Industria, Istat: -19,1% della produzione ad aprile e -42,5% su anno

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I dati mostrano, su base mensile, una nuova e "marcata" contrazione. "Le misure di contenimento dell'epidemia di Covid-19 hanno determinato la forzata chiusura dell'attività di molti settori per l'intero mese, con effetti negativi rilevanti sui livelli produttivi", spiega l'Istituto. Il calo annuo segna un nuovo record negativo. Per autoveicoli -100%

Ad aprile la produzione industriale registra su marzo una nuova "marcata" contrazione, pari al 19,1%. Mentre nella media del periodo febbraio-aprile, il livello della produzione cala del 23,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo rilevano i dati dell'Istat, che evidenziano anche che la caduta su base annua arriva al 42,5% (dato corretto per gli effetti di calendario): si tratta di un "nuovo record della serie storica disponibile, che parte dal 1990, superando i valori registrati nel corso della crisi del 2008-2009". Alla base della contrazione, spiega l'Istituto, ci sono "le misure di contenimento dell'epidemia di Covid-19" che "hanno determinato la forzata chiusura dell'attività di molti settori per l'intero mese, con effetti negativi rilevanti sui livelli produttivi" (GLI AGGIORNAMENTI LIVE - LO SPECIALE SUL CORONAVIRUS). 

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La caduta su base mensile della produzione industriale ad aprile rappresenta "una nuova, marcata flessione", che arriva al -19,1%, "seppure meno ampia di quella di marzo (-28,4%)", sottolinea l'Istat nel commento. "L'unico comparto in leggera crescita" è quello farmaceutico (+2,0%), mentre rimane sostanzialmente stabile quello alimentare (-0,1%). Su base annua, invece, "l'indice corretto per gli effetti di calendario diminuisce in modo ancor più accentuato di quanto osservato il mese precedente, con una flessione del 42,5%". A marzo la discesa tendenziale era stata del  29,4%.

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Particolarmente colpite le industrie tessili dell'abbigliamento, pelli e accessori e quelle della fabbricazione di mezzi di trasporto, "con riduzioni della produzione senza precedenti e rispettivamente pari all'80,5% e al 74,0%", spiega ancora l'Istat.  L'industria degli autoveicoli, nello specifico, registra un secco -100%. Su base annua non si va lontano: -98,4% il dato corretto per gli effetti di calendario.

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I dati mostrano anche che nel primo trimestre del 2020, in un contesto di sostanziale stabilità delle posizioni lavorative (-0,2% rispetto al trimestre precedente), le ore lavorate hanno registrato una diminuzione del 7,5%. "Questo risultato - si spiega - è dovuto a un calo del 2,4% dell'agricoltura, silvicoltura e pesca, dell'8,9% dell'industria in senso stretto e del 9,9% delle costruzioni, mentre i servizi registrano una riduzione del 7,3%".

Confcommercio: ripartire veloci

"Drammatici, attesi e superati sono i dati odierni sul crollo della produzione industriale di aprile". Oggi “la valutazione sul futuro del Paese si gioca sulla rapidità della ripresa che si osserva a maggio e sul suo eventuale rafforzamento a giugno". Questo il commento dell’ufficio studi della Confcommercio sui dati. "Le informazioni giornaliere sulle percorrenze dei veicoli pesanti e leggeri, dell'energia elettrica immessa in rete e del gas per uso industriale convergono nell'evidenziare che aprile segna certamente il punto di minimo della congiuntura", sottolinea ancora Confcommercio.

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