Patrizia Mercolino racconta nel volume la storia del bimbo morto a due anni all'ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito
Patrizia Mercolino, mamma di Domenico Caliendo, il bambino morto a due anni dopo il trapianto di un cuore risultato danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli, ha presentato alla Camera dei deputati il libro Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare. Un'iniziativa durante la quale la famiglia è tornata a chiedere verità e giustizia: "Non vediamo l'ora di guardare negli occhi chi ha fatto tutto questo. E perché dobbiamo ottenere giustizia. Ora la voglia di giustizia è più forte del dolore", ha detto la mamma.
Il volume ripercorre la storia del piccolo Domenico, dalla diagnosi della cardiopatia fino al trapianto e ai sessanta giorni trascorsi in terapia intensiva. Alla presentazione hanno partecipato, oltre ai genitori del bambino, il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, le deputate Simonetta Matone e Rita Dalla Chiesa e il sostituto procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere Annalisa Imparato.
Il racconto della madre
Nel corso dell'incontro Patrizia Mercolino ha spiegato il significato del libro, nato per raccontare la vicenda del figlio e condividere l'esperienza vissuta dalla famiglia. "Ho cercato di proteggere Domenico in ogni modo. Questo libro racconta la nostra storia, quella di una famiglia umile, ma soprattutto racconta chi era mio figlio", ha detto. Spiegando di averlo scritto "pensando anche alle mamme che hanno vissuto o stanno vivendo drammi simili, perché possano sentirsi meno sole".
La madre di Domenico ha poi ricordato quanto accaduto dopo il trapianto. "Nessuno ci ha mai chiesto scusa, non c’è mai stata una vera comunicazione con i medici e la verità ci è stata nascosta. Il mio bambino ha lottato per sessanta giorni e proprio la sua forza oggi ci dà quella necessaria per continuare questa battaglia di giustizia". La donna ha quindi ribadito che "nessuno ci ha chiesto scusa. E se ora lo facessero non servirebbe. Perché negli ultimi mesi sono emerse altre cose e più andiamo avanti più ne emergono. Sembrava un giocattolo quel bambino, non era una vita umana".
Approfondimento
A che punto è l'inchiesta sulla morte del piccolo Domenico
L'attesa del processo
A margine della presentazione del libro, Mercolino è tornata sull'inchiesta giudiziaria e sull'imminente avvio del processo. "È brutto. È brutto rivedere, ripensare, ma soprattutto scoprire le tante cose successe in quella sala operatoria e tutto ciò che è successo dopo l’intervento, però noi stiamo vivendo perché arrivi il giorno del processo. Perché non vediamo l'ora di guardare negli occhi chi ha fatto tutto questo. E perché dobbiamo ottenere giustizia. Ora la voglia di giustizia è più forte del dolore".
La mamma di Domenico ha quindi aggiunto che "ci dicono sempre che il tempo aiuta a guarire le ferite, a vivere, ma non è così, credetemi. Ogni giorno è sempre peggio. È giusto che la gente sappia quello che abbiamo vissuto e ciò che stiamo vivendo". E si è detta "convinta che se non avessimo fatto diventare questo caso mediatico, nessuno ne avrebbe saputo niente".