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Tria a Sky Tg24: "Il rallentamento dell'economia non ci sorprende"

Economia

Il ministro dell’Economia, che si trova a Davos con il premier Conte, ha spiegato che l’Italia è stata tra i primi Paesi a prevedere il rallentamento. “Non ci sarà una manovra correttiva", assicura, per poi ribadire: “Nessuno vuole uno scontro con Francia e Germania” 

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“Siamo stati i primi ad avvertire che c’era un rallentamento dell’economia, fin da settembre e poi progressivamente anche a ottobre e a novembre, anche in sede internazionale, sia alla Commissione Europea sia al Fondo Monetario, quando contestavamo le politiche fiscali restrittive che questi organismi chiedevano all’Italia. Quindi non ci sorprende questo rallentamento. Se avranno ragione o no è difficile dirlo, nel senso che si tratta di stime e previsioni e soprattutto nelle fasi di rallentamento le stime sono sempre più complesse”. A dirlo ai microfoni di Sky Tg24 è il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che si trova, insieme al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Forum economico in corso a Davos.

"Non ci sarà una manovra correttiva"

Tria ha negato l’ipotesi di varare una manovra correttiva nei prossimi mesi: “Tenderei a escluderla del tutto. In primo luogo - ha spiegato - perché prima di sei mesi non siamo in grado di giudicare l’andamento dei conti pubblici e non siamo in grado di giudicare neppure la vera natura del ciclo, quanto rallenta o no. Il nostro obiettivo di deficit, concordato con la Commissione Europea, è un obiettivo sul deficit strutturale e quindi che non tiene conto delle variazioni congiunturali e degli effetti delle variazioni congiunturali sul livello del deficit”. Il titolare di via XX settembre ha poi affrontato il tema spread (L'ANDAMENTO DELLO SPREAD DI OGGI): “Dopo l’accordo fatto con la Commissione Europea sul nuovo budget presentato e approvato poi dal Governo italiano, lo spread è subito sceso fino a 250, da posizioni che erano intorno a 320, poi lo spread dipende a volte anche da incertezze a livello più internazionale e globale. Noi ci aspettiamo che continui a scendere. Credo che, per quanto riguarda i fondamentali dell’Italia, la posizione corretta sia non superiore a 150, o anche meno”.

"Nessuno vuole lo scontro con Francia e Germania"

Sulle polemiche in corso con gli altri Paesi europei Tria ha garantito che “nessuno vuole uno scontro, né con la Francia né con la Germania. Non dico che non ce lo possiamo permettere ma non lo vogliamo”. “Anche se ce lo potessimo permettere – ha proseguito -, non vedo perché dovremmo avere uno scontro con due Paesi europei con cui conviviamo e con cui in genere andiamo d’accordo sulle strategie. Poi è chiaro che si possono avere discussioni su singoli punti, ma in sede europea ogni Paese discute con gli altri per cercare soluzioni comuni”.

Conte a Davos, il programma di oggi

Intanto per il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è una giornata ricca di impegni al World Economic Forum: l'incontro con il presidente del Brasile Jair Bolsonaro e quello con Klaus Schwab, presidente esecutivo del Wef; alle 17.30 l'intervento presso la sala plenaria del centro congressi. Infine l'incontro con il Ceo di Apple, Tim Cook, presso il centro congressi.