Furto al museo MuMe, rubate opere di Antonello da Messina

Cronaca
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Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili

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Furto clamoroso nella serata di Ferragosto al MuMe, il Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Ladri hanno rubato alcuni capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina, riuscendo ad introdursi all'interno delle sale espositive senza far scattare i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza. 

Il colpo nella notte

I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall'interno di una teca blindata. Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili. 

Le cinque tavole appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina - ©Ansa

Quali sono le opere rubate

Il Polittico di San Gregorio detto anche del Rosario, di cui oggi sono state rubate tre tavolette su cinque, fu commissionato ad Antonello da Messina da Fabria Cirino, Badessa del monastero di Santa Maria extra moenia. Era originariamente composto da sei tavole raffiguranti al centro La Madonna in trono col Bambino e angeli reggicorona, detta del Rosario, cosi come identificata dal simbolo iconografico, il Rosario, che poggia in basso sul gradino, ai lati i Santi Gregorio e Benedetto, nel registro superiore l'Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata, la tavola centrale della cimasa, che probabilmente raffigurava il Cristo morto sorretto dagli Angeli, è andata perduta. La tavoletta bifronte, anch'essa sottratta dai ladri, ha sul davanti la Madonna col Bambino benedicente e un francescano in adorazione, e dietro Cristo in Pietà. L'opera fu attribuita ad Antonello nel 2003 e venduta dalla casa d'aste Christie's in quell'anno alla Regione Sicilia, proveniente dalla collezione di Wilhelm Soldan nella quale si trovava dal 1930. Per le sue piccole dimensioni appare evidente la sua destinazione originaria al culto privato che utilizzava le effigi sacre per le proprie orazioni. Per confronti stilistici con la produzione pittorica certa dell'artista è stata datata concordemente dagli studiosi tra il 1465 e il 1474.

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