Coronavirus, Bonomi (Confindustria): a rischio tra 700mila e un milione di posti di lavoro

Economia
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Il presidente degli industriali durante un incontro sulle prospettive delle imprese: “Lavoro e innovazione non si creano per decreto, la politica è troppo divisa. Ma possiamo sfruttare questa crisi come occasione per modernizzarci”. E sul Recovery Fund avverte: “Non illudiamoci”

Tra 700mila e un milione di posti di lavoro a rischio a causa dell’emergenza coronavirus (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE - GRAFICHE): è questo l’impatto della pandemia sul mercato del lavoro italiano stimato da Carlo Bonomi, neo presidente di Confindustria e Fiera Milano. Al momento i licenziamenti sono bloccati fino ad agosto ma, secondo Bonomi, “lavoro e innovazione non si creano per decreto: l’economia è cosa diversa. O liberiamo risorse o non cresceremo come Paese, e i posti di lavoro si creano se ci sono crescita e investimenti”. Una crisi, secondo il numero uno degli industriali, aggravata da una classe politica “molto concentrata sull’emergenza ma con zero visione e zero strategia su dove dobbiamo andare”.

“Partiti divisi anche al loro interno”

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Bonomi, che ha parlato nel corso di un incontro di Fondazione Fiera Milano sulle prospettive delle imprese, è pessimista sul panorama politico attuale: “Vedo una politica che ha delle posizioni diverse anche all’interno degli stessi partiti, e quindi diventa tutto difficile e complicato. Ci sono invece delle questioni da affrontare scevri dagli interessi di parte o dai dividendi elettorali”. Tra i “nodi fondamentali” su cui ragionare al più presto per sbloccare il Paese, secondo Bonomi, ci sono “l’automotive, il fisco, che deve essere una leva di competitività e non solo uno strumento per il gettito, e il lavoro. Ma anche le infrastrutture, le grandi opere e il mondo dell’acciaio”.

“Sul Recovery Fund non illudiamoci”

Il successore di Vincenzo Boccia ha parlato anche del Recovery Fund europeo (CHI LO FINANZIA - VON DER LEYEN ILLUSTRA IL PIANO), che è “una speranza, ma non illudiamoci”. I circa 172 miliardi a cui l’Italia potrebbe accedere “non arriveranno domani mattina, il percorso per averli sarà lungo soggetto a tantissime contrattazioni”. Il tema, ha concluso Bonomi, “è come prenderemo quei soldi e come saranno spesi”.

“Serve tavolo pubblico-privato”

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L’auspicio di Bonomi è che “venga fatto al più presto un tavolo virtuale pubblico-privato, in cui mettere insieme le migliori energie del Paese” per evitare che l’Italia vada verso un declino “neanche tanto lento” che l’Italia “non merita e non può permettersi”. A oggi, però, ha ammesso il presidente di Confindustria, questo tavolo all’orizzonte non si vede: il governo, piuttosto, “è molto concentrato nella ricerca di accontentare tutti con interventi a pioggia che non funzionano”.

“Occasione per cambiare il Paese” 

Se l’Italia sarà in grado di sfruttare questo momento di crisi, allora potrà trasformarlo in una chance per ripartire. “Abbiamo una grande occasione per disegnare una nuova Italia e per modernizzare veramente il Paese - ha detto Bonomi -. Sono fermamente convinto che in questo tragico momento possiamo cambiare l’Italia. Possiamo mettere in campo delle semplificazioni per cambiare la struttura del Paese, rendendolo più moderno e dinamico”.

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