Costo energia elettrica, allarme bolletta: aumento da 40 miliardi annui

Economia

Arera: i dati disponibili confermano la tendenza a ulteriori rialzi dei prezzi dell'energia nell'immediato futuro

Nessun calo dei prezzi dell'energia, anzi le oscillazioni potrebbero portare a ulteriori aumenti almeno fino alla fine dell'inverno. Arera, l’autorithy del settore, conferma il trend del rialzo dei prezzi energetici prevedendo i primi cali solo da aprile 2022. “I dati disponibili confermano la tendenza a ulteriori rialzi dei prezzi dell'energia nell'immediato futuro; inoltre, le previsioni di medio periodo lasciano, ad oggi, intravedere un processo ancora lento di riallineamento verso prezzi più bassi, con prezzi del gas naturale superiori ai 40 Eur/MWh per tutto il 2022, per poi scendere verso i 30Eur/MWh solo nel 2023".  E’ quanto ha detto il presidente di Arera, Stefano Besseghini, ascoltato in commissione Industria del Senato sul Dl bollette. Besseghini ricorda che le quotazioni di questi giorni "vedono prezzi medi superiori ai 200 Eur/MWh per tutto il periodo invernale, per poi scendere intorno ai 100 Eur/MWh a partire dal mese di aprile 2022".

L’allarme dell’authority

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La bolletta elettrica ha visto in un anno in Italia un aumento di circa 40 miliardi di euro e dopo il primo intervento statale da 3,5 miliardi per aiutare famiglie e microimprese il governo potrebbe stanziare un altro miliardo per attutire i rincari. Ma potrebbe non essere sufficiente ad azzerare nuovamente gli oneri di sistema. Un quadro allarmante per l’economia delle famiglie italiane che con il caro-bolletta subiscono le conseguenze delle tensioni sui prezzi delle materie prime, innanzitutto del gas. Tensioni che "perdureranno per un tempo non brevissimo, almeno due trimestri" ha avvertito il direttore Strategie di Sviluppo Rete e Dispacciamento di Terna Francesco Del Pizzo in audizione al Senato sul decreto che riguarda "le misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale", dove sono stati ascoltati anche rappresentanti di imprese. Stesso allarme sui prezzi alti è arrivato da Snam.

Il ripristino degli oneri di sistema

Come detto è la possibilità di ripristino degli oneri di sistema che erano stati azzerati dal governo a partire da ottobre alla vigilia del rincaro delle bollette di luce e gas a far temere il peggio. Il presidente dell'Arera ha infatti affermato che "in assenza di ulteriori nuovi interventi legislativi contro il caro-bollette sarà tenuta per competenze e mandato istituzionale a riportare i corrispettivi delle componenti tariffarie a copertura degli oneri generali di sistema a livelli che assicurino il gettito annuo necessario per finanziare gli obiettivi di pubblico interesse identificati dal legislatore". Quindi, senza misure strutturali, gli aumenti degli oneri generali (attualmente azzerati per i clienti domestici) si sommeranno a quelli che riflettono, per il servizio di maggiore tutela, l'andamento dei prezzi all'ingrosso. Arera sollecita quindi lo Stato a destinare in modo strutturale fondi per oneri legati a obiettivi sociali e di politica industriale. Il miliardo che stanzierebbe il governo, secondo quanto sarebbe stato annunciato in cabina di regia sul Documento programmatico di bilancio (che disegna la cornice della legge di bilancio), dovrebbe confluire in un apposito fondo che sarà creato con la manovra. Ma potrebbe non bastare.

Le preoccupazioni di Confindustria

Notizie che preoccupano Confindustria per la ripresa delle aziende colpite dallo "choc energetico" e "dall'escalation dei prezzi". Il Vice-Presidente Aurelio Regina ha chiesto misure congiunturali e strutturali lamentando "assenza di strategia nel lungo termine per il mercato spot". Per aggirare questo andamento al rialzo del costo dell'energia, Terna - ma non solo - ha ribadito la necessità di un programma di investimenti in Fer - fonti di energia rinnovabile -   accumuli e reti che potrà essere reso possibile solo se accompagnato da una ulteriore semplificazione autorizzativa. Anche per il presidente e Ad di Acquirente Unico, Filippo Bubbico, servono "misure strutturali di politica energetica e sociale" soprattutto a tutela dei soggetti più deboli.

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