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Migranti, Germania sospende partecipazione a missione Sophia contro linea dura dell'Italia

3' di lettura

Il ministero della Difesa tedesco non invierà più alcuna nave davanti alla costa libica. Salvini: “Se qualcuno si sfila non è un problema, con questa operazione 50mila arrivi nel nostro Paese”

La Germania ha deciso di sospendere temporaneamente la sua partecipazione alla missione europea Sophia (COS'È) contro i trafficanti di migranti, in risposta alla linea dura del governo italiano sull'accoglienza. Dall'inizio di febbraio non sarà più inviata alcuna nave tedesca davanti alla costa libica per unirsi al team europeo anti-trafficanti finché il mandato della missione non verrà chiarito, ha spiegato il ministero della Difesa tedesco, precisando comunque che il personale resterà a disposizione dell’Ue e che la Germania è pronta a rientrare nel caso in cui vengano chiari i compiti. "Non è un problema", è stata la replica del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che da tempo critica una missione che impone all'Italia di far approdare nei suoi porti tutti i migranti salvati in mare (GLI AGGIORNAMENTI).

Salvini: “50mila arrivi nel nostro Paese”

Secondo fonti governative citate dall'agenzia Dpa, la decisione di Berlino sarebbe la conseguenza della politica dei porti chiusi decisa dall’esecutivo italiano. Lo strappo tedesco è arrivato inatteso, tanto più che era stata l'Italia a minacciare l'abbandono della missione chiamata ufficialmente EunavForMed. Salvini ha ricordato che "la missione Sophia aveva come mandato di far sbarcare tutti gli immigrati solo in Italia e così ha fatto, con 50.000 arrivi nel nostro Paese". Quindi, "se qualcuno si fa da parte, per noi non è certo un problema". Tutti i tentativi in sede europea per cambiare le regole d'ingaggio di Sophia, finora, sono andati a vuoto, e la missione è stata tenuta in vita con una proroga tecnica di tre mesi.

Che cosa è la missione Sophia

La missione europea Eunavfor-Sophia è un'operazione militare di sicurezza marittima a guida italiana in corso nel Mediterraneo centrale. Obiettivo principale, il contrasto del traffico di esseri umani, ma anche l'addestramento della Guardia costiera e della Marina libiche. Eunavformed, avviata ufficialmente il 22 giugno 2015, è attualmente in una fase di proroga: il 21 dicembre scorso, infatti, il Consiglio d'Europa ha esteso il mandato dell'operazione fino al 31 marzo 2019. Ad oggi all'operazione partecipano 26 su 28 nazioni europee: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Per l'Italia è previsto un impiego massimo di 470 militari, una nave e due assetti aerei. Dal 30 dicembre 2018 la nave Luigi Rizzo ha assunto il compito di nave sede di comando in mare del dispositivo aero-navale.

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