Coronavirus, primi scioperi nelle aziende del Nord. Sindacati: "Troppe attività aperte"

Economia

Cgil, Cisl e Uil contestano lista di settori considerati indispensabili e inseriti nel decreto. Mobilitati lavoratori aerospazio: scioperi a Leonardo, Ge Avio e Vitrociset. Mercoledì sciopero metalmeccanici Lombardia e Lazio. Federmeccanica: "Dialogo, non conflitto"

Da questa mattina sono in corso diversi scioperi in Italia contro le misure introdotte dal nuovo decreto che chiude tutte le attività “non essenziali”, per cercare di arginare la diffusione del coronavirus (AGGIORNAMENTI). Tra i comparti già in sciopero c'è quello dell'aerospazio, e hanno incrociato le braccia anche i lavoratori di tante aziende nel Torinese: Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR. Altri sindacati, dai metalmeccanici ai bancari, si dicono pronti a scioperare. “Riteniamo inadeguato rispetto a questo obiettivo il contenuto del decreto e inaccettabile il metodo con cui si è giunti alla sua definizione”, dicono Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta, annunciando nuovi scioperi se troppe fabbriche e settori rimarranno aperti perché non inclusi nella lista del decreto. Federmeccanica, intanto, spiega: "Questo non è il momento del conflitto ma del dialogo e della collaborazione. Ci auguriamo che il senso di responsabilità prevalga" (LO SPECIALE - MAPPA E GRAFICI DEL CONTAGIO - LE FOTO SIMBOLO). 

Mercoledì sciopero metalmeccanici e chimici Lombardia

I lavoratori delle aziende metalmeccaniche della Lombardia sciopereranno mercoledì 25 marzo per 8 ore. Lo fa sapere il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli. La decisione, spiega, "è stata presa perché si consideri la Lombardia una regione dove sono necessarie misure più restrittive sulle attività da lasciare aperte". Sempre per la giornata di mercoledì i sindacati regionali lombardi Filtem Cgil, Femca Cisl, Uiltec, hanno proclamato uno sciopero regionale di 8 ore dei lavoratori delle aziende del settore chimico, tessile, gomma-plastica che non hanno produzioni essenziali e di pubblica utilità. L'aver inserito nelle attività "d'impresa - è scritto in una nota - da considerare essenziali (gli ormai famosi codici Ateco) una serie di attività di vario genere che di essenziale non hanno nulla, depotenzia il decreto e crea l'effetto di ridurre ai minimi termini il numero delle lavoratrici e dei lavoratori che potranno rimanere a casa".

Pronti allo sciopero anche metalmeccanici Lazio

Pronti allo sciopero anche i metalmeccanici del Lazio: ”In assenza di misure concrete per la messa in sicurezza dei lavoratori", i sindacati metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm del Lazio "proclameranno per il 25 marzo lo sciopero generale della categoria". Le tre sigle rimarcano la richiesta di fermare "tutte le attività non essenziali" e di mettere in sicurezza tutte le altre, dotando i lavoratori dei dispositivi di protezione: "Basta indugi", dicono, "la sicurezza viene prima di tutto”.

Federmeccanica: proteggere salute nel presente ma dare anche un futuro

Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica, dopo la minaccia di sciopero avanzata dai sindacati dei metalmeccanici ha chiarito: "La salute delle persone è al primo posto e le nostre imprese - sottolinea - sono, ora come non mai, impegnate a tutelarla adottando le più stringenti misure preventive. Dobbiamo proteggere la salute dei nostri collaboratori nel presente e, al tempo stesso, dare loro un futuro".

 

Landini: "Aggiunte attività non essenziali per pressioni Confindustria"

In mattinata, in una intervista al Giornale Radio Rai, il leader della Cgil Maurizio Landini ha ribadito: "Sono state aggiunte, grazie alle pressioni di Confindustria, tutta una serie di attività che non rientrano tra quelle che devono essere ritenute essenziali. Al centro deve esserci la salute e la sicurezza. Chiediamo un incontro al Mise che ha il potere di modificare il decreto e le categorie produttive che vi rientrano". E sul decreto arriva anche la stima dei danni del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia: “Perderemo 100 miliardi al mese”, ha detto a Circo Massimo su Radio Capital, intervenendo poi contro l'ipotesi di una mobilitazione dei sindacati: “Onestamente non riesco a capire su cosa”.

L'aerospazio incrocia le braccia

Tra i comparti già in sciopero c'è quello dell'aerospazio, in cui i dipendenti di diverse aziende hanno incrociato le braccia da stamattina contro il nuovo provvedimento del governo. Secondo quanto riporta la Fiom, al momento sono in sciopero i lavoratori di Leonardo, Ge Avio, Fata Logistic System, Lgs, Vitrociset, MBDA, DEMA, CAM e DAR. Secondo il sindacato il decreto avrebbe esteso le attività indispensabili rispetto a quanto concordato con le sigle. 

Anche sindacati banche minacciano sciopero

Anche i sindacati bancari Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin preparano la mobilitazione della categoria, a partire da domani, e minacciano lo sciopero. I segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin in una lettera spedita questa mattina all'Abi, a Federcasse, a tutte le banche, e, per conoscenza, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte denunciano come "i dipendenti del settore, tra i quali si registrano molti casi di positività al Coronavirus, non operano in condizioni di sicurezza", senza mascherine, guanti e disinfettanti.

Sindacati: nella lista attività non indispensabili o essenziali

Nel comunicato generale dei sindacati si legge che “nei giorni scorsi Cgil, Cisl, Uil hanno sollecitato un incontro urgente al presidente del Consiglio per verificare gli effetti applicativi del ‘Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Codid-19 negli ambienti di lavoro’ e per chiedere misure più rigorose di sospensione delle attività non essenziali alla luce della consistente progressione dei contagi”. Nell'incontro in video conferenza che si è tenuto nel tardo pomeriggio di sabato, spiegano i sindacati, “è stato proposto dal governo un primo schema di attività da considerare non essenziali sulla base dei codici Ateco. Unitariamente abbiamo continuato a sostenere la necessità di un intervento urgente che sospendesse tutte le attività lavorative non indispensabili. Il Dpcm e lo schema allegato firmato il 22 marzo dal presidente del Consiglio e dal ministro della Salute non tiene conto, se non in modo molto parziale, delle istanze e delle necessità che abbiamo posto all'attenzione dell'esecutivo, prevedendo una serie molto consistente di attività industriali e commerciali aggiuntive rispetto allo schema iniziale presentato dal governo, per gran parte delle quali riteniamo non sussistere la caratteristica di attività indispensabile o essenziale". Sono intervenuti anche Fim, Fiom e Uilm. “Non ci faremo prendere in giro: fermate subito le attività che non sono essenziali, senza se e senza ma!", hanno dichiarato Christian Gambarelli, segretario generale Fim Milano Metropoli, Roberta Turi, segretaria generale Fiom Milano, Vittorio Sarti, segretario generale Uilm Milano, Monza e Brianza.

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