Femminicidi, dopo Tania Terrin altre 2 vittime. Schlein: “Urgente agire sulla prevenzione”

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La segretaria Dem, parlando del caso della donna uccisa per mano dell'ex compagno che la vittima aveva già denunciato, ha detto che “la prevenzione deve partire dall'educazione sessuoaffettiva obbligatoria in tutti i cicli scolastici”. Stefania Ascari del M5s si chiede invece: “Cos'altro doveva fare Tania Terrin per essere protetta?”, sottolineando che “non possiamo continuare a dire alle donne 'denunciate, fidatevi delle istituzioni' se poi non siamo capaci di garantire loro una protezione effettiva"

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Si è accesa la polemica politica sul femminicidio di Tania Terrin, uccisa a Ferragosto a Camponogara in provincia di Venezia, dall'ex compagno che la vittima aveva già denunciato. Di “fallimento” ha parlato il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, aggiungendo che “di fronte a una tragedia come questa non possiamo limitarci al cordoglio: dobbiamo chiederci che cosa non abbia funzionato e intervenire con ancora maggiore determinazione". Mentre la segretaria del Pd Elly Schlein ha detto che “questo atroce femminicidio ci deve interrogare profondamente sull'efficacia del sistema di protezione delle donne vittime di violenza. La politica e le istituzioni devono fare molto di più, per rendere più efficaci le misure di protezione per chi denuncia e sostenendo in modo molto più robusto la rete dei centri antiviolenza che ogni giorno fanno già tantissimo per accogliere e proteggere le donne vittime di violenza”. Intanto, non si ferma la scia di sangue: sono stati infatti registrati altri due femminicidi.

Schlein: “Urgente agire sulla prevenzione”

La segretaria del Pd Elly Schlein - parlando ancora del femminicidio di Tania Terrin  e sottolineando che “la vittima aveva già denunciato il suo assassino, era già stata vittima di aggressioni ed erano scattate misure a sua tutela” - ha aggiunto che “ è urgente agire anche sulla prevenzione, a partire dalla formazione specifica degli operatori della giustizia, delle forze dell'ordine e delle pubbliche amministrazioni, in cui è fondamentale coinvolgere i centri antiviolenza e le loro competenze. La formazione e la specializzazione della rete sono essenziali per fare una accurata valutazione dei rischi che corrono le donne e disporre gli strumenti di tutela più adeguati al caso specifico". Per Schlein "la prevenzione deve partire dall'educazione sessuoaffettiva obbligatoria in tutti i cicli scolastici, per sradicare sin da principio la cultura patriarcale del possesso sul corpo e sulla vita delle donne”.

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Ascari (M5S): “Cos'altro doveva fare Terrin per essere protetta?”

Sul caso è intervenuta anche Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle: “Cos'altro doveva fare Tania Terrin per essere protetta? Aveva denunciato, aveva chiesto aiuto più volte, era finita in ospedale dopo essere stata aggredita e strangolata fino a perdere i sensi. Aveva paura e lo aveva detto. Oggi Tania è morta, uccisa dal suo ex compagno. Secondo quanto dichiarato dalla madre, Tania e la sua famiglia si sarebbero rivolte alle forze dell'ordine sette o otto volte. Era stato attivato il Codice rosso ed era stato emesso un ammonimento nei confronti dell'ex compagno. Tania aveva persino avvertito i vicini perché temeva che l'uomo continuasse a presentarsi sotto casa. Eppure non è bastato”, ha ricordato la parlamentare, annunciando di aver presentato un'interrogazione parlamentare ai Ministri della Giustizia e dell'Interno sul femminicidio. "Dobbiamo sapere cosa sia accaduto dopo ogni richiesta di aiuto, quale valutazione del rischio sia stata effettuata e se vi siano stati ritardi, omissioni, sottovalutazioni o problemi di coordinamento. Non possiamo continuare a dire alle donne 'denunciate, fidatevi delle istituzioni' se poi non siamo capaci di garantire loro una protezione effettiva".

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Altri due femminicidi

Intanto, come detto, si sono registrati altri due femminicidi: un'anziana è stata uccisa a colpi di pietra nella campagna del cosentino e una cinquantenne è stata accoltellata in casa vicino Roma davanti a uno dei suoi cinque figli, il più piccolo. A Colleferro, vicino alla Capitale, è stata uccisa una donna di origini polacche da anni residente in Italia. L'aggressione è avvenuta nella sua abitazione e a chiamare aiuto sarebbe stata la figlia. Il marito, Mohamed Rouissi, un 69enne di origini tunisine, è stato fermato a pochi metri dall'abitazione in via Cristoforo Colombo e non ha opposto resistenza: nella serata di ieri ha poi confessato. Carmela Bifano invece di anni ne aveva 72 anni e il suo cadavere è stato trovato oggi in un fondo agricolo a Villaggio Frassa, nell'area urbana di Corigliano, in provincia di Cosenza. I sospetti degli inquirenti si sono concentrati da subito sul merito che era insieme a lei. Gli investigatori in queste ore raccolgono testimonianze ed elementi utili a fare piena luce sulla vicenda, ma l'ipotesi più accreditata è che sia stata uccisa a colpi di pietra in testa. Le indagini sono condotte dalla Polizia e, secondo quanto emerso, la donna sarebbe stata in compagnia del marito poco prima di essere uccisa. La posizione dell'uomo è ora al vaglio degli investigatori, che indagano nell'ambito familiare della vittima per chiarire la dinamica dei fatti.

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