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Manovra bocciata da Ue: cosa succede ora e quali rischi per l’Italia

2' di lettura

Dal giudizio dell'agenzia di rating Standard&Poor's al parere definitivo della Commissione. A fine 2018 termina il quantitative easing, mentre a gennaio 2019 si potrebbe aprire la procedura per deficit eccessivo: la multa può arrivare fino a 0,2% del Pil

"Un passo alla volta", ha risposto il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici a chi chiedeva se e quando l'Italia finirà sotto procedura per debito eccessivo. Ma il cammino verso questo esito pare ormai segnato, dopo che la Commissione ha bocciato il Documento programmatico di bilancio italiano. A meno che nei prossimi giorni lo scontro tra Roma e Bruxelles non si trasformi in un vero "dialogo costruttivo". Ecco le prossime tappe del percorso in atto e i rischi che corre l'Italia. (TUTTE LE MISURE DELLA MANOVRA)

Il rating e il parere definitivo della Commissione

- 26 ottobre: L'agenzia di rating Standard&Poor's (COSA SONO LE AGENZIE DI RATING) aggiornerà la sua valutazione sui titoli di Stato. Un declassamento potrebbe portare a una nuova fiammata dello spread (COS'E')

- 5 novembre: Il "caso Italia" sarà sul tavolo dell'Eurogruppo. Nessuna decisione formale è attesa, ma Tria dovrà confrontarsi con 18 colleghi che non la pensano come lui

- 8 novembre: La Commissione pubblicherà le previsioni economiche aggiornate, nuovo momento della verità per le stime su cui si basa la manovra dell'Italia

- 13 novembre: Termine ultimo per presentare a Bruxelles una nuova bozza della legge di bilancio

- 21 novembre: La Commissione pubblicherà il parere definitivo sulla legge di bilancio

Stop al quantitative easing e possibile procedura per deficit

- Novembre-dicembre: La Commissione potrebbe adottare un nuovo parere, stavolta negativo, sul debito e la sua sostenibilità

- Fine 2018: Stop al programma Quantitative easing e quindi fine degli acquisti dei titoli di Stato da parte della Bce

- Gennaio 2019: Possibile apertura della procedura per deficit eccessivo contro l'Italia per violazione delle regole sul debito. La procedura prevede un monitoraggio dei conti nazionali da parte dell'Ue ancora più stretto, la risoluzione del problema al più presto possibile e, in caso di persistere della violazione, l'imposizione di una multa che può arrivare fino allo 0,2% del Pil.

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