come sarà speso un terzo della legge di Bilancio da circa 23 miliardi.

E’ questo uno dei campi sui quali si gioca la messa a punto della nuova finanziaria, anche se tutti i partiti sono d’accordo con quanto sostenuto da Mario Draghi da mesi e cioè che “è il momento di dare e non di chiedere” per rafforzare la crescita economica.

I denari a disposizione per il Fisco sono nel complesso nove, ma, di questi, due erano già stati stanziati in passato e, inoltre, un miliardo sarà utilizzato per ridurre gli aumenti delle bollette di luce e gas.


Ci sono, dunque, otto miliardi a disposizione per tagliare le tasse. Una parte – come annunciato - servirà per rinviare l’aumento dei balzelli sulla plastica (in primis gli imballaggi), sulle bevande zuccherate e per abbassare l’Iva sugli assorbenti (dal 22 al 10 per cento).

Benefici per il ceto medio

La parte restante, la più grande, potrà essere impiegata per un abbassamento delle imposte che riguarderà da vicino i lavoratori e che, in pratica, dovrebbe tradursi in più soldi in tasca per il ceto medio. I benefici dovrebbero infatti concentrarsi tra chi ha un reddito tra 28mila e 55mila euro lordi l’anno.


La formula per mettere in pratica l'operazione potrebbe riguardare il cosiddetto cuneo fiscale, cioè la differenza tra quanto un dipendente costa all'azienda e il suo stipendio: un divario dovuto a varie voci presenti in busta paga, dalle imposte propriamente dette ai contributi per la pensione (che in parte sono versati anche dalle aziende).

Intervenire in questa maniera ridurrebbe il costo del lavoro, con vantaggi anche per le imprese, che con la manovra continueranno a godere di incentivi fiscali e che non arrestano il pressing sull’Irap, il contestato tributo che il governo però finora ha detto che vuole solo "gradualmente superare". 

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