Bari, studentessa picchiata al Parco Rossani: indagati l'addetta ai bagni e il compagno

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L'addetta ai bagni del Parco Rossani e il suo compagno sono iscritti nel registro degli indagati per lesioni gravi e rapina. È il pestaggio di Giuditta, studentessa di 26 anni colpita con calci e pugni il 23 luglio. Al vaglio anche la posizione di alcuni minorenni. La vittima guarirà in 40 giorni

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Sono due gli indagati per l'aggressione a Giuditta, la studentessa di filosofia di 26 anni pestata la sera del 23 luglio al Parco Rossani di Bari. La procura ha iscritto nel registro l'addetta alla custodia dei bagni pubblici dell'area verde e il suo compagno, che rispondono di lesioni gravi e rapina. I due sono stati individuati dopo l'identificazione della polizia locale e grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza del parco.

Le indagini

Dopo la denuncia presentata dalla giovane ai carabinieri di Toritto, gli inquirenti hanno acquisito i filmati dell'impianto di videosorveglianza, che avrebbero immortalato l'aggressione. Sulla base di quelle immagini e della relazione trasmessa alla magistratura, la coppia è stata identificata come presunta autrice del pestaggio. Resta al vaglio della Procura la posizione di alcuni minorenni che, secondo il racconto della vittima, avrebbero preso parte all'azione: due di loro sono già stati identificati e del caso si occupa la Procura per i minorenni.

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La dinamica

Secondo quanto messo a verbale da Giuditta, tutto sarebbe cominciato quando la ragazza ha allontanato la figlia di circa dieci anni della custode, che la stava bagnando con una pistola ad acqua. Da lì sarebbe scattata la violenza: prima i colpi della donna e del compagno, poi quelli del gruppo di ragazzini, che le avrebbero anche sottratto il cellulare, poi recuperato dalla vittima. È su questo episodio che si fonda l'ipotesi di rapina. Nella denuncia la giovane ha parlato di almeno quattro aggressori. I calci e i pugni al volto le hanno provocato una frattura scomposta del setto nasale non operabile e l'infrazione della parete dell'orbita oculare, con una prognosi di 40 giorni.

L'incontro con il sindaco

Nei giorni successivi il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha incontrato Giuditta e i genitori nella casa di famiglia a Toritto, insieme all'assessora Carla Palone. "Sono rimasto molto colpito perché il volto di questa ragazza era completamente tumefatto. Portava su di sé i segni di una violenza inaudita che la comunità, nel suo complesso, non può accettare", ha dichiarato il primo cittadino. Leccese ha ricordato che la giovane era a Bari per lavoro e che ha attraversato il parco dopo aver parcheggiato l'auto lì vicino, sottolineando la gravità di un episodio avvenuto "in un luogo pubblico di aggregazione" pensato per studenti e giovani. Su richiesta dello stesso sindaco, la custode è stata nel frattempo sospesa dal servizio dalla società appaltatrice.

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