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Cgil, Cisl e Uil: "Manovra pessima, manifestazione a gennaio"

I segretari Susanna Camusso (Cgil), Carmelo Barbagallo (Uil) e Annamaria Furlan (Cisl) - (foto Ansa)
3' di lettura

Durissima nota dei tre sindacati contro la legge di bilancio, dopo il via libera del Senato. “Taglia su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni. E per come è stata approvata lede la democrazia parlamentare”

I sindacati bocciano perentoriamente la manovra dopo il via libera del Senato e annunciano una manifestazione nazionale a gennaio. "Per le modalità della sua approvazione, - affermano in una nota Cgil, Cisl e Uil - rappresenta una grave lesione alla democrazia parlamentare”. Le tre sigle ritengono la legge di bilancio ”sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio". (LE NOVITA' DEL MAXIEMENDAMENTO)

"Ignorati territori e categorie più deboli"

Diverse le perplessità espresse da Cgil, Cisl e Uil, secondo cui nel testo, ”non c'è il minimo sforzo per intercettare le urgenti e profonde necessità espresse dai territori, dal lavoro, dalle categorie più deboli. Di fronte alle enormi difficoltà dei lavoratori, dei pensionati, dei disoccupati, dei giovani, si risponde con la logica assurda e incoerente delle spese correnti e dei tagli al capitale produttivo". Nella manovra, inoltre, secondo le tre sigle sindacali "le risorse per gli investimenti, già limitate, sono drasticamente ridotte, bloccando così gli interventi in infrastrutture materiali e sociali (a partire da sanità e istruzione) necessaria leva per la creazione di lavoro, la crescita e la coesione sociale territoriale. Si fa cassa con il taglio dell'adeguamento all'inflazione per le pensioni sopra i 1522 euro lordi al mese, il blocco delle assunzioni nella PA fino a novembre e le risorse -insufficienti - per il rinnovo dei contratti pubblici".

“Paese condannato al declino”

"Nessuna risposta", proseguono i sindacati, viene data sugli ammortizzatori "e neppure sul versante fiscale per lavoratori e pensionati dove invece si sceglie di introdurre la flat tax e nuovi condoni. Una legge di bilancio che colloca per il 2020 e 2021 sulle spalle degli italiani un debito di oltre 50 miliardi in virtù delle clausole di salvaguardia, vincolando così anche per il futuro qualunque spazio per interventi espansivi che facciano ripartire il paese”. Per i sindacati è una legge di bilancio "che non qualifica la spesa, e umilia economia reale e competitività, schiaccia la centralità della buona occupazione e del lavoro nelle dinamiche di crescita e di coesione nazionale. Lasciare che la politica economica italiana sia ridotta a questo significa condannare il Paese al declino e alla definitiva rottura del suo tessuto sociale e produttivo".

Le due giornate di sciopero proclamate dai medici

L’annuncio di Cgil, Cisl e Uil segue quello dei sindacati di medici, veterinari e sanitari che hanno già indetto due giornate di sciopero per protestare contro la manovra. I camici bianchi incroceranno le braccia per 24 ore il 25 gennaio e hanno fatto sapere che a febbraio proclameranno un altro giorno di agitazione.

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