Gualtieri: "Nel terzo trimestre Pil in crescita. Il Mes? Decisione al momento opportuno"

Economia

Il ministro dell'economia ammette che le stime fatte all'inizio del lockdown non saranno confermate: "Sarà peggio del -8% previsto dal governo, ma non di molto". Ma si aspetta "un forte rimbalzo", sottolineando che "molti indicatori lo confermano". Sul Fondo salvastati: "Sono risorse a tasso zero"

Un Pil in sofferenza ma che difficilmente “sarà peggio del -8%” stimato dal governo, ma che potrebbe avere “un forte rimbalzo” nel terzo trimestre. Il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, intervistato ad Agorà Estate su Rai3, è ottimista sulla ripresa dell’economia italiana, anche se ammette che la previsione fatta quando l’emergenza coronavirus (LO SPECIALE - GLI AGGIORNAMENTI LIVE) aveva fermato tutte le attività produttive non saranno confermate. "È stata fatta quando non si sapeva quanto sarebbe durato il lockdown: la nuova stima sarà peggio del -8% stimato, ma non così tanto. Tutti i previsori che indicavano -11, -12, -13% dicono che l'Italia fa meglio di quanto loro prevedevano", ha specificato.  

Gualtieri “I dati sul lavoro danno segnali positivi”

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"Nel terzo trimestre dell'anno stimiamo un forte rimbalzo del Pil, ci sono molto indicatori che lo dicono e quello dell'occupazione si aggiunge. C'è stato il sentimento positivo delle imprese sugli ordinativi nei quali l'Italia, cosa rarissima, è stata la prima", ha continuato Gualtieri. Il ministro ha spiegato che i dati negativi del secondo trimestre registrano il crollo di aprile ("se si chiude l'economia il Pil crolla") ma che "poi a maggio e giugno la produzione industriale segna una ripresa". I dati del lavoro sono un ulteriore "segnale limitato ma positivo della ripresa" e "anche l'aumento della disoccupazione, che nei momenti più duri è  perché aumentavano gli inattivi, ora sale perche' calano gli inattivi. E poi - ha aggiunto - salgono anche finalmente gli occupati".

Verso una riforma del fisco per aumentare gli stipendi 

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La riforma fiscale, ha spiegato il ministro, punta a "proseguire sulla strada del taglio del cuneo fiscale per aumentare salari e stipendi" e poi vuole "realizzare l'innovazione dell'assegno unico che definiremo uno strumento piu' potente per sostenere la famiglia e la genitorialita'". Gualtieri ha sottolineato che si tratta di una "grande sfida e opportunita'" e che la riforma dovrà essere "autofinanziata" e dovra' essere finanziata con "la riduzione delle tax expenditure (le agevolazioni fiscali, ndr) e il contrasto all'evasione fiscale".

"Non useremo per il Recovery fund per la riforma fiscale"

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Gualtieri ha chiarito che "la riforma fiscale ha un costo strutturale a regime e non può essere finanziata con strumenti congiunturali come può essere il recovery fund" ma dovrà essere "autofinanziata" e "c'è ampio spazio". Il ministro ha aggiunto che le risorse del fondo europeo "possono far aumentare il Pil e dare lo spazio per introdurre le riforme e farle andare a regime". Le risorse - ha invece spiegato il ministro -  arriveranno dalla "la riforma delle tax expenditure e anche lavorando sul contrasto all'evasione: c'èmolto spazio anche con superamento di di meccanismi di tassazione ambientale che rendano uno sistema fiscale con la nostra strategia green".

Sul Mes il governo deciderà al "momento opportuno"

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Il Mes è "uno strumento utile" e il governo "deciderà al momento opportuno" se utilizzarlo o meno. "La mia posizione è nota”, ha specificato Gualtieri,” il Mes è uno strumento non dà soldi a fondo perduto ma risorse a tasso zero che determinerebbero un risparmio in termini di interessi nell'orizzonte di diversi miliardi di euro". "Ma spesso ci si dimentica che prima c'era solo il Mes - ha ricordato il ministro - considerato insufficiente e inadeguato e che grazie al lavoro svolto dal presidente Conte, all'inizio da solo, sia stato fatto il più grande programma della storia di eurobond per sostenere spese comuni".

Gualtieri: "Un errore? Le procedure Cig, ma le abbiamo cambiate"

"Un errore? Probabilmente avremmo dovuto da subito variare le procedure per la cassa integrazione in deroga che si sono rivelate troppo lente. Sicuramente è la cosa che ha funzionato meno bene ma poi le abbiamo cambiate ed era una cosa straordinaria, mai successa, con la cassa che copriva tutte le fasce dei lavoratori e ha coperto l'impatto di

una crisi senza precedenti". Così  il ministro dell'Economia Roberto Gualteri, che ha sostenuto che "in questa prima fase (della crisi provocata dal coronavirus.ndr) l'obiettivo è stato proprio quello di cercare di non lasciare indietro nessuno, nel miglior modo possibile, anche se la realta' e' molto complessa". Gualtieri che interveniva dopo un rappresentante del mondo dello spettacolo che chiedeva interventi ad hoc, ha quindi aggiunto che "le nostre porte sono sempre aperte e nel decreto agosto c'è un pacchetto di misure generali ed uno anche rivolto al settore, come quelle per il mondo del cinema". 

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