Il documento sostiene che la famiglia Cappa sarebbe stata destinataria di una "sistematica coordinata e preordinata esposizione mediatica" e ipotizza una presunta regia alla quale avrebbero partecipato l'avvocato De Rensis, il giornalista de Le Iene Alessandro De Giuseppe e l'ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco, Francesco Marchetto. Dura reazione del legale di Alberto Stasi: "Risposta giudiziaria durissima, anche Procura Pavia ha motivo di interessarsi"
Il delitto di Garlasco torna sotto i riflettori e riaccende i fari sull'esposto che la famiglia Cappa ha presentato alla Procura di Milano il 22 aprile 2026. Il contenuto del documento è stato diffuso durante la puntata di “Verità Nascoste - Il Diario”, condotto da Milo Infante su Canale 5. Al centro dell'esposto, che fu presentato da Stefania Cappa, si ipotizza l'esistenza di una presunta regia organizzata sullo sfondo delle nuove indagini sull'omicidio di Chiara Poggi e finalizzata a indirizzare l'attenzione mediatica e investigativa proprio contro la stessa famiglia Cappa. Tra le persone esplicitamente citate nell'atto figurerebbero l'avvocato Antonio De Rensis (legale di Alberto Stasi), Alessandro De Giuseppe (giornalista del programma Le Iene) e Francesco Marchetto (ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco).
La tesi dei Cappa: "Ricostruzione dei fatti predisposta da De Rensis con De Giuseppe"
De Rensis, De Giuseppe e Marchetto, secondo quanto riportato in una nota della trasmissione di Infante, "avrebbero agito in concorso fra di loro per sostenere la tesi dell'innocenza di Alberto Stasi e per indirizzare l'attenzione investigativa verso soggetti estranei ai fatti, ovvero la famiglia Cappa, e per farlo si sarebbero serviti del cosiddetto super testimone Gianni Bruscagin", si legge. La ricostruzione fa poi riferimento a una data precisa: l'8 luglio 2022, giorno in cui Stefania Cappa dichiara di aver saputo da suo cugino Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, che De Rensis avrebbe fatto parte del gruppo legale di Stasi. Nel corso di quella stessa telefonata, secondo quanto riportato, Reale riferiva che l’avvocato Tizzoni era venuto a conoscenza di una possibile ricostruzione dei fatti, appositamente predisposta dall’avvocato De Rensis in concorso con l’inviato de Le Iene Alessandro De Giuseppe, al fine di sottoporla alla Procura di Pavia. È proprio a partire da questa informazione che, secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, Stefania Cappa individua l’origine di quella che definisce una presunta “regia” ai danni della propria famiglia.
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Legale famiglia Poggi: "Comunicazione non fu soffiata ma atto legittimo"
Tra le prime reazioni alla diffusione del contenuto dell'esposto della famiglia Cappa, quella dell'avvocato Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, che ha parlato di una "rappresentazione parziale della vicenda". Tizzoni precisa anche che la "notizia della nomina del collega De Rensis già la sera del 24 maggio 2022, subito dopo la trasmissione di una puntata delle Iene sul caso Garlasco, non era da considerarsi riservata, né fu diffusa al pubblico ma solo a soggetti legittimati". In particolare, prosegue in una nota l'avvocato Tizzoni con l'ingegnere Paolo Reale, "la comunicazione ai familiari di Chiara Poggi intervenne nell'immediatezza dell'annuncio dello speciale de Le Iene con il quale si prospettavano pubblicamente iniziative a favore del condannato Stasi". Per Tizzoni e Reale, "la comunicazione oggi rappresentata come un'anomala 'soffiata' fu, all'opposto, un atto legittimo, tempestivo e doveroso: la segnalazione, a una persona direttamente coinvolta dall'imminente trasmissione di una notizia già di dominio pubblico". Successivamente Stefania Cappa ha chiesto ulteriori informazioni, "che non le sono state rilasciate dagli interessati - concludono - e a seguito di ciò i rapporti tra gli scriventi e la famiglia Cappa si sono interrotti".
