Meteo, come sarà l'inverno 2026-2027? Il possibile impatto di El Niño sulle nevicate

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Dopo un'estate record con ondate di calore intense e prolungate, il fenomeno climatico noto come Super El Niño potrebbe dispiegare i suoi effetti anche nel corso della stagione più fredda dell'anno. Secondo un recente articolo del meteorologo sloveno Andrej Flis, pubblicato sul portale Severe Weather Europe, il riscaldamento delle acque che si sta intensificando nell'Oceano Pacifico potrebbe ridisegnare le nevicate invernali con un allargamento della forbice tra Canada, Stati Uniti e Europa.

Quello che devi sapere

Riscaldamento record nel Pacifico

Per essere classificato come Super El Niño, i valori stagionali devono oltrepassare i 2 gradi di temperatura e mantenersi a livelli tali per alcuni mesi. L'eccezionalità del fenomeno, tuttora in corso, è testimoniata dall'ultima analisi oceanica nell'area del Pacifico tropicale dove si registrano picchi superiori ai 6 gradi rispetto alla norma, valori che staccano per intensità eventi osservati negli ultimi decenni.

 

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Onda di Kelvin

Le analisi rilevano come nei primi 250 metri del Pacifico tropicale sia in corso un'onda di Kelvin discendente: al riscaldamento anomalo nelle zone orientali corrisponde un'anomalia fredda, più superficiale, in quelle occidentali. Forti raffiche di vento in arrivo da ovest muovono le acque calde superficiali verso est richiamando verso l'alto acque più fredde e profonde mentre il Super El Niño si intensifica.

 

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Picco de El Niño atteso in dicembre

Guardando agli eventi El Niño del passato il riscaldamento anomalo nelle acque nel Pacifico è destinato a durare ancora nei prossimi mesi con un picco nell'emisfero boreale atteso tra fine autunno e inizio inverno. Come mostrano le previsioni del North American Multi-Model Ensemble (NMME) l'evento in corso tra il 2026 e il 2027 si sta rivelando di notevole entità. Secondo Flis potrebbe affermarsi tra i più intensi mai registrati se non il più intenso in assoluto.

 

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Rischio nevicate record in Nord America, scarse in Europa

Di conseguenza, nel prossimo inverno non sono da escludere nevicate di eccezionale intensità soprattutto in Nord America dove gli eventi associati a El Niño si verificano più di frequente. Situazione opposta in Europa con le previsioni basate sul European Center for Medium-range Weather Forecast (ECMWF) che indicano una scarsità di precipitazioni nevose nella maggior parte del continente. Fanno eccezione le zone di alta quota delle Alpi e a nord le aree con temperature più basse.

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Neve scarsa in pianura

C'è dunque da attendersi un inverno asciutto? È ancora presto per dirlo con certezza anche se, previsioni alla mano, per gli amanti della neve nel Vecchio Continente le sorti della stagione 2026-27 potrebbero essere determinate dall'altitudine e dalla latitudine. Con la prevalenza di correnti atlantiche moderate, le zone di pianura e i rilievi di media altitudine potrebbero rimanere senza fiocchi, ad eccezione dell'Europa settentrionale dove le temperature sono di norma più basse. Per quanto riguarda le Alpi, una buona copertura nevosa naturale è attesa a partire dai 1.800-2.000 metri di quota.

Le previsioni tra dicembre 2026 e gennaio 2027

Limitando la previsione su dicembre 2026, le elaborazioni di Flis indicano nevicate al di sotto della media nella maggior parte delle zone di pianura a causa di correnti occidentali responsabili di precipitazioni abbondanti ma più calde. Una situazione fotocopia a quella di gennaio: nel primo mese del 2027 in Europa il combinato tra anticiclone meridionale e corrente occidentale potrebbe contribuire a mantenere le temperature più elevate allontanando la neve dalle zone pianeggianti. Fanno eccezione solo alcune aree di alta quota nella parte centro-orientale con possibili nevicate superiori alla media del periodo.

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Le previsioni su febbraio 2027

Come emerge dall'articolo su Severe Weather Europe, la vera penuria di neve in Europa potrebbe verificarsi a febbraio 2027, mese dove tradizionalmente si contano più aree imbiancate. Anche in questo caso, la persistenza di un anticiclone potrebbe portare a una riduzione in tutti i quadranti, tranne in quelli di nord e nord-est.

I dati Ukmo

A corroborare le previsioni basate sui dati del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine è il quadro tracciato dallo United Kingdom Met Office (UKMO) che indicano un avvio molto lento della stagione nevosa. Secondo l'istituto britannico, nel periodo novembre 2026-gennaio 2027 è attesa una quantità di precipitazioni nevose nel complesso inferiore alla norma, in questo caso senza neanche contare le eccezioni rappresentate dalle zone di alta quota in Europa centrale. 

 

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