Patente a 17 anni? Cosa dice la direttiva Ue e quando sarà recepita in Italia

Cronaca

Introduzione

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha aperto il 21 luglio 2026 la consultazione pubblica sulla revisione del Codice della strada. Tra i temi sul tavolo, l'ipotesi di abbassare a 17 anni l'età per conseguire le patenti B e C. Intervistato da Sky TG24, il ministro Matteo Salvini ha affermato che "dall'anno prossimo la patente sia per le auto sia per i camion si potrà prendere a 17 anni, secondo le norme europee". Un annuncio che merita alcune precisazioni: la direttiva UE prevede i 17 anni solo per l'auto e in guida accompagnata, mentre l'ipotesi di estendere la soglia ai camion è una proposta italiana in discussione, non una regola europea. E i tempi non sono quelli indicati. Ecco cosa cambierebbe davvero, punto per punto.

Quello che devi sapere

Cosa ha annunciato il MIT

Il 21 luglio 2026 il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha dato il via alla consultazione pubblica per la revisione del Codice della strada. A presiedere il tavolo il ministro Matteo Salvini, che ha riunito le principali associazioni e le categorie dei settori coinvolti, dai trasporti alla mobilità urbana. Secondo la nota ufficiale del Ministero, l'incontro apre la fase di raccolta dei contributi per aggiornare la normativa. Tra i punti discussi figurano l'abbassamento a 17 anni dell'età per le patenti B e C, la sicurezza degli utenti vulnerabili e la regolamentazione dei monopattini. Non si tratta ancora di regole applicabili: è il primo passo di un percorso che dovrà portare al testo di riforma.

 

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Cosa dice Salvini e cosa non torna

Intervistato da Sky TG24, Salvini ha dichiarato che "dall'anno prossimo la patente sia per le auto sia per i camion si potrà prendere a 17 anni, secondo le norme europee", aggiungendo che sul dossier "c'è tutto un enorme lavoro da fare" per adeguare la normativa. L'affermazione contiene però due imprecisioni. La prima riguarda i camion: la soglia dei 17 anni per gli autocarri non è prevista dalle norme europee, ma è un'ipotesi italiana in discussione al tavolo. La seconda riguarda i tempi: l'entrata in vigore non è fissata "dall'anno prossimo", ma spostata più avanti negli anni.

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La patente B a 17 anni secondo la direttiva UE

La spinta ad abbassare l'età arriva dalla nuova direttiva europea sulle patenti, approvata in via definitiva dal Parlamento UE il 21 ottobre 2025. Il testo prevede la possibilità di conseguire la patente di categoria B, quella per le automobili, già a 17 anni. C'è però una condizione precisa: fino al compimento dei 18 anni si potrà guidare solo accompagnati da un conducente esperto. Si tratta quindi di una guida assistita, non di una patente piena e autonoma a 17 anni. La misura, secondo Bruxelles, punta a migliorare la sicurezza stradale nella fase più critica per i neopatentati.

 

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Il nodo camion: perché "17 anni" è una proposta italiana

Qui sta la differenza più rilevante rispetto all'annuncio del ministro. La direttiva UE, per la patente C degli autocarri, non fissa affatto i 17 anni: consente ai diciottenni di guidare un camion e ai ventunenni di guidare un autobus, ma solo se in possesso di un certificato di abilitazione professionale (CQC). In assenza di quel certificato, le soglie restano a 21 e 24 anni. L'ipotesi di portare a 17 anni anche la patente C, contenuta nella nota del MIT, è dunque una proposta italiana in fase di consultazione, che andrebbe oltre quanto previsto dalle regole europee. Non un recepimento automatico di Bruxelles.

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Cosa esiste già oggi in Italia

La guida a 17 anni non parte da zero. In Italia esiste già la "guida accompagnata", ma in forma limitata: è riservata a chi ha compiuto 17 anni ed è in possesso della patente A1 o B1, dopo aver seguito un corso pratico obbligatorio in autoscuola, con costi che oscillano indicativamente tra i 400 e i 900 euro. Il conducente minorenne deve inoltre viaggiare sempre con un accompagnatore abilitato. Con il recepimento della direttiva europea, la novità sarebbe l'introduzione di una vera patente B a 17 anni, riconosciuta in tutta l'Unione, e non più un semplice permesso nazionale legato alla presenza di un adulto.

