Multe in spiaggia, dai granchi nel secchiello ai falò: i comportamenti da evitare

Cronaca
©IPA/Fotogramma

Introduzione

Nel pieno della stagione estiva le spiagge sono affollate di vacanzieri e con loro si moltiplicano le cattive abitudini che rischiano di danneggiare l'ecosistema. Per chi maltratta gli animali, per esempio, sono in vigore multe salate ma sono decine le situazioni passibili di sanzioni. Ecco le principali.

Quello che devi sapere

Granchi e meduse nel secchiello

Tra i comportamenti nocivi più comuni c'è la cattura di granchi e meduse con il retino, animali acquatici che vengono poi buttati dentro secchielli di plastica e lasciati esposti a temperature proibitive. Ma c'è anche chi si diverte a spiattellare gli esemplari sulla spiaggia colpendoli con palette o bastoncini. 

 

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I reati previsti dal Codice Penale

L'elenco dei maltrattamenti è ampio e include, per esempio, i contatti ravvicinati con stelle marine, pesci, persino delfini tolti dal loro habitat naturale e presi d'assalto magari per un selfie. La molestia nei confronti degli animali che abitano in ambienti marini equivale a tutti gli effetti a dei reati come stabilito dagli articoli 544 bis e ter del Codice Penale. A prescindere dall'esito dell'azione che può concludersi con l'uccisione o il ferimento dell'animale sono previste pene che includono la reclusione e il pagamento di sanzioni pecuniarie, con l'aggravante della crudeltà.

 

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Multe fino a 60mila euro

Ad una legge del 2004 (numero 189) sui reati nei confronti degli animali si è aggiunta, dallo scorso anno, la legge 82 "Brambilla" che ha inasprito le pene. In caso di sevizie prolungate che provocano volutamente sofferenza all'esemplare, si rischia la "reclusione da 1 a 4 anni" e "multe da 10mila a 60mila euro".

 

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Furto di sabbia e conchiglie

Il mare è una casa abitata da milioni di creature: di conseguenza portare via sabbia, conchiglie o coralli equivale a tutti gli effetti ad un furto che viene punito come tale. In Sardegna, per esempio, dal 2017 è in vigore una legge regionale (numero 16) che prevede sanzioni amministrative da 500 a 3mila euro comminate nei confronti di chi "asporta, detiene, vende anche piccole quantità di sabbia, ciottoli, sassi o conchiglie provenienti dal litorale o dal mare senza autorizzazione". 

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Massaggi abusivi in spiaggia

In spiaggia anche il relax può costare caro, soprattutto se passa dallo sfruttamento di sedicenti massaggiatori. Sin dal 2011 il Ministero della Salute ha dichiarato fuorilegge i trattamenti abusivi al fine di tutelare "l'incolumità pubblica dal rischio derivante dall'esecuzione di massaggi lungo i litorali". A seconda delle ordinanze comunali, le multe possono arrivare fino a 7mila euro e si estendono all'acquisto sotto l'ombrellone di merce contraffatta o all'esecuzione di tatuaggi.

Fumo in spiaggia

Con la permanenza sui lidi si rinnovano le ordinanze che riguardano il corretto  smaltimento dei mozziconi. Il fumo in spiaggia non è reato ma le "cicche" di sigarette devono essere gettate in appositi contenitori o, in alternativa, nei bidoni dell'immondizia. Dal 2015 è in vigore una legge che prevede sanzioni da 60 a 300 euro ai soggetti colti a buttare mozziconi in mare o a nasconderli sotto la sabbia, sia negli stabilimenti balneari sia nelle spiagge libere.

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Accensione fuochi

In vista dei momenti "clou" dell'estate, Comuni e Regioni intensificano i controlli sull'accensione di falò non autorizzati in spiaggia. Le multe per l'utilizzo di fuochi in zone vietate possono risultare salate da un minimo di 500 euro fino a 2mila euro.

I divieti in Emilia-Romagna

Tra le regioni che hanno introdotto una stretta contro il turismo "cafone" spicca l'Emilia-Romagna. A Rimini, per esempio, è in vigore il divieto di accesso notturno all'arenile e alla balneazione tra l'1 e le 5 del mattino. Mentre in spiaggia è vietato l'uso di oggetti monouso in plastica e il fumo è ammesso in zone apposite.

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Lazio: accesso garantito al mare e meno plastica

Sulle coste laziali le amministrazioni comunali hanno concentrato l'attenzione soprattutto sulla libera fruizione del litorale e sulla sostenibilità ambientale. Nelle aree di Ostia e Fiumicino gli stabilimenti balneari devono assicurare il passaggio dei cittadini fino alla battigia, senza ostacolare l'accesso a un bene che resta demaniale. Parallelamente, le attività presenti sul lungomare sono chiamate a sostituire progressivamente i prodotti monouso in plastica con materiali compostabili. Le violazioni delle disposizioni possono comportare sanzioni amministrative superiori ai 3mila euro.

Restrizioni motivate dalla sicurezza nelle Marche

In alcuni territori prevalgono motivazioni legate all'incolumità pubblica. È il caso di Sirolo, nelle Marche, dove alcune baie sono state chiuse oppure sottoposte a limitazioni per il rischio di caduta di massi dalle falesie sovrastanti. Anche in questo caso chi non rispetta le prescrizioni rischia una multa.

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Il decoro riguarda anche i centri storici

Le misure adottate durante la stagione estiva non interessano esclusivamente gli arenili. In numerose destinazioni del Mezzogiorno, tra cui Sorrento, le amministrazioni comunali hanno esteso i controlli ai centri storici e alle principali vie commerciali. Passeggiare in costume da bagno, in bikini oppure a torso nudo lontano dalla spiaggia è vietato e può essere punito con una sanzione amministrativa. 

 

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