Lo speciale di Sky TG24 sull'ondata di caldo
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Caldo a scuola, quanto costerebbe mettere i condizionatori in classe

Cronaca
©Getty

Introduzione

L’inizio del nuovo anno scolastico, dopo un’estate contraddistinta da temperature record e ondate di calore continue, ha acceso i riflettori sulle condizioni di climatizzazione degli edifici che accolgono le studentesse e gli studenti in Italia. In diverse città, i sindaci hanno disposto il rinvio del via alle lezioni proprio a causa delle temperature elevate e dell’assenza di impianti di climatizzazione atti a rendere più gestibile la situazione nelle scuole.

Quello che devi sapere

L’aria condizionata a scuola

In primo luogo, è necessario partire dai dati sulle scuole in Italia: secondo un’analisi realizzata dalla rivista specializzata Tuttoscuola e citata da Il Sole 24 Ore, nel Paese 9 edifici su 10 sono privi di aria condizionata. Nel dettaglio, su un totale di 365.973 classi prese in esame per l’anno scolastico 2024-25, si stima che solamente 26.350 siano dotate di condizionamento mentre 339.623 ne siano prive.

 

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Un trend in miglioramento

Bisogna comunque notare che negli ultimi anni si è registrato un trend in miglioramento: la stessa analisi riferisce infatti che se nell’anno scolastico 2020-21 erano 1.593 le scuole dotate di climatizzazione - pari al 3,95% dei 40.342 edifici censiti - nel 2024-25 il numero è salito a quota 2.835, cioè il 7,20% delle 39.351 scuole prese in esame. La rivista ha sottolineato che in base agli ultimi dati disponibili, nell’ambito del Pnrr le istituzioni hanno fatto ingenti investimenti in questa direzione.

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Il fondo da 20 milioni del governo

E per spingere ulteriormente il trend verso l’alto, il governo ha deciso di studiare un intervento ad hoc. Nei giorni scorsi infatti il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha dichiarato: “Abbiamo deciso un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l'obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico”.

Verso un piano per l'efficientamento energetico

“Questo intervento si inserisce nell'impegno del Ministero per sostenere concretamente le scuole e accompagnarle nell'affrontare le esigenze legate alla qualità degli ambienti in cui si svolgono le attività didattiche”, ha spiegato il ministro Valditara. “Stiamo lavorando anche a un piano più ampio per l'efficientamento energetico nelle scuole. Ci aspettiamo, inoltre, che gli enti locali - Comuni, Province e Città metropolitane - nell'ambito delle rispettive competenze, facciano la loro parte contribuendo agli interventi necessari nelle scuole”. Non tutti però sembrano contenti della situazione attuale: il presidente dei presidi di Anp di Roma, Mario Rusconi ha detto che “con la nuova legge finanziaria servono investimenti statali consistenti per dotare le scuole di condizionatori e termosifoni adeguati”.

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La dura replica della Cgil

Più dura la posizione espressa dalla Cgil: “Dopo aver sprecato l’occasione di rendere efficaci i finanziamenti del PNRR per l’efficientamento energetico, il Ministro dimostra ora di non avere chiara l’entità della spesa necessaria”, ha scritto il sindacato in una nota. “Facendo qualche rapido conto, infatti, risulta che con 20 milioni di euro da ripartire tra le 45.669 sedi scolastiche distribuite nel Paese si arriva alla cifra di 437,93 euro per plesso e, considerando la distribuzione per classe, 20 milioni di euro, ripartite tra le 350mila classi, rappresentano un contributo di circa 57 euro per aula, utili probabilmente per l’acquisto di un ventilatore”.

I tipi di intervento possibile

Ma quanto costerebbe dotare ogni scuola in Italia di un impianto di condizionamento? Avere certezza delle cifre è difficile, ma esistono alcune indicazioni utili per avere un’idea di massima. Per esempio secondo il report “L’estate addosso” del think-tank Tortuga la “soluzione più coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione non è il condizionatore stagionale, ma la pompa di calore reversibile” che risulta essere “da tre a cinque volte più efficiente di una caldaia a gas, riscalda d'inverno e raffresca d'estate”. Un simile sistema potrebbe avere una gestione “centralizzata con un computer all'ingresso della scuola” ma “la regolazione resta puntuale, aula per aula, grazie a un tastierino in ciascuna classe”.

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Il costo di installare l’aria condizionata

Per quanto concerne invece i prezzi degli interventi, “per una pompa di calore reversibile, comprensiva di tubazioni, unità interne, posa in opera e regolazione, il costo si colloca attorno a 3mila-5mila euro per aula; il sistema di ricambio d'aria con recupero di calore aggiunge circa 2mila-3mila euro per aula, cui si somma una spesa una tantum di circa 2mila euro per scuola per il sistema di controllo centralizzato”. Dunque il prezzo totale sarebbe compreso tra i 5mila e gli 8mila euro ad aula.

Il nodo delle risorse necessarie

Prendendo per buona l’analisi del think-tank Tortuga e i numeri forniti dalla Cgil, se si considerasse una spesa minima di 5mila euro per ognuna delle circa 350mila aule scolastiche nel Paese si arriverebbe a una spesa totale di circa 1,75 miliardi di euro. Infine, è necessario però fare un’ultima considerazione: secondo quanto riportato dal Post, circa la metà delle scuole sono state costruite prima del 1976: è dunque possibile immaginare che per installare impianti di condizionamento possa essere necessario, quantomeno in alcuni casi, intervenire anche sugli impianti elettrici degli edifici. Senza tenere in considerazione, ovviamente, i maggiori costi e l’impatto ambientale dell’uso di un numero così alto di nuovi condizionatori.

 

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