Lo speciale sul rientro a scuola di Sky TG24
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Scuola, quanti sono gli studenti stranieri in Italia? E in quali regioni sono più numerosi

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Un tetto al numero di studenti stranieri presenti in ogni classe. A rilanciare la proposta è stata la premier Giorgia Meloni, che ieri – parlando davanti alla platea di Gioventù nazionale, al raduno dei giovani di Fdi – ha annunciato l’arrivo imminente in Consiglio dei ministri di un provvedimento per affrontare quella che ha definito “una questione di civiltà”. “Non esiste che in classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza”, ha detto Meloni. Ma di che numeri stiamo parlando?

Quello che devi sapere

Gli studenti stranieri nelle scuole italiane

I dati più recenti sulle presenze di studenti stranieri nella classi italiane arrivano dall’ultimo rapporto Ismu, Iniziative e Studi sulla Mobilità Umana. Nelle scuole del nostro Paese - dall'asilo alle superiori - gli alunni non italiani sono 930mila: si tratta dell’11,6% del totale.

 

Per approfondireScuola, ipotesi tetto per stranieri in classe. Presidi: "Difficile una soluzione tecnica"

La distribuzione nelle regioni

Dal rapporto Ismu emerge che più di un quarto di studenti stranieri si trova in Lombardia: 236mila, cioè il 26%, con un aumento di 15mila alunni in quattro anni. Dietro la Lombardia ci sono l’Emilia-Romagna (112.839 studenti stranieri), il Veneto (94.669), il Lazio (80.051) e il Piemonte (78.039).

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Le città

Per quanto riguarda le città, quella con più studenti non italiani è Milano: sono 79.039. Subito dopo ci sono Roma (63.782), Torino (39.465) e Brescia (32.747). A Milano si registra anche il maggior numero di minori non accompagnati (oltre mille), mentre al secondo posto troviamo Catania con 745. In generale, le presenze di studenti stranieri è inferiore al Sud, ma qui è spesso più alto il numero di minori non accompagnati. 

Rischio dispersione, ma cresce la presenza nei licei

Gli studenti stranieri si trovano spesso in contesti svantaggiati e per questo possono avere maggiori difficoltà a scuola, con un rischio di dispersione implicita che è più alto rispetto ai loro compagni italiani: 22,5% contro l'11,6%. Ma qualche cambiamento, secondo il rapporto, si sta registrando: cresce, ad esempio, la presenza di studenti stranieri nei licei, soprattutto fra gli stranieri nati in Italia, anche se ancora resta un divario. Alle medie oltre il 50% degli italiani pensa di iscriversi poi al liceo, mentre tra gli stranieri si scende al 38,3%.

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I risultati

Per avere un quadro sul risultato scolastico, invece, prendiamo i dati del Rapporto Invalsi: gli studenti stranieri in terza media hanno punteggi inferiori di 22,6 punti in italiano e di 13,5 in matematica; proseguendo gli studi il divario in matematica si cancella e resta in italiano, mentre nelle prove di inglese i non italiani hanno risultati migliori

Lo studio dell'Idos

Uno studio dell'Idos, inoltre, ha analizzato com’è cambiata la presenza di studenti con cittadinanza straniera: negli ultimi 11 anni è cresciuta del 16% a fronte di un calo del 12,5% degli autoctoni. Un aumento che, emerge dallo studio, va ad arginare l'emorragia legata al calo demografico che ha portato il totale di alunni dai quasi 9 milioni del 2014 ai circa 8 milioni di oggi (-9,9%).

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Da dove vengono gli studenti stranieri

Dei circa 931mila studenti stranieri, quasi due terzi (65,2%, pari a oltre 607mila persone) sono nati in Italia: 11 anni fa erano poco più della metà (51,7%). La metà degli iscritti stranieri, inoltre, appartiene a 5 principali cittadinanze: romena, albanese, marocchina, cinese ed egiziana. I restanti si dividono in molte decine di altre nazionalità. 


Oltre al tetto, tre le misure che Meloni intende introdurre nelle scuole ci sono anche l'obbligo di imparare l'italiano per i genitori degli alunni con gravi problemi di inserimento scolastico e il divieto di burqa e niqab in classe.

I presidi: “Difficile applicazione”

La proposta di Meloni sul tetto di studenti stranieri per classe ha suscitato, come al solito, applausi da una parte e critiche dall’altra. Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi Anp, ha sottolineato come la questione, seppur “fondata e condivisibile” in termini didattici, sia di difficile applicazione in termini tecnici. “La scuola deve prendere le iscrizioni dei ragazzi del quartiere, soprattutto per infanzia e primaria”, e "se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri che facciamo? Li mandiamo via?", ha osservato. Ha anche ricordato che “un paio di anni fa” è stata emanata dal ministero dell'Istruzione una circolare che raccomandava un tetto del 30% di studenti stranieri per classe ma che, proprio per i motivi detti sopra, "non ha potuto trovare applicazione".

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