Riforma Polizia Locale, arriva il via libera definitivo: le novità e cosa cambia

Cronaca
©Ansa

Introduzione

La riforma della Polizia locale è pronta a diventare realtà: ieri infatti l’aula del Senato ha approvato in via definitiva la delega al governo per il riordino delle funzioni e dell'ordinamento della Polizia locale. Il provvedimento era già approvato alla Camera, e diventa dunque legge: in base a quanto previsto il governo è adesso delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi sulla questione. Sono molte le novità in arrivo, dalle funzioni degli agenti all’accesso alle banche dati fino all’uso delle bodycam.

Quello che devi sapere

Le bodycam e le spese legali

L’ultima riforma della Polizia locale risaliva al 1986, quando fu approvata la legge quadro in materia. Tra le novità previste dal testo licenziato in via definitiva dal Senato, come detto, c’è l’uso delle bodycam - che entrano nella dotazione degli agenti - e l’arrivo di nuove coperture assicurative in caso di infortunio. Inoltre, se un agente finirà sotto processo per fatti avvenuti durante il servizio e concernenti l’uso della forza o delle armi in dotazione, le spese sostenute saranno a carico del Comune e non della singola persona.

 

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L’accesso alle banche dati

La riforma poi amplia la possibilità per gli agenti di accedere alle banche dati nell’esercizio delle loro funzioni di controllo. La Polizia locale infatti potrà ora avere accesso al Centro elaborazione dati interforze del ministero dell’Interno, dove sono raccolte le informazioni usate dalle forze di Polizia dello Stato nell’ambito delle attività di investigazione e di controllo. Inoltre sarà anche possibile collegarsi ai sistemi informativi del Pubblico registro automobilistico e della motorizzazione.

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Le assunzioni e i limiti di spesa

Inoltre la legge delega approvata dal Parlamento prevede anche un intervento sui criteri e le modalità di assunzione degli agenti della Polizia locale. In particolare dovranno essere i Comuni a stabilire le regole per partecipare ai concorsi e definire il numero necessario del personale. Ci saranno comunque dei fattori da considerare per determinare la quantità di agenti: la popolazione residente nella città, l’estensione del territorio, i flussi turistici stagionali. In ogni caso, però, le assunzioni dovranno rispettare le risorse e i limiti stabiliti dalla Regione di appartenenza.

La scelta del capo della Polizia locale

E ancora, la riforma interviene sulle regole da rispettare per nominare la figura del capo della Polizia locale: la selezione dovrà essere svolta da commissioni tecniche, che saranno composte anche da personale con esperienza nel settore. Inoltre, i suddetti componenti non riceveranno compensi o rimborsi spese. Infine, non è prevista l’esclusività dell’incarico che rimane a tempo determinato.

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Il commento del ministro Piantedosi

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affidato ai social il suo commento sulla riforma della Polizia locale, sottolineando che era “attesa da 40 anni”: per l’esponete del governo Meloni si tratta di un passaggio “di fondamentale importanza per adeguare status e funzioni di 60 mila agenti, impegnati ogni giorno in un prezioso lavoro di prossimità con i cittadini”. L’esecutivo adesso, come detto, dovrà licenziare i decreti legislativi per rendere efficace la riforma.

“Pene più severe per chi aggredisce agenti”

Il ministro Piantedosi ha sottolineato ancora che questi decreti dovranno “rendere concreto il potenziamento del ruolo del corpo e la sua maggiore integrazione nel sistema di sicurezza nazionale: con accesso diretto alle banche dati, maggiore coordinamento con prefetture e Forze di polizia, dotazioni tecnologiche all’avanguardia, tutele più forti per gli agenti e pene più severe per chi li aggredisce”.

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La posizione della Cgil sulla riforma

Della riforma ha parlato anche la Cgil: la segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga prima del via libera definitivo alla legge delega ha detto che “è inaccettabile che alla Polizia locale vengano assegnate nuove responsabilità, nuove competenze, nuove attribuzioni senza risorse aggiuntive e con un sotto organico che abbiamo stimato in sedicimila unità in tutto il Paese. Nessun investimento, nessuna nuova tutela, nessun intervento sulla previdenza: la riforma proposta dalla maggioranza di governo è un insulto alla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia locale”.

 

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