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L'avvocato De Rensis: "Azioni giudiziarie durissime da parte mia"
Sul fatto si è pronunciato anche l'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, che ha commentato a Filorosso, su Rai 3: "Non volevo crederci. Ma conosco la serietà della fonte". De Rensis ha definito la vicenda "avvilente, disarmante, grave" e ha preannunciato possibili iniziative giudiziarie: "Azioni giudiziarie durissime da parte mia, ma anche la Procura di Pavia può essere interessata da ciò che è successo". Il legale ha concentrato la propria replica sulla data dell'8 luglio 2022, indicata nell'esposto come un momento chiave della presunta "regia". De Rensis ha ricostruito la propria attività professionale, spiegando di aver presentato già a fine giugno una richiesta per ottenere copia dei cd contenenti le intercettazioni del 2017. "Io ovviamente conosco l'avvocato Giada Bocellari ed è stato uno degli incontri professionali migliori che ho fatto", ha spiegato. "Io il primo atto formale che faccio, su mia carta intestata, è di fine giugno 2022, in cui deposito una richiesta per avere copia dei cd delle intercettazioni del 2017. Queste dichiarazioni, fatte precedentemente dall'avvocato Bocellari, erano state inspiegabilmente rigettate. La mia viene accolta. La mia istanza viene passata l'8 luglio 2022 per essere autorizzata. E viene autorizzata. Il 13 luglio 2022 io vado a ritirare i cd intorno alle 13.30", ha sottolineato.
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De Rensis: "L'avvocato Cappa mi invitò a prestigiosi convegni su diritto sportivo"
De Rensis ha quindi raccontato che, nel pomeriggio del 13 luglio, l'avvocato Cappa avrebbe contattato il suo studio: "L'avvocato Cappa intorno alle 18.40 circa chiama il mio studio e parla con due avvocati del mio studio, di cui una l'avvocato Grandi, che lavora con me da 24 anni e che dirige le operazioni dei nostri studi, per invitarmi a un progetto di prestigiosi convegni sul diritto sportivo come relatore". Il legale ha sottolineato di non sapere, in quel momento, che l'avvocato Cappa fosse già a conoscenza del suo incarico come difensore di Stasi: "Ovviamente il sottoscritto si è negato per motivi di opportunità, saputo che dall'altro capo della cornetta c'era l'avvocato Cappa. Ma il sottoscritto non sapeva che l'avvocato Cappa già da 5 giorni sapeva che ero l'avvocato di Stasi. Altrimenti gli avrei detto: come si permette di chiamare l'avvocato dell'assassino di sua cugina? Lei chiama me per dei convegni al Coni con tutti gli avvocati sportivi che ci sono?". Da qui la sua perplessità sull'autenticità della ricostruzione contenuta nell'esposto.
"Hanni fatto indagini su di me"
"Io continuo a ritenere che mi hanno fatto uno scherzo. Che hanno fatto vedere delle pagine che non corrispondono a realtà", ha proseguito, "Ma come può essere vero che la cugina della vittima chiama me, che sono l'avvocato di Stasi, per dei convegni?". De Rensis ha infine riferito di aver appreso che sarebbero state svolte indagini sulla sua persona: "Io quello che posso dire che ho sentito che qualcuno ha fatto indagini sulla mia persona. La mia vita fuori dall'ambito professionale è molto semplice, fatta di amicizie, un po' di golf e, quando possibile, di molto affetto e molti sorrisi". "Se qualcuno ha svolto indagini su di me mi fa molta tenerezza. Ma qualora ne dovessi avere contezza, verrà chiamato a rispondere davanti all'autorità giudiziaria", ha concluso. Sul punto centrale dell'esposto, l'8 luglio 2022, De Rensis ha quindi richiamato la propria versione della cronologia: "Se ciò che oggi è stato mostrato è vero, allora la Procura di Pavia ha motivo di interessarsi a questa vicenda".