Coronavirus, Bonomi: “La Fase 2 è partita molto male, il governo non ci ha ascoltato”

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Il presidente designato di Confindustria a Piazza Pulita: “Fare una miriade di interventi a pioggia non serve. Le risorse economiche promesse non sono arrivate e l'effetto sull'economia è inesistente”. E indica tre misure prioritarie: “Tagliare l'Irap, pagare i debiti della P.a, sbloccare i fondi già finanziati per le opere pubbliche”

La Fase 2 è partita "male, molto male". A dirlo è il presidente designato di Confindustria (verrà eletto il 20 maggio), Carlo Bonomi, che ospite a Piazza Pulita ha criticato l’operato del governo sugli interventi economici per far fronte all’emergenza coronavirus: “Purtroppo da 5 settimane chiedevamo un metodo per la fase due, ma non ci hanno ascoltato. Abbiamo chiesto qualcosa di urgente, di immediato. Perché fare una miriade di interventi a pioggia non serve. Le risorse economiche promesse non sono arrivate e l'effetto sull'economia è inesistente". Poi ha aggiunto: "Chiariamo una cosa. Noi non siamo all'opposizione del Governo” (GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA - LO SPECIALE - L’AUTOCERTIFICAZIONE PER LA FASE 2 - LE FAQ SULLE MASCHERINE - GRAFICHE - LE FOTO SIMBOLO - LE FAQ SULLA FASE 2).

“Tagliare l’Irap, misure già varate non hanno i loro effetti"

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Gli imprenditori hanno aperto "assumendosi tutta la responsabilità", ascoltando "la disperazione" degli imprenditori, "l'angoscia" dei lavoratori, ha detto Bonomi, che ha poi indicato all’esecutivo tre misure prioritarie per le imprese: "Tagliare l'Irap, pagare i debiti della P.a alle imprese private, sbloccare i fondi già finanziati per le opere pubbliche". Le misure già varate, ha sottolineato, "non arrivano, non hanno i loro effetti". "Abbiamo chiesto espressamente un taglio dell'Irap”, ha aggiunto, che si può fare in occasione degli acconti di giugno, vale "9 miliardi. È semplice, automatico, lo Stato non deve fare nulla. È una semplificazione".

“Non ci interessa chi c'è al governo”

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Bonomi ha poi detto un secco “no” all’ipotesi di una patrimoniale: "Se la strada è la patrimoniale è come chiudere veramente il Paese, perché quel poco di fiducia che ha il sistema economico verrebbe meno. Dobbiamo avere l'ossessione della crescita". E sui rapporti con il governo ha specificato: "Non ci interessa" chi c'è al governo, "noi ci confrontiamo con il governo del momento, noi vogliamo discutere sui temi economici e abbiamo la sensazione che si voglia sempre spostare l'accento sulla parte politica per non entrare nel merito dei provvedimenti economici. Siamo i primi che diciamo che dobbiamo stare uniti, lavorare per il Paese, ma bisogna essere concreti e seri. Quando sentiamo certi annunci da parte di alcuni componenti del governo francamente rimaniamo perplessi". E nelle relazioni industriali "il governo deve essere arbitro, quando pensa di diventare anche giocatore vuol dire che qualcosa non funziona". L’esecutivo, ha spiegato, "deve ascoltare. Credo che stiano prendendo delle decisioni sulla scorta delle consulenze di grandi multinazionali americane e non ascoltano gli imprenditori italiani. Già il metodo non mi piace".

“Navigator non risolveranno la disoccupazione”

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Bonomi ha poi parlato anche del reddito di cittadinanza: "Nel 2018 io stesso dicevo che la componente che andava a intervenire sulle persone che non hanno reddito era corretta". Ma il presidente designato di Confindustria ha puntato il dito sulla "parte di politiche attive": "La grande risorsa della Repubblica che si chiamano i navigator è stata un grande fallimento, continua a costarci una marea di miliardi, e nessuno vuole ammettere che non funziona e va cancellata. Non credo che i problemi di disoccupazione cui purtroppo andremo incontro li risolveranno i navigator".

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