Ocse: il Pil dell’Italia crescerà al 4,3% nel 2021 e al 3,2% nel 2022

Economia
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Le stime dell’organismo internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico sul nostro Paese. Il tasso di disoccupazione crescerà dal 9,4% del 2020 all'11% del 2021 e “resterà elevato”, al 10,9%, nel 2022. Rimarrà elevato, "poco al di sotto del 160% del Pil”, anche il debito. “La ripresa sarà lenta e disuguale”. Per quanto riguarda l’Eurozona, la crescita passerà dal -7,5% del 2020, al 3,6% del 2021, per poi scendere al 3,3% nel 2022. Il Pil dei 37 Paesi crescerà del 4,2% nel 2021 e del 3,7% nel 2022

Il Pil dell’Italia, dopo il brusco calo nel 2020, “dovrebbe crescere al 4,3% nel 2021 e al 3,2% nel 2022”. Sono queste le stime che si leggono nelle Prospettive Economiche dell'Ocse, pubblicate a Parigi. L'organismo internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico aggiunge che il tasso di disoccupazione del nostro Paese crescerà dal 9,4% del 2020 all'11% del 2021 e “resterà elevato”, al 10,9%, nel 2022. Il "ritmo di crescita" dell'Italia, continua, avrà un "grande impatto" sull'evoluzione del debito, che rimarrà elevato, "poco al di sotto del 160% del Pil”. Secondo l'organismo, il rapporto tra debito e Pil passerà dal 159,8% del 2010, al 158,3% del 2021, al 158,2% del 2022. E avverte: “La ripresa sarà lenta e disuguale”.

Ocse: propensione delle famiglie al risparmio “resterà elevato”

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L’Ocse, nella scheda dedicata all’Italia, insiste sul fatto che le restrizioni legate al coronavirus (AGGIORNAMENTI LIVE SPECIALE) e l'incertezza peseranno sull'attività economica, gli investimenti e l'occupazione “fino al raggiungimento dell'immunità generale, quando un vaccino efficace sarà stato distribuito ampiamente, stimolando il consumo e facilitando il risparmio”. La crescita dei consumi dovrebbe ripartire, spiega, ma la propensione delle famiglie al risparmio “resterà elevato”. Gli investimenti dovrebbero trovare nuova linfa nel 2022, “poiché gli investimenti pubblici aumenteranno e le imprese in settori più resilienti” inizieranno a intraprendere “investimenti sostitutivi”. Al contrario, avverte l'Ocse, il settore dei servizi “si riprenderà più lentamente poiché la domanda interna e il turismo rimarranno deboli fino a quando un vaccino efficace non sarà ampiamente diffuso”. "Questo – sottolinea l'organismo – aggraverà il mercato del lavoro e le disuguaglianze regionali”.

“Restrizioni pesano nonostante sostegno governo”

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Nella nota, l’Ocse sottolinea che “le restrizioni (legate al coronavirus,ndr.) e l'incertezza pesano sull'attività, sebbene il sostegno del governo abbia mitigato gli effetti su imprese e famiglie". Riguardo alla legge di bilancio, aggiunge: “Prevede una crescita più rapida, più verde, digitalizzata e più inclusiva. Lo stimolo deve essere accompagnato da continue riforme strutturali e dalla loro effettiva attuazione". Tra l'altro, mette in evidenza anche la necessità di semplificare il regime normativo, migliorare i ritardi nel sistema giudiziario come anche la formazione dei lavoratori.

La situazione nell’Eurozona

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Passando all’Eurozona, secondo l’Ocse la crescita passerà dal -7,5% del 2020, al 3,6% del 2021, per poi scendere al 3,3% nel 2022. Dopo un forte calo quest'anno, il Pil dei 37 Paesi dell'Ocse crescerà del 4,2% nel 2021 e del 3,7% nel 2022. Nel complesso - precisa l'Ocse - entro la fine del 2021 il Pil globale tornerebbe “ai livelli pre-crisi, sostenuto dalla forte ripresa in Cina, ma la performance differirebbero notevolmente tra le principali economie”. Mentre la “produzione dovrebbe rimanere del 5% circa al di sotto del periodo pre-crisi". Il documento dell’Ocse è stato presentato da Angel Gurria, segretario generale dell’organismo. “Per la prima volta dall'inizio della pandemia siamo fiduciosi", "abbiamo speranza", ha detto. Le ultime notizie sui vaccini, ha proseguito, "hanno suscitato ottimismo e dissipato le nebbie dell'incertezza. C'è speranza ma non ne siamo ancora usciti". Poi ha lanciato un appello a proseguire le misure "che hanno funzionato" in questi ultimi mesi. 

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