Trump firma i dazi. 11 Paesi siglano un'intesa anti-Usa

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Il presidente vara i dazi sull'import di acciaio e alluminio. Esclusi Messico e Canada. E intanto 11 Paesi rispolverano il patto commerciale transpacifico (Tpp) in funzione anti-Usa

Sfidando la comunità internazionale, i mercati e le istituzioni finanziarie mondiali (ultimo in ordine di tempo Mario Draghi), il suo partito e alcuni ministri chiave, Donald Trump vara i dazi al 25% sull'acciaio e al 10% sull'alluminio con una cerimonia in pompa magna alla Casa Bianca, davanti ai rappresentanti del settore. I dazi entreranno in vigore nel giro di 15 giorni, fatta eccezione per i Paesi esentati, Messico e Canada. Intanto la Bbc conferma, come già anticipato in giornata dal New York Times, che 11 Paesi hanno firmato in Cile il Cptpp (Comprehensive and Progressive Agreement for Trans-Pacific Partnership), un accordo commerciale sulla falsariga del naufragato Tpp ma senza gli Stati Uniti. Ad aderire sono stati Australia, Brunei, Canada, Cile, Giappone, Malaysia, Messico, Nuova Zelanda, Perù, Singapore e Vietnam.

Trump: "Così fronteggiamo assalto a nostro Paese"

Nell'annunciare i dazi su acciaio e alluminio, Donald Trump ha detto che gli Usa stanno facendo fronte ad "un assalto al nostro paese". Il presidente ha confermato che gli Usa restano aperti a modificare o a rimuovere le tariffe su acciaio e alluminio per singoli Paesi.

Esenzioni per Messico e Canada

Trump ha precisato che se il Nafta (l'accordo di libero scambio fra Usa, Canada e Messico) verrà rinegoziato, Canada e Messico verranno esentati dai dazi su acciaio e alluminio.

Le prime reazioni

"Deploriamo profondamente l'annuncio di Trump sui dazi. L'Ue non vuole una guerra commerciale. Ma non accetteremo questo comportamento aggressivo dagli Usa senza reagire". Così in un tweet il presidente del gruppo Ppe all'Europarlamento Manfred Weber. "L'Europa deve essere chiara e ferma ma proporzionata nella sua risposta agli Usa", prosegue Weber in un secondo cinguettio.

"Sull'annuncio di stasera" di Trump sui dazi "l'Ue è uno stretto alleato degli Stati Uniti e continuiamo a essere del parere che l'Ue debba essere esclusa da queste misure". Così in un tweet il Commissario europeo per il commercio, Cecilia Malmstrom. "Cercherò maggiore chiarezza su questo tema nei giorni a venire. Non vedo l'ora di incontrare il rappresentante Usa per il commercio Robert Lighthizer sabato a Bruxelles per discutere".

La mossa anti-Usa di 11 Paesi

La risposta più forte alla mossa commerciale di Trump è arrivata da 11 Paesi che hanno firmato una nuova versione del Tpp, un accordo di libero scambio che copre 500 milioni di consumatori abbattendo i dazi. Tra i firmatari, che insieme rappresentano il 13,5% dell'economia mondiale, ci sono anche alleati di primo piano degli Stati Uniti come Canada, Giappone e Australia. L'intesa era stata proposta negli anni scorsi da Barack Obama per fermare l'ascesa di Pechino, ma Trump aveva deciso di uscirne: ora gli Usa ne diventano il bersaglio, mentre la Cina potrebbe essere spronata ad entrare.

Le tensioni con Ue e Cina

E proprio la Cina, vero bersaglio per il suo eccesso di produzione sovvenzionata di acciaio, è sul piede di guerra e minaccia "un'appropriata e necessaria risposta". "Scegliere la guerra commerciale è una soluzione sbagliata. Alla fine si danneggiano gli altri e se stessi", ha affermato il ministro degli Esteri Wang Yi. Dura anche la reazione dell’Unione europea, che ha già pronte misure di ritorsione sino a 3,5 miliardi di dollari su un'ampia gamma di prodotti americani, realizzati in particolare nei "red state", per mettere in difficoltà il tycoon nelle elezioni di midterm.

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