Università, ecco quali sono i migliori atenei d'Italia: la classifica Censis 2026-2027
CronacaIntroduzione
Come ogni anno, sono state pubblicate le classifiche Censis delle Università italiane sulla base di strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio, livello di internazionalizzazione, comunicazione e occupabilità. Ai primi posti tra i “mega atenei statali” troviamo l’Università di Padova e quella di Bologna, mentre tra gli atenei non statali in testa c’è La Luiss Guido Carli. Ecco le classifiche
Quello che devi sapere
Le classifiche Censis delle università italiane
Il Censis, ogni anno, elabora le classifiche delle università italiane per aiutare gli studenti a orientarsi tra i vari atenei presenti nel nostro Paese. “Si tratta di un’articolata analisi del sistema universitario basata sulla valutazione degli atenei (statali e non statali, divisi in categorie omogenee per dimensioni) relativamente a: strutture disponibili, servizi erogati, borse di studio e altri interventi in favore degli studenti, livello di internazionalizzazione, comunicazione e servizi digitali, occupabilità”, spiega il Censis. Ci sono anche gli elenchi in base ai corsi di laurea. In totale si tratta di 70 graduatorie. Ecco le principali sugli atenei.
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Gli atenei statali
Per quanto riguarda gli atenei statali, le classifiche sono cinque:
- mega atenei statali, cioè quelli con oltre 40.000 iscritti
- grandi atenei statali, da 20.000 a 40.000 iscritti
- medi atenei statali, da 10.000 a 20.000 iscritti
- piccoli atenei statali, fino a 10.000 iscritti
- Politecnici
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I mega atenei statali
Per quanto riguarda i mega atenei statali, quindi quelli con oltre 40mila iscritti, nelle prime dieci posizioni della classifica 2026-2027 per punteggio generale troviamo:
- l’Università di Padova, stabile in prima posizione con un punteggio complessivo di 91,2;
- l’Università di Bologna, che si conferma in seconda posizione con 87,8 punti;
- la Sapienza di Roma, che con 86 punti sale in terza posizione;
- l’Università di Pisa, che retrocede in quarta posizione (85,5);
- l’Università Statale di Milano, che perde una posizione rispetto allo scorso anno e va al quinto posto (85,3 punti);
- l’Università di Firenze, che scende al sesto posto (dal quinto) e conquista 84,7 punti;
- l’Università di Palermo, che con 84,3 punti si conferma al settimo posto;
- l’Università di Torino, ottava con 83,8 punti (cala di due posizioni);
- l’Università di Bari, al nono posto con un punteggio di 79,7
- l’Università di Napoli Federico II, in ultima posizione con 74,2 punti.
Rettrice Università di Padova: “Riconoscimento del nostro lavoro”
"Essersi confermati per il terzo anno consecutivo al primo posto nella classifica Censis è un risultato che accogliamo con molta soddisfazione, ma anche con il senso di responsabilità che accompagna ogni riconoscimento", si legge in una nota di Daniela Mapelli, rettrice dell'Università di Padova.
"Sappiamo bene che il valore di un'università non può essere racchiuso in una classifica: la qualità di un Ateneo si misura ogni giorno nella ricerca che produce, nella formazione che offre, nella capacità di generare conoscenza, innovazione e opportunità per le proprie studentesse e i propri studenti, e nel contributo che sa dare alla società. Proprio per questo, vedere crescere ancora il nostro punteggio complessivo e ricevere questa conferma è particolarmente significativo. È il riconoscimento del lavoro quotidiano di un'intera comunità accademica: docenti, ricercatrici e ricercatori, personale tecnico-amministrativo, studentesse e studenti che condividono un'idea di università pubblica, aperta, inclusiva e profondamente radicata nel proprio ruolo civile. A tutte e tutti loro va il mio più sincero ringraziamento", ha aggiunto la rettrice.
I grandi atenei statali
Ecco la classifica, sempre per punteggio generale, per quanto riguarda i grandi atenei statali:
- l’Università della Calabria con un punteggio totale di 91,7 si conferma al primo posto;
- l’Università di Pavia con 90,2 è stabile in seconda posizione;
- l’Università di Cagliari è terza con il punteggio totale di 88,5 e scala due posizioni;
- l’Università di Parma con 88,3 è stabile al quarto posto;
- l’Università di Perugia è al quinto posto (86,7, -2 posizioni);
- al sesto posto ex aequo con un punteggio di 84,5 l’Università di Salerno e l’Università di Milano Bicocca
- Università di Roma Tor Vergata settima (+ 1 posizione) con 84,3 punti;
- Università di Chieti Pescara (ottava, +6 posizioni), con 84,2 punti;
- Università di Genova nona (83,2, perde una posizione);
- Università di Modena e Reggio Emilia decima (83,0).
