Tra i temi degli elaborati difensivi, la misura del piede di Sempio, più grande della scarpa che lasciò la nota impronta con suola a pallini: la traccia palmare 33 non attribuibile e senza sangue
La difesa di Andrea Sempio, con i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha depositato le annunciate cinque consulenze per ribattere punto su punto alle ultime relazioni dei pm di Pavia allegate alla chiusura indagini del 28 settembre. Pm che chiederanno il processo per il 38enne per l'omicidio aggravato di Chiara Poggi, delitto del 13 agosto 2007 avvenuto a Garlasco per cui è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi. Obiettivo dei legali di Sempio, come ha spiegato lui stesso nell’intervista esclusiva rilasciata a Sky TG24, è quello di ribattere punto su punto alle ultime relazioni dei pm che chiederanno il processo per il 38enne. Ai microfoni di Diletta Giuffrida, Sempio ha sottolineato che si augurerebbe "di non arrivare al vero e proprio processo. Da un lato sono contento che finalmente sia stata chiusa l'indagine".
Le consulenze della difesa
Tra i temi degli elaborati difensivi, la misura del piede di Sempio, più grande della scarpa che lasciò la nota impronta con suola a pallini (la traccia palmare 33 non attribuibile e senza sangue). Ma anche il Dna sulla unghie della vittima con esiti di compatibilità non affidabili e parziali, oltre ad alcune contro-deduzioni medico legali su dinamica del delitto, lesioni e orario della morte.
Non c'è sangue nell'impronta 33, la traccia sul muro di casa Poggi attribuita ad Andrea Sempio, e l'OBTI test negativo per la presenza di sangue del 2007 era corretto. E' la conclusione a cui giungono i tre esperti Marina Baldi, Armando Palmegiani e Katia Sartori che firmano la consulenza per la difesa di Andrea Sempio depositata stamane alla Procura di Pavia. "Attraverso una sperimentazione pratica
condotta su pannelli murari con diluizioni ematiche scalari, gli autori confermano l'affidabilita' operativa del test OBTI e l'efficacia del campionamento per escissione profonda - si legge nelle conclusioni dello
studio -.Poiche' non e' emersa alcuna prova scientificamente validata della presenza di sangue nella traccia 33, ne' un'interferenza tale da falsare il test OBTI negativo del 2007, la consulenza conclude escludendo la natura ematica della traccia in esame".
Per quanto riguarda le impronte di scarpe, in particolare quella ormai nota con suola a pallini, l'acquisizione "tridimensionale dei campioni e la sovrapposizione digitale con la 'traccia 6' e con il modello prototipato in scala hanno permesso di verificare che l'impronta della scena del crimine presenta una maggiore corrispondenza dimensionale con la taglia 40 piuttosto che con la taglia 42". Affermazioni che confermano quanto emerso nei giorni scorsi, ossia che la consulenza esclude anche la taglia 42, quella della Frau di Alberto Stasi, oltre alla 44 di Sempio.
Secondo le controdeduzioni dei consulenti di Andrea Sempio, alla consulenza dei genetisti Carlo Previderé e Pierangela Grignani, sulla presenza di un Dna riconducibile alla linea paterna dell'indagato su due unghie della mano della vittima emerge che "l'aplotipo Y identifica un lignaggio paterno e non una persona. Nessun dato consente di stabilire come e quando il materiale si sia depositato". Inoltre, gli esperti sottolineano - nella relazione consegnata in Procura a Pavia - che il Dna trovato sul quarto dito della mano sinistra della ventiseienne è un profilo genetico maschile non identificato, che apre a ipotesi alternative.
Approfondimento
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Le dichiarazioni dell'avvocato Angela Taccia
"Nell'impronta 33 non c'è sangue". Lo ha affermato oggi l'avvocato Angela Taccia, che assiste Sempio con il collega Liborio Cataliotti, dopo essere uscita dal Tribunale di Pavia dove ha depositato alcuni video riguardanti esperimenti giudiziari condotti dalla difesa in questi mesi, e ha ascoltato altre intercettazioni "non rilevanti". "Non abbiamo nessun problema ad affrontare in un incidente probatorio la questione dell'impronta 33, così elimineremmo anche questa incertezza - ha dichiarato l'avvocato Taccia -. Per noi in quell'impronta non c'è sangue, abbiamo fatto e ripetuto gli accertamenti scientifici in maggior numero rispetto anche a quelli della Procura". Riguardo all'invio delle consulenze della difesa dopo la comunicazione (lo scorso 28 settembre) della chiusura delle indagini da parte della Procura, l'avvocato Taccia ha spiegato che "il deposito telematico è stato fatto stamane dallo studio Cataliotti; io ho provveduto a un deposito di alcuni video, che sul portale non riuscivo a caricare per la pesantezza dei file, con un hard disk con dentro tutto. Nel pomeriggio effettuerò il deposito completo telematico: l'abbiamo fatto doppio, io e l'avvocato Cataliotti, perché non ci fidiamo troppo del sistema che magari qualche volta si impalla". In merito alle intercettazioni ascoltate oggi, la legale ha affermato che "emergono, a mio parere, degli elementi che riusciranno a contestualizzare meglio nelle numerose questioni che sono state trattate dagli inquirenti negli ultimi mesi. Per le intercettazioni che riterremo rilevanti, depositeremo l'istanza per chiederne copia, le studieremo bene e le faremo sentire anche al nostro tecnico informatico: poi capiremo se fare una memoria integrativa, o se trattare il tema più avanti in sede di eventuale processo".