Istat, i prezzi delle case continuano a salire nonostante il Covid. Ecco perché

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Secondo le stime preliminari, nel secondo trimestre 2020 l'indice dei costi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, è in netto aumento. Inoltre, nonostante un iniziale calo del numero di compravendite, già a partire dallo scorso giugno la flessione è stata totalmente riassorbita

Nonostante la crisi sanitaria ed economica dovuta al coronavirus (LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI LIVE), i costi delle case in Italia continuano a salire. Secondo le stime preliminari dell'Istat, nel secondo trimestre 2020 l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, per fini abitativi o per investimento, aumenta del 3,1% sul trimestre precedente e del 3,4% nei confronti dello stesso periodo del 2019 (era +1,7% nel primo trimestre 2020). Lo comunica l'Istituto di statistica sottolineando che "si tratta dell'aumento tendenziale dei prezzi delle abitazioni, il più ampio da quando è disponibile la serie storica dell'IPAB, ed è attribuibile sia ai prezzi delle abitazioni nuove (+2,7%) sia a quelli delle esistenti (+3,7%), entrambi in accelerazione rispetto al trimestre precedente (erano rispettivamente +1,0% e +1,9%)". 

Spesso si tratta di contratti stipulati pre-lockdown

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Secondo quanto riportato da Istat, "dopo la lunga sequenza di flessioni che dal 2012, con l'eccezione della debole risalita del 2016, si sono susseguite fino a metà del 2019, i prezzi delle abitazioni crescono in modo marcato e per il quarto trimestre consecutivo". Accelerano, in particolare, i prezzi delle abitazioni esistenti che tornano sopra il livello medio del 2015", commenta l'Istituto di Statistica. "La svolta si determina però in concomitanza con la crisi dovuta all'emergenza sanitaria che ha fortemente ridotto le compravendite di abitazioni (-27,2% tendenziale nel secondo trimestre che segue un -15,5% del primo trimestre) e i prezzi del periodo in esame fanno per lo più riferimento a contratti i cui termini sono stati stabiliti prima del lockdown". 

Già a giugno una netta ripresa. Aumenti più marcati al Nord

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Il drastico calo del numero di compravendite di immobili residenziali - evidenzia l'Istat - ha riguardato la prima parte del trimestre in esame ed è stato in larga parte riassorbito a giugno, "senza prefigurare, quindi, per ora, un calo generalizzato e persistente della domanda tale da influenzare l'andamento dei prezzi (di per sé molto vischiosi rispetto ai volumi) nel breve periodo". I prezzi delle abitazioni registrano tassi tendenziali positivi in tutte le ripartizioni geografiche. Il Nord-Ovest e il Nord-Est mostrano aumenti marcati (rispettivamente +5,5% e +4,1%); segue il Sud e Isole (+2,3%) mentre il Centro si attesta su un tasso di crescita più basso (+0,9%). Anche su base congiunturale si registra ovunque un'ampia crescita dei prezzi delle abitazioni. 

Il caso di Milano

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La città che più delle altre fa registrare un’accelerata ulteriore della sua crescita su base annua dei prezzi delle abitazioni è Milano con un +15,9%. I prezzi aumentano, ma in misura più contenuta, anche a Torino (+1,8%) e a Roma (+1,3%). Nel capoluogo lombardo non calano neppure i prezzi degli affitti nonostante il 290% in più di disponibilità rispetto al periodo pre-coronavirus: secondo i dati del Centro Studi di Immobiliare.it al 31 agosto l’impatto sui canoni è quasi nullo: 565 euro è il prezzo medio richiesto per una stanza singola. Si tratta di solo un punto percentuale in meno rispetto al 2019. 

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