Bari, bambina morta a 18 mesi per infezione presa dopo la nascita: al via nuove indagini
CronacaLa gip ha accolto l'opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura di Bari sul caso della bambina di 18 mesi morta nel 2024 a causa di un'infezione contratta dopo la nascita. Nell'inchiesta per omicidio colposo in ambito medico risultavano indagati il ginecologo della madre e il responsabile della terapia intensiva neonatale dell'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti
Saranno effettuate nuove indagini sul caso della bambina di 18 mesi morta a Bari nel 2024 a causa di una infezione contratta dopo la nascita. A stabilirlo è stata la gip Ilaria Casu, accogliendo l'opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Bari dell'inchiesta per omicidio colposo in ambito medico, in cui erano indagati il ginecologo della madre e il responsabile della terapia intensiva neonatale dell'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. La piccola era nata prematuramente, insieme al gemello, nella struttura barese.
La denuncia dei genitori
A dare il via alle indagini era stato un esposto dei genitori che avevano denunciato i medici per lesioni gravissime "poi rivelatesi irreversibili". Il fratellino gemello della piccola è vivo ma con alcune disabilità, mentre la bambina di 18 mesi è morta “per le lesioni cerebrali secondarie alla infezione da Strepococcus Agalactlae" insorta il 6 dicembre 2022 nella terapia intensiva neonatale del Miulli, "quando era già programmata la dimissione della piccola", si legge negli atti. La gip ha dato alla Procura 90 giorni per proseguire le indagini in modo da accertare "le effettive condizioni cliniche" della madre "al momento dell'ultima visita e l'adeguatezza della condotta tenuta dal ginecologo rispetto a tali condotte", ma anche per "chiarire la natura e le modalità di trasmissione dell'infezione contratta dalla minore durante la degenza".
La richiesta di archiviazione
La Procura aveva chiesto l'archiviazione dell'indagine ritenendo di dover "escludere profili di responsabilità" nei confronti dei medici. Secondo il pm, non "possono essere addebitati omissioni terapeutiche, ritardi o prestazioni non conformi alle linee guida e raccomandazioni previste dalla buona arte medica così come richiesto nella gestione dei neonati fortemente prematuri". Oggi, però, la gip ha approvato l'opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura.