Dark web, nel 2026 esposti 2,5 mld di dati. Italia quarta in Europa per email compromesse

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Il nuovo report dell'Osservatorio Cyber del Crif, la centrale rischi di intermediazione finanziaria, analizza i numeri relativi al primo semestre del 2026. Da quanto emerge, il nostro Paese continua a essere tra i più colpiti dagli attacchi. Cresce il pericolo di truffe online legate a phishing, smishing e vishing, mentre gli attacchi basati sull'intelligenza artificiale rappresentano una minaccia sempre più reale.

Quello che devi sapere

I numeri del report

Secondo i numeri dell’ultimo report dell'Osservatorio Crif, nei primi sei mesi del 2026 sul dark web sono stati esposti 2,5 miliardi di nuovi dati univoci. Si tratta di informazioni, in grado di fornire dettagli sempre più completi sugli utenti, che spesso vengono usate per truffe e raggiri. Questi dati, quindi, rappresentano una risorsa preziosa per i cybercriminali e li aiutano a rendere più efficaci truffe, tentativi di phishing e furti di identità.

 

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Le minacce

L’Osservatorio Crif si occupa di analizzare la vulnerabilità di persone e aziende agli attacchi informatici e i principali trend relativi ai dati scambiati negli ambienti open web e dark web. Secondo gli esperti, la minaccia che registra la crescita più preoccupante riguarda i dati sottratti tramite malware infostealer: continua, infatti, la diffusione degli stealer-as-a-service, cioè malware capaci di acquisire una grossa quantità di dati e informazioni contestuali dai dispositivi infettati.


Ma gli attacchi informatici più diffusi, anche in questa prima parte del 2026, comprendono anche campagne phishing, smishing, vishing e spear phishing. A queste minacce si aggiungono gli attacchi basati sull'intelligenza artificiale, che utilizzano deepfake audio e video sempre più realistici. Attenzione, a livello aziendale, anche alle e-mail difficili da distinguere dalle comunicazioni autentiche.

 

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Il malware infostealer

Come detto, per sottrarre dati e informazioni via web cresce l’uso del malware infostealer: si tratta di malware che si diffondono soprattutto attraverso campagne di phishing e software contraffatti e – una volta infettato il dispositivo - lavorano in modo silenzioso, saccheggiando dati e raccogliendo credenziali e altre informazioni. I dati raccolti, spiega il report, vengono poi distribuiti sul dark web in archivi ULP (Url, Login e Password) o in raccolte più complete, che contengono informazioni sulla vittima e sul dispositivo compromesso.

 

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L’Italia tra i Paesi più colpiti dagli attacchi

Dal report dell’Osservatorio emerge che l’Italia è tra gli Stati più colpiti dagli attacchi informatici. Il nostro Paese è al terzo posto nel mondo, dopo Stati Uniti e Francia, per numero di account rubati e diffusi sul dark web tramite il malware infostealer.



Non solo: l’Italia, nel primo semestre del 2026, è al sesto posto nel mondo e al quarto in Europa per numero di indirizzi e-mail compromessi e diffusi sul dark web. Sul podio mondiale si piazzano Stati Uniti, Russia e Germania.


Ancora, l’Italia è al 22esimo posto nel mondo - che diventa il sesto in Europa - per numero di dati in circolazione legati a carte di credito. Inoltre, siamo al 51esimo posto nel mondo – ma al 16esimo considerando solo l’Europa – per numeri di telefono esposti (elemento chiave in molte truffe)). Tutti dati che, quindi, confermano come l’Italia sia un bersaglio primario per attacchi informatici e truffe online.

 

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I dati più diffusi e vulnerabili

L’Osservatorio rivela anche quali sono le tipologie di dati più diffuse e vulnerabili sul dark web. Nell’ordine, risultano:

  • password,
  • e-mail,
  • nomi utente,
  • numeri di telefono,
  • nomi e cognomi.

I dati sulle carte di credito

Dal report, poi, emerge che è in forte crescita la diffusione di informazioni relative alle carte di credito: la combinazione del numero della carta di credito con le informazioni di sicurezza e la data di scadenza, infatti, viene rilevata nel 99,8% dei casi.

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Username

Inoltre, lo studio mostra come le username presenti sul dark web siano soprattutto quelle associate agli account di servizi (portali di offerte di lavoro e portali di news): occupano il primo posto con una quota del 26,6%. Seguono gli account relativi ai social network (20,8%) e a forum e siti web (16,3%).

Furti di email e password online

L’Italia, come visto, è tra i Paesi più colpiti dal fenomeno del furto di email e password online: è al sesto posto, dietro gli Stati Uniti, la Russia, la Germania, la Francia e il Regno Unito. L’Italia, quindi, si posiziona al sesto posto: il 32,3% degli utenti ha ricevuto almeno un alert.

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L’identikit

A proposito degli alert, l’Osservatorio traccia anche un identikit degli italiani più coinvolti negli attacchi. Tra gli utenti privati italiani avvisati dai servizi di protezione Crif, infatti, le fasce d'età maggiormente interessate sono 51-60 anni (26,7%), 41-50 anni (26,6%) e over 60 (20,3%). Inoltre, gli uomini rappresentano la maggioranza degli utenti allertati, con il 64,3%. Guardando alle regioni, quelle con il maggior numero di alert sono Lombardia (15,7%), Lazio (12,3%), Sicilia (11,3%), Emilia-Romagna (9,7%) e Piemonte (9,5%).

 

Per approfondire: Il report dell'Osservatorio

“Proteggere i propri dati personali è più importante che mai”

"Proteggere i propri dati personali è oggi più importante che mai”, è l’invito di Beatrice Rubini, Executive Director di Crif. “Le frodi online – ha aggiunto - sono sempre più sofisticate e credibili, grazie a strumenti basati anche sull'Intelligenza artificiale come deepfake, phishing personalizzato e tecniche avanzate di ingegneria sociale che sfruttano informazioni personali spesso reperite online o provenienti da violazioni dei dati. In questo scenario, la consapevolezza personale rappresenta la prima linea di difesa. Continuiamo a promuovere la cultura della sicurezza digitale, supportando cittadini e consumatori nella tutela della propria identità e nell’adozione di comportamenti consapevoli per riconoscere e prevenire le nuove minacce informatiche".


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