Carceri, Antigone lancia l'allarme: in Lombardia tasso di sovraffollamento al 150%

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L’Associazione ha chiesto interventi urgenti per alleggerire la pressione sulle carceri nella regione che, stando ai dati del rapporto pubblicato a maggio, si trova al secondo posto per sovrannumero di detenuti. L’allarme è stato rilanciato in occasione di un incontro promosso dalla Caritas Ambrosiana. "Con più del 150% di sovraffollamento non c'è posto fisico. Si sta male. Il caldo aggiunge un'ulteriore forma di afflittività a condizioni già insostenibili", commenta la presidente di Antigone, Valeria Verdolini

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In Lombardia ci sono 18 istituti di pena. Al loro interno sono detenute oltre 9.500 persone. Un numero che supera del 150%, con punte che raggiungono il 200%, il massimo di capienza delle carceri lombarde. A rilanciare l’allarme è Antigone Lombardia, l’associazione nata in difesa dei diritti e delle garanzie nel sistema penale, che sottolinea come la regione sia la seconda in Italia per sovraffollamento carcerario. I dati, contenuti nel XXII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione e diffusi a metà maggio, sono stati ripresi oggi nel corso di un incontro promosso dalla Caritas Ambrosiana con la presidente di Antigone Lombardia, Valeria Verdolini, e il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Marcello Bortolato. L’associazione, alla luce di questi numeri allarmanti, ha chiesto interventi urgenti per alleggerire la pressione sulle carceri, anche in vista delle ondate di calore.

Verdolini: “Non c’è posto fisico”

Secondo il rapporto, nessun istituto lombardo è sotto la capienza regolamentare. Tra le situazioni più critiche figurano Brescia "Nerio Fischione", San Vittore, Lodi, Varese e Busto Arsizio. L'aumento della popolazione detenuta, sottolinea ancora Antigone, non corrisponde a un incremento della criminalità, con i reati rimasti sostanzialmente stabili, ma è legato soprattutto all'allungamento delle pene e all'inasprimento delle politiche penali degli ultimi anni. "Con più del 150% di sovraffollamento non c'è posto fisico. Si sta male. Il caldo aggiunge un'ulteriore forma di afflittività a condizioni già insostenibili", ha commentato Verdolini.

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Misure alternative

Dall'inizio del 2025, negli istituti penitenziari lombardi si sono registrati 14 suicidi, su un totale di 80 avvenuti nelle carceri italiane. "Sono due anni che aspettiamo provvedimenti per alleggerire gli istituti - ha spiegato Verdolini - L'Italia è già stata condannata per il sovraffollamento e non abbiamo imparato nulla da quell'esperienza. Non si può più aspettare". Sul tema è intervenuto anche il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Marcello Bortolato, che ha invitato a non attribuire il sovraffollamento a uno scarso ricorso alle misure alternative. "Negli ultimi dieci anni sono quintuplicate", ha sottolineato. "Il problema è che aumenta il numero complessivo dei condannati: più di così il sistema non può reggere. Bisogna chiudere il rubinetto in entrata". Per il magistrato servono quindi interventi che limitino il ricorso al carcere, soprattutto per chi deve scontare pene brevi, favorendo percorsi alternativi alla detenzione. 

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