Lo speciale di Sky TG24 sul delitto di Garlasco
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Garlasco, Procura Pavia chiede il processo per Andrea Sempio. I legali: "Siamo pronti"

Cronaca

La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata da un gup, dopo la fissazione dell'udienza preliminare. Il 38enne, fanno sapere i suoi legali, è "pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup" ed è "convinto che sarà dimostrata" la sua "innocenza"

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La Procura di Pavia ha chiesto il processo per Andrea Sempio per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Delitto per cui è stato condannato in via definitiva a 16 anni Alberto Stasi. La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata da un gup, dopo la fissazione dell'udienza preliminare. Sempio, hanno fatto sapere i suoi legali, è "pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup" ed è "convinto che sarà dimostrata" la sua "innocenza". La Procura, nel chiedere il processo, ha confermato le due aggravanti già contestate con la chiusura dell'indagine: l'aver "agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alle vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto" e l'"aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Lo si legge nel capo di imputazione inoltrato al gup. 

Il capo d'imputazione

"La Procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell'indagato, ha richiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al Tribunale di Pavia", ha comunicato in una nota il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone. Napoleone riporta il capo d'imputazione identico a quello della chiusura delle indagini. "Dopo una iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso. Con l'aggravante di aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell'efferatezza dell'azione omicidiaria per il numero e l'entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto.

Con l'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale".

Cosa succede ora

Sempio, 38 anni, diventa quindi imputato per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi. La sua difesa, con i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, aveva depositato cinque consulenze per ribattere punto su punto alle ultime relazioni dei pm di Pavia allegate alla chiusura indagini del 28 settembre. Nell’intervista esclusiva rilasciata a Sky TG24, ai microfoni di Diletta Giuffrida, Sempio aveva detto di augurarsi "di non arrivare al vero e proprio processo. Da un lato sono contento che finalmente sia stata chiusa l'indagine". 

Una volta che sarà fissata dal gup di Pavia l'udienza preliminare, dopo la richiesta di rinvio a giudizio avanzata oggi dai pm, la difesa di Sempio, come ribadito già più volte dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, chiederà la sospensione del procedimento. Il tema, secondo la difesa, è che non si può decidere di mandare a processo un imputato, ossia Sempio, accusato dello stesso fatto per cui c'è già un condannato definitivo, ovvero Stasi, ancora in attesa di revisione, perché ciò rischierebbe di creare un "mostro giuridico". Da qui la richiesta di sospensione con tanto di questione di legittimità costituzionale, che la difesa solleverà di fronte al gup, per stoppare l'udienza preliminare in attesa che la Corte d'Appello di Brescia valuti e si pronunci sull'istanza di revisione della difesa dell'ex bocconiano. Istanza che sarà depositata, pare, nei prossimi giorni. La richiesta di congelamento dell'udienza preliminare sarà, dunque, il primo passaggio procedurale, la prima mossa della difesa Sempio, che poi dovrà decidere anche se chiedere il processo con rito abbreviato davanti allo stesso gup o andare avanti con il rito ordinario, puntando al proscioglimento da parte del giudice o finendo semmai a giudizio davanti alla Corte d'Assise. Con le nuove norme, introdotte negli anni scorsi, con quell'imputazione e quelle aggravanti da ergastolo non si può chiedere il rito abbreviato, ma in questo caso conta che il fatto risale al 2007 e quindi è avvenuto prima dell'introduzione della normativa che non consente più a certe condizioni gli abbreviati (processi a porte chiuse e con sconto di un terzo sulla pena). 

Intanto, l'avvocato Cataliotti ha dichiarato: "La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio era attesa e l'imputazione è conforme rispetto alle nostre previsioni sia per quello che concerne la dinamica del fatto sia per quanto riguarda le aggravanti. Siamo assolutamente pronti a fronteggiare queste imputazione a partire dalle questioni processuali per passare attraverso le richieste di prove e infine il merito".

 

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Le reazioni

"Non posso commentare le decisioni della magistratura, che è autonoma e indipendente; posso dire che a distanza di tanti anni, come potrebbe accadere per il caso di Pasolini che ho visto viene riaperto, è molto difficile recuperare tutte le prove che si sarebbero potute, forse dovute, ottenere subito. Comunque rispettiamo ovviamente le decisioni della magistratura". Lo ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio, a margine di un convegno a Roma, riguardo alla notizia. "Possiamo anche capire il disagio però - ha proseguito - di entrambi i protagonisti: una persona che è stata condannata e ha espiato parecchi anni di prigione per una cosa per la quale invece oggi viene imputata una persona diversa a distanza di tanto tempo". 

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