Facebook, prima causa contro il social network dopo il tonfo in Borsa

1' di lettura

Un azionista accusa Zuckerberg e il chief financial officer di comunicazioni fuorvianti sul rallentamento della crescita dei ricavi, il calo dei margini operativi e quello degli utenti attivi. Giovedì i titoli hanno bruciato 120 miliardi di dollari 

Contro Facebook e il suo amministratore delegato Mark Zuckerberg è scattata la prima causa legale per il crollo in Borsa del 19%, che ha fatto evaporare circa 120 miliardi di dollari, sull'onda di risultati societari deludenti. A depositare il ricorso presso il tribunale distrettuale di Manhattan è stato l'azionista James Kacouris che ha accusato il social media e il suo patron di aver diffuso dichiarazioni fuorvianti o non esaurienti sulla frenata dei ricavi, sul calo dei margini operativi e sulla fuga degli utenti.

Il ricorso punta allo status di class-action, ovvero di causa collettiva, per danni non specificati. Facebook per ora non commenta. Non è inusuale negli Stati Uniti che gli azionisti presentino ricorso contro le società nel caso di perdite ingenti in Borsa. Facebook è già alle prese con decine di cause legali per lo scandalo di Cambridge Analytica che ha violato i profili di milioni di utenti.

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