Ex Ilva, da Genova a Taranto la mobilitazione attraversa le piazze

Cronaca
©Ansa

Introduzione

Da Taranto a Genova, la protesta dei lavoratori coinvolge varie parti del Paese. Uno sciopero di 24 ore, proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb in tutti i siti del gruppo, il 12 ottobre ha spento le lavorazioni e acceso le piazze. La richiesta: una nuova convocazione a Palazzo Chigi. Intanto, a Genova sindacati e istituzioni rivendicano la possibilità di mantenere in attività gli impianti del Nord, anche senza Taranto.

Quello che devi sapere

Le origini dello sciopero

Va ricordato che lo sciopero del 12 ottobre è stato organizzato dopo che alcuni giorni fa, l'8 ottobre, acciaierie d'Italia aveva annunciato lo stop temporaneo delle sedi Genova e Novi Ligure, entro il 15 novembre. I sindacati confederali - Fim, Fiom, Uilm -, dopo un tavolo con il governo a Palazzo Chigi, avevano proclamato unitariamente 24 ore sciopero negli stabilimenti ex Ilva proprio per lunedì 12 ottobre. Qualche giorno prima, il 5 ottobre, la Corte d’Appello civile di Milano aveva confermato lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto.

 

Guarda anche:

Ex Ilva, per il futuro delle Acciaierie confermato l'avvio di 2500 licenziamenti

Le mobilitazioni a Taranto

A Taranto il 12 ottobre un lungo corteo di lavoratori e delegati ha marciato verso lo stabilimento Eni presidiandone i varchi e bloccando 37 autocisterne all'interno della raffineria. La mobilitazione si è spostata anche sulla statale 7 in direzione Bari, dove gli operai hanno paralizzato il traffico formando lunghe code, per poi montare un gazebo sulla rotatoria della statale 106 per garantire il presidio anche durante la notte.

 

Al presidio ha partecipato il sindaco, Piero Bitetti, che ha rilanciato "la richiesta di una legge speciale per Taranto che crei le condizioni utili a generare investimenti e occasioni di sviluppo e di occupazione". Per il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, "esiste una strada ed è quella di una fabbrica decarbonizzata. Nel frattempo l'ex Ilva può e deve continuare a lavorare con le attività produttive del processo a freddo, che possono proseguire ed essere ampliate".

pubblicità

La mobilitazione prosegue nella notte

E la mobilitazione a Taranto non si è fermata a una sola giornata. Infatti questa notte continua l'occupazione delle strade statali 100 Bari-Taranto e 106 Jonica nei pressi dello stabilimento siderurgico ex Ilva. 

Il messaggio dei sindacati

Intanto, le segreterie territoriali e le Rappresentanze sindacali unitarie di Ilva e Acciaierie d'Italia, entrambe in amministrazione straordinaria, e del settore dell'appalto, hanno ringraziato lavoratrici e lavoratori "che hanno partecipato in maniera massiccia alla protesta, dimostrando unità, determinazione e grande senso di responsabilità nella difesa della dignità e del proprio futuro. La straordinaria adesione alla mobilitazione ha prodotto un primo risultato concreto - spiegano - il Presidente della Regione Puglia ha anticipato la riunione convocata per venerdì a giovedì 15 ottobre".  "Ma sia chiaro, la cassa integrazione non può rappresentare la soluzione per i lavoratori. Il governo - affermano - deve assumersi le proprie responsabilità e riconvocare urgentemente le organizzazioni sindacali a Palazzo Chigi per aprire un confronto serio sull'introduzione di strumenti straordinari di tutela, sostegno al reddito per tutti i lavoratori coinvolti e un progetto industriale serio rispetto a un celere piano di decarbonizzazione".

pubblicità

La mobilitazione a Genova

A Genova, la sindaca Silvia Salis ha contestato la prospettiva di fermare gli impianti dal 15 novembre. "Qui ci sono tutte le caratteristiche per andare avanti: lo stabilimento funziona, i lavoratori - ha ribadito - vogliono solo lavorare e il mercato richiede i prodotti realizzati a Genova". Sulla stessa linea il presidente ligure Marco Bucci, che ha proposto di acquistare coils e bramme sul mercato estero per non fermare gli impianti.

 

In giornata, però, quando il corteo è arrivato sotto alla Prefettura, ha trovato gli accessi sbarrati dai blindati del Reparto Mobile. I lavoratori, allora, hanno rifiutato l'incontro con il prefetto e hanno montato le tende direttamente sull'asfalto.

Le tende in Largo Lanfranco, a pochi metri dalla prefettura di Genova

Il corteo a Novi Ligure

A Novi Ligure, in Piemonte, invece, il sindaco Rocchino Muliere ha sfilato con la fascia tricolore insieme ai 550 lavoratori a rischio. "Il futuro dello stabilimento ex Ilva, oggi Acciaierie d'Italia, di Novi Ligure riguarda 541 famiglie, il lavoro e l'intero tessuto industriale della provincia di Alessandria. Il lavoro, l'industria e il futuro del territorio vanno difesi insieme", ha sottolineato Fim Cisl Alessandria.

pubblicità

Genitori Tarantini: "Non una parola in difesa della salute"

Critica l'associazione Genitori Tarantini: "Non una sola parola - lamentano i portavoce - in difesa della salute dei tarantini. Tutti, sindacati, il presidente della Regione, il sindaco, i giovani venuti da Bari per unirsi allo sciopero, assolutamente tutti uniti contro gli abitanti di questa terra di sacrificio. È orribile, ma è così". Eppure, avvertono gli attivisti, il 17 ottobre, giorno della manifestazione organizzata da cittadini e movimenti, "arriveranno altri giovani, non manipolati, da tutta la Puglia per sostenerci, accogliamoli". 

 

Per approfondire:

Ex Ilva, udienza 20 ottobre. Imprese indotto: sospendiamo licenziamenti fino a Cassazione

pubblicità