I medi atenei statali
Per quanto riguarda la classifica dei medi atenei statali, questi i nomi:
- l’Università di Sassari, con il punteggio di 93,2, guadagna la prima posizione scalandone tre;
- l’Università Politecnica delle Marche, con 92,8, mantiene il secondo posto;
- terzo posto a pari merito, con il punteggio complessivo di 92,7, per l’Università di Trento (-2 posizioni) e l’Università di Udine (-1 posizione);
- l’Università di Trieste (91,7) avanza al quarto posto;
- l’Università di Siena (90,0) passa dal terzo posto dello scorso anno al quinto;
- l’Università Ca’ Foscari Venezia (89,3) è stabile al sesto posto:
- l’Università del Salento (86,8) sale di sei posizioni, occupando il settimo posto;
- l’Università di Brescia (86,2) resta stabile all’ottavo posto;
- l’Università del Piemonte Orientale è nona (85,3, -2 posizioni);
- l’Università di Bergamo + decima (84,7, -1 posizione).
Dall’undicesima alla quattordicesima posizione si trovano, nell’ordine: l’Università di Foggia (83,3, +3 posizioni), dell’Insubria (83,2 -1 posizione), dell’Aquila (82,7, +2 posizioni), di Urbino (81,7, -4 posizioni). Si posizionano, infine, al penultimo e all’ultimo posto della classifica dei medi atenei statali l’Università di Napoli Parthenope (81,3, -3 posizioni) e l’Università Magna Graecia di Catanzaro (78,8).
I piccoli atenei statali
Passiamo alla classifica dei piccoli atenei statali, cioè fino a 10.000 iscritti:
- il primo posto è ancora dell’Università di Camerino, con un punteggio complessivo pari a 95,3;
- seconda l’Università di Cassino, anch’essa stabile con 87,3;
- l’Università Mediterranea di Reggio Calabria guadagna la terza posizione (86,0), scalando tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno;
- in quarta posizione stabile l’Università di Macerata, che totalizza 85,8 punti;
- quinta, anche questa stabile, l’Università del Sannio (84,3);
- scende di tre posizioni l’Università della Tuscia, che retrocede in sesta posizione con il punteggio di 84,0;
- guadagna una posizione l’Università di Teramo, settima con 81,0;
- l’Università della Basilicata scende dal settimo all’ottavo posto (79,0);
- l’Università del Molise (75,8) è nona;
- decima l’Università di Napoli l’Orientale (73,0).
I Politecnici
Ecco la classifica dei Politecnici:
- quest’anno al primo posto c’è il Politecnico di Milano, con un punteggio di 100,8 punti);
- secondo il Politecnico di Torino, con 94,8 punti;
- terzo in graduatoria è il Politecnico di Bari, con il punteggio di 85,7;
- quarto lo IUAV di Venezia (83,7).
I grandi atenei non statali
Passiamo agli atenei non statali, in particolare quelli grandi (oltre 10.000 iscritti). Ecco la classifica:
- la Luiss si conferma al vertice della graduatoria con il punteggio totale di 95,8;
- l’Università Bocconi è seconda (92,6);
- l’Università Cattolica è terza (79,0).
Presidente della Luiss: “Risultato premia nostra strategia”
“Questo risultato premia una strategia che mette al centro lo studente. La qualità della nostra didattica esige, infatti, contesti strutturali all'avanguardia e servizi digitali avanzati. Un posizionamento che si riflette anche fuori dai confini italiani e che certifica la nostra crescente attrattività a livello internazionale”, ha commentato il presidente della Luiss Giorgio Fossa.
Con un punteggio medio complessivo di 95,8 punti, la Luiss ha conquistato il gradino più alto del podio tra i grand atenei non statali con oltre 10.000 iscritti ottenendo un punteggio alto nelle cinque macroaree valutate dalla classifica: servizi, borse e contributi, strutture, comunicazione e servizi digitali, internazionalizzazione. L'università, in particolare, ha ottenuto un punteggio pieno (110/110) nell'ambito delle borse di studio e dei contributi e ottime valutazioni delle strutture (+2 punti rispetto all'anno precedente), in crescita il gradimento dei servizi digitali con 9 punti in più rispetto allo scorso anno (108 vs 99).
Gli atenei non statali medi
Tra gli atenei non statali medi (da 5.000 a 10.000 iscritti), ecco i migliori secondo la classifica Censis:
- è ancora la Lumsa a primeggiare (89,2);
- segue lo Iulm (83,8) al secondo posto;
- “new entry” l’Università Enna Kore al terzo posto (80);
- “new entry" anche l’Università di Milano San Raffaele al quarto (75,4);
- l’Università Suor Orsola Benincasa è al quinto posto (74,6).
Per approfondire: Le classifiche Censis
Gli atenei non statali piccoli
Tra i piccoli atenei non statali (fino a 5.000 iscritti), ecco la classifica:
- la Libera Università di Bolzano mantiene la prima posizione (con un punteggio di 95,8);
- in seconda posizione l’Università Campus Biomedico di Roma (92,4, +1 posizione);
- terza la Liuc-Università Cattaneo (90,6, +2posizioni);
- stabile al quarto posto resta l’Università degli Studi internazionali di Roma (90,0);
- quinta l’Università Europea di Roma (87,6, -3 posizioni);
- sale al sesto posto l’Università LUM De Gennaro (78,2, +2 posizioni);
- settima l’Università della Valle d’Aosta (76,0);
- ottava l’Università degli Studi Link (74,4).
Per approfondire: Università, il Politecnico Milano tra i migliori 100 atenei del mondo. La classifica