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Migranti, Salvini: "O cambiano regole o finisce Sophia". Germania: partecipiamo ancora

5' di lettura

Il vicepremier: "Ho prove di contatti tra Ong e trafficanti a terra". E sulla missione dalla quale Berlino ha annunciato uno stop temporaneo, fonti vicine a Mogherini fanno sapere: se Roma vuole siamo pronti a chiuderla. Avramopoulos: la decisione spetta all'Italia

"Ci sono evidenze di contatti telefonici tra alcune persone a bordo delle navi delle Ong e alcuni trafficanti a terra". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante la conferenza stampa al Viminale sul tema dei migranti e sull'operazione Sophia (COS'È E COME FUNZIONA). Salvini ha aggiunto: "Gireremo le informazioni all'autorità giudiziaria". Il vicepremier ha definito la missione europea un “accordo geniale sottoscritto dal governo Renzi, non so in cambio di cosa”. E ha avvertito: “O cambiano le regole o finisce la missione" visto che "Sophia ha come ragione di vita che tutti gli immigrati soccorsi vengano fatti sbarcare solo in Italia”. Parole che arrivano dopo che ieri la Germania ha annunciato uno stop temporaneo della partecipazione in attesa di chiarimenti e in polemica con la linea dura del governo italiano in tema di accoglienza. Sospensione confermata oggi dal comandante dell'operazione Sophia, che ha ribadito la temporaneità del fermo della nave tedesca. E anche il ministero della Difesa ha poi ribadito: "La Germania partecipa ancora alla missione e continueremo a sostenerla". Intanto, fonti vicine all’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, hanno fatto sapere che “se oggi l'Italia, che ha il comando e il quartier generale dell'operazione, non vuole più Sophia, siamo pronti a chiuderla". Posizione ribadita anche dal commissario Ue responsabile per l'immigrazione, Dimitris Avramopoulos: "I contatti tra Stati membri sono in corso, se l'Italia decide di fermare l'operazione Sophia spetta all'Italia prendere questa decisione". E il ministro dell'Interno tedesco ribadisce: "Con Roma abbiamo un accordo fatto, che l'Italia dovrebbe firmare e che non viene firmato".

La Germania continuerà a partecipare alla missione

Lo stop della Germania è quindi temporaneo, ha confermato un portavoce del ministero della Difesa tedesco, spiegando che è stato utilizzato questo momento, l'avvicinarsi della scadenza del mandato a marzo, per porre la questione dei compiti della missione. Negli ultimi mesi, infatti, "la missione non ha più svolto i compiti previsti dal mandato originario", e cioè il contrasto ai trafficanti di uomini. Circostanza confermata anche da Avramopoulos: “Il ritiro tedesco era previsto per febbraio, sta alla Germania decidere cosa fare, ma la Germania continuerà a partecipare all'operazione, e non ci sono indicazioni che non metterà più risorse in futuro".

Berlino: legittimo chiedere una migliore distribuzione dei migranti

Il portavoce del ministero della Difesa, rispondendo a una domanda sulla richiesta di Salvini di cambiare le regole di Sophia, ha poi aggiunto che Berlino ha "sempre trovato legittima" la posizione di chi chiede una migliore distribuzione dei profughi, in relazione alla "richiesta di solidarietà europea", e il governo tedesco si è speso a livello europeo perché questo principio generale venga accettato e ha dato la sua disponibilità.

Comandante missione Sophia: "Germania resta"

"Abbiamo parlato ora con i tedeschi: la Germania non si ritira dall'Operazione Sophia. Hanno posizioni chiave che rimangono nel mio quartier generale e sulla flagship", ha confermato anche il comandante della missione, l'ammiraglio Enrico Credendino, che ha poi aggiunto: "La nave Berlin che doveva arrivare il 6 febbraio è stata designata e rimarrà in Germania, pronta a muoversi in due settimane in attesa che si chiarisca la situazione dei porti di sbarco e il futuro dell'operazione. Quindi - ha sottolineato l'ammiraglio - non cambia assolutamente nulla, la Germania rimane uno dei principali partner dell'operazione. Peraltro è uno dei contributori principali in termini di navi". Per quanto riguarda la missione, ha continuato Credendino, "ha senz'altro contribuito alla riduzione dei flussi migratori dell'87% l'anno scorso, del numero dei morti in mare, che nel 2016 sono stati oltre 4500, mentre nel 2018 sono stati 1305, ma ha anche contribuito ad aumentare la sicurezza nel Mediterraneo contrastando la rete criminale". E sul rischio di infiltrazioni terroristiche ha aggiunto: "Non è provato al momento, è chiaro che senza le navi militari aumenta il rischio che arrivino non solo i migranti, ma qualcos'altro sul territorio europeo".

Seehofer: c’è accordo sui migranti ma l’Italia non firma

E proprio la Germania oggi è tornata a parlare di migranti e Italia, con il ministro dell'Interno Horst Seehofer che a una domanda sull'accordo sui movimenti secondari dei migranti ha risposto: "Con Roma abbiamo un accordo fatto, che l'Italia dovrebbe firmare e che non viene firmato per ragioni di politica interna. Ma noi ci sforziamo molto perché questo accada. Per la mia esperienza ci vuole sempre un certo tempo perché le buone idee vengano realizzate".

“Sophia ha contrastato il traffico di esseri umani fino quasi a fermarlo”

Fonti vicine a Federica Mogherini, dopo aver aperto a una possibile chiusura di Sophia, hanno ricordato anche che la missione “è stata ed è ancora un'eccellenza della politica di difesa europea. Ha contrastato il traffico di esseri umani nel Mediterraneo fino quasi a fermarlo del tutto, addestrato la guardia costiera libica, e salvato vite. Sophia ha portato tutta l'Ue nel Mediterraneo, dove l'Italia era sola prima del 2015”.

Data ultima modifica 23 gennaio 2019 ore 16:15

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