Burqa, niqab e hijab: cosa sono, quali sono le differenze tra veli e cosa cambia a scuola
CronacaIntroduzione
Il governo italiano ha deciso di muoversi nella direzione di una stretta verso l’uso di alcune forme di velo associate all’Islam nei luoghi d’istruzione. La premier Giorgia Meloni ha infatti annunciato sul palco di Fenix - la festa di Gioventù nazionale, formazione giovanile del suo partito - “un provvedimento che introduce per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe, e introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano, e introduce il divieto di burqa e niqab a scuola”.
Quello che devi sapere
Che cosa si intende per velo
In primo luogo è necessario chiarire il significato di alcuni termini comunemente utilizzati. A partire dal ‘velo’, una sorte di termine-ombrello per indicare in generale i capi di abbigliamento indossati da alcune donne musulmane. Nel Corano, il testo sacro dell’Islam, viene usato il termine hijab, che ha però un significato più ampio legato al pudore e alla castità sia per gli uomini sia per le donne.
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Che cos’è l’hijab
Per capire invece quali sono i termini indossati oggi per indicare capi differenti di abbigliamento, è necessario partire proprio dall’hijab. Nell’accezione moderna del temine si intende una forma di velo composto da due differenti parti: la cuffia che tiene raccolti e fermi i capelli e il velo che viene appoggiato su di essa e può essere legato sotto il mento, avvolto intorno al collo o lasciato ricadere liberamente sul corpo. Dunque l’hijab copre le orecchie, la testa e i capelli, lasciando libero il volto e il resto del corpo.
Che cos’è il chador
Esiste poi il chador, una sorta di lungo velo nero che ricopre tutto il corpo a esclusione delle mani, dei piedi e del viso. Risulta essere usato fin dall’antichità, e secondo Treccani “è imposto obbligatoriamente nei paesi dove governano le correnti islamiche integraliste”.
Che cos’è il niqab
Passando poi ai tipi di indumenti espressamente indicati dalla premier Meloni nel suo annuncio, si trova il niqab: questo è un velo solitamente di colore nero che copre integralmente il corpo della donna, lasciando libera solo una fessura all’altezza degli occhi. Risulta essere diffuso in Medio Oriente, nell’Africa settentrionale, nel Sud-Est asiatico e nel sub-continente indiano.
Che cos’è il burqa
Infine la versione più integrale dei veli islamici è il burqa: si tratta di un abito che copre interamente il corpo, compresa la testa; e presenta solamente una sorta di ‘finestra’ all’altezza degli occhi permette alla donna di vedere ma senza rendere visibili i suoi occhi dagli altri. Utilizzato in alcuni Paesi musulmani, in quelli più integralisti come l’Afghanistan è obbligatorio quando si esce al di fuori della propria abitazione.
Cosa propone il governo Meloni
Il governo guidato da Giorgia Meloni, come detto, ha annunciato l’intenzione di introdurre per legge il numero massimo di studenti stranieri per classe e il divieto di burqa e niqab a scuola. Non c’è comunque ancora un testo con i dettagli della proposta. La premier, annunciando il provvedimento, ha detto: “Non esiste che in classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza". E poi ha aggiunto: "A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità uomo-donna non è negoziabile".
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Cosa dice oggi la legge
Per quanto riguarda in generale l’uso dei veli islamici, a oggi in Italia non esiste una legge che vieti l’utilizzo di simili capi per motivi religiosi. Esiste però la legge n-152 del 1975, che vieta l’uso di indumenti atti a impedire il riconoscimento della persona in un luogo pubblico senza giustificato motivo. Tuttavia secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato l'utilizzo di una forma di velo per motivi religiosi o culturali può costituire un giustificato motivo, fermo l'obbligo di consentire l'identificazione e di rimuovere il capo d'abbigliamento quando richiesto dalle autorità.
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