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Caos manovra, sciopero dei medici il 25 gennaio. Secondo stop a febbraio

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3' di lettura

I sindacati giudicano "deludente" la legge di bilancio e hanno indetto due giornate di astensione dal lavoro per 24 ore. Annunciate anche iniziative giudiziarie. "Non vogliamo rinunciare agli incrementi contrattuali previsti"

Medici in sciopero nazionale per due giorni per protestare contro la manovra. Le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria ribadiscono la bocciatura alla legge di bilancio e confermano, dopo averlo annunciato senza fissare le date, che si asterranno dal lavoro per 24 ore in due occasioni. La prima giornata di agitazione sarà il 25 gennaio 2019, la seconda sarà decisa entro la prima settimana di febbraio. Si aggiungono allo sciopero dello scorso 23 novembre.

Le sigle che aderiscono allo sciopero

Lo sciopero del 25 gennaio è stato proclamato da Anaao Assomed - Cimo - Fp Cgil Medici E Dirigenti Ssn - Fvm Federazione Veterinari E Medici - Fassid (aipac-aupi-simet-sinafo-snr) - Cisl Medici - Fesmed - Anpo-ascoti-fials Medici - Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica, Veterinaria Sanitaria. La seconda giornata di sciopero sarà indetta dall'Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani - Emergenza Area Critica) che, in accordo con le altre sigle sindacali e in linea con una mobilitazione articolata su più giornate di sciopero, mira a concentrare particolarmente nella seconda data, la protesta dei medici che elettivamente rappresenta.

I sindacati: “Deludenti risposte alla categoria”

“La protesta - sottolineano i sindacati - si rende necessaria a fronte delle deludenti risposte alle precise richieste della categoria: un finanziamento del Fondo sanitario nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i nuovi Lea (livelli essenziali di assistenza) ai cittadini e per onorare i contratti di lavoro scaduti da 10 anni. E' intollerabile mettere in competizione, su risorse insufficienti, il diritto alla cura dei cittadini e quello ad un dignitoso contratto di lavoro per i professionisti che quelle cure devono erogare”.

Dal blocco della spesa ai contratti per i giovani medici

Lunga la lista delle perplessità espresse dai sindacati. Non soddisfano, tra le altre cose "l’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità, fissato al dato 2004 ridotto dell'1,4%, per facilitare il turnover del personale aprendo una grande stagione di assunzioni nel SSN in grado di fare fronte nei prossimi 5 anni al pensionamento del 40% dei medici, veterinari e dirigenti sanitari”. Tra le richieste anche “la difesa dalla libera professione intramoenia, diritto inalienabile della dirigenza medica e sanitaria del SSN; la previsione di un finanziamento adeguato per i contratti di formazione post lauream specialistici portandoli a 9.500 euro per anno svuotando in questo modo il limbo formativo in cui sono ingabbiati 10.000 giovani medici che non riescono ad accedere ad un percorso formativo”.

Annunciate anche iniziative giudiziarie

La protesta comprenderà altre iniziative, "anche di carattere giudiziario, nei confronti di chi intende disattendere la sentenza della Corte Costituzionale in tema di diritto ad avere un contratto di lavoro. Non intendiamo, inoltre - concludono - rinunciare alla decorrenza degli incrementi contrattuali prevista dalla normativa vigente e confermata anche dalla Ragioneria generale dello Stato".

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