Quando entrerebbe davvero in vigore

Il "dall'anno prossimo" citato da Salvini non trova riscontro nel calendario europeo. Le nuove norme entrano in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE, ma da quel momento gli Stati membri hanno tre anni per recepirle nel diritto nazionale e un ulteriore anno per prepararsi all'attuazione. Le disposizioni sull'età minima diventeranno applicabili verso la fine del 2028, con piena operatività attesa intorno al 2029-2030. Prima di quella data, in Italia serviranno sia il recepimento formale della direttiva sia la conclusione del percorso di riforma del Codice della strada appena avviato.

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Le altre novità della riforma UE

La direttiva non si limita all'età. Introduce una validità di 15 anni per le patenti di auto e moto (5 anni per camion e autobus), riducibile a 10 anni se il documento vale anche come carta d'identità. Per la prima volta viene fissato un periodo di prova di almeno due anni per i neopatentati, con sanzioni più severe in caso di guida in stato di ebbrezza o senza cintura. Arriva poi la patente digitale, accessibile da cellulare e destinata a diventare il formato più diffuso, con il diritto garantito di richiedere comunque quella fisica. Infine, le decisioni di ritiro della patente diventano valide a livello transfrontaliero: chi commette gravi infrazioni all'estero non potrà più sfuggire alle conseguenze.

Monopattini e utenti vulnerabili: l'altro capitolo del tavolo

Accanto alla patente, la revisione del Codice affronta la mobilità urbana e la sicurezza degli utenti più deboli: pedoni, ciclisti e utilizzatori di micromobilità. Sul fronte monopattini elettrici, il Ministero ha fornito un dato concreto sulle dimensioni del fenomeno: i contrassegni rilasciati a fine giugno hanno raggiunto quota 160.000, mentre altri 20.000 circa risultano in consegna. Numeri che spiegano perché la regolamentazione dei monopattini sia diventata uno dei capitoli centrali della riforma, insieme a una maggiore tutela di chi si muove a piedi o in bicicletta.

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Perché la UE ha voluto queste regole

La riforma delle patenti fa parte di un più ampio pacchetto sulla sicurezza stradale presentato dalla Commissione europea nel marzo 2023. Il contesto è pesante: nel 2023 sulle strade dell'Unione hanno perso la vita circa 20.000 persone. L'obiettivo dichiarato è la cosiddetta "Vision Zero", ovvero avvicinarsi il più possibile all'azzeramento delle vittime della strada entro il 2050, con un traguardo intermedio di dimezzamento di morti e feriti gravi entro il 2030. In quest'ottica, misure come la guida accompagnata, il periodo di prova per i neopatentati e la formazione sui rischi per pedoni e ciclisti puntano a ridurre l'incidentalità nella fascia di guidatori più inesperti.

Cosa cambia in concreto per chi ha 17 anni oggi

Per un diciassettenne, in prospettiva, cambierebbe la possibilità di mettersi al volante di un'auto con una patente vera e propria, e non solo con la guida accompagnata oggi in vigore. Fino ai 18 anni, però, resterebbe l'obbligo di avere accanto un conducente esperto: nulla di paragonabile alla patente autonoma. Per i camion, invece, il quadro europeo resta legato ai 18 anni con certificato professionale, salvo che la proposta italiana sui 17 anni non venga confermata al termine della consultazione. In ogni caso, nessuna di queste novità sarà operativa nell'immediato: chi oggi ha 17 anni, con ogni probabilità, avrà già compiuto la maggiore età quando le nuove regole diventeranno applicabili.

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I prossimi passi

La consultazione aperta al MIT è solo la fase iniziale. Alle associazioni e alle categorie sono state illustrate le modalità per inviare osservazioni, integrazioni e richieste di modifica, che confluiranno nel testo della riforma. Il Ministero punta a un Codice ispirato a semplificazione e digitalizzazione. Solo al termine di questo confronto il testo verrà definito e avviato all'approvazione. Parallelamente, l'Italia dovrà recepire la direttiva europea. Le due strade - riforma nazionale del Codice e adeguamento alle norme UE - dovranno quindi incrociarsi prima che la patente a 17 anni diventi realtà.

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