Caso Ranucci Lavitola, attesa decisione della Rai sul conduttore di Report

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Secondo quanto emerge, si lavora alla definizione di una ricollocazione per il giornalista e contestualmente alla successione alla guida della trasmissione di inchiesta di Rai3. Prende sempre più quota la soluzione interna

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C’è attesa in Rai per il futuro di Sigfrido Ranucci e della trasmissione Report. Secondo quanto emerge, si lavora alla definizione di una ricollocazione per il giornalista e contestualmente alla successione alla guida della trasmissione di inchiesta di Rai3, nodo per il quale prende sempre più quota la soluzione interna (LE TAPPE DEL CASO). La Rai potrebbe sciogliere la riserva oggi, venerdì 28 agosto, a chiusura di una settimana di incontri e contatti. "Siamo in attesa di una decisione, una decisione che ha una chiara matrice politica, ma io resisto fino all'ultimo", ha detto intanto Ranucci ieri sera, da Favignana, dove si trovava per la presentazione del suo libro Navigare senza paura.

No degli inviati a un conduttore esterno per Report

Contro "qualsiasi ipotesi di conduttore e capoautore esterno" alla guida di Report si sono schierati nel mentre gli inviati della trasmissione: "All'interno della redazione ci sono già le professionalità necessarie, che in questi anni hanno fatto funzionare la macchina del programma. Qualsiasi scelta differente sarà da noi giudicata come ostile e tesa alla normalizzazione e al commissariamento del programma", è l'altolà contenuto in un documento inviato al direttore dell'Approfondimento, Paolo Corsini, e diffuso alla stampa. "È ormai evidente come l'annunciata rimozione di Sigfrido Ranucci dalla conduzione di Report abbia a che fare solo in parte con la vicenda Lavitola e che segua in realtà un preciso disegno politico" che punta a "delegittimare e infangare uno degli ultimi presidi di libertà e di indipendenza informativa del servizio pubblico", si legge nel testo.

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Legali degli esecutori: "Non conoscevano Lavitola, solo Tavares"

Intanto, ieri, gli avvocati di Pellegrino D'Avino e Antonio Passariello, due dei quattro arrestati con l'accusa di essere gli esecutori dell'attentato a Ranucci, hanno detto che i loro assistiti "hanno avuto rapporti solo con Tavares. Hanno confermato che non volevano far male a nessuno e che non conoscevano Ranucci, né Lavitola". Le dichiarazioni dei legali sono arrivate dopo l'interrogatorio dei due uomini a Rebibbia, dove sono stati ascoltati dai pm. E al Tg1 Gomes Tavares, factotum di Valter Lavitola e anche lui indagato, ha detto: "Conosco alcuni degli arrestati per l'attentato ma della bomba non parlo".

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