Gianni Alemanno esce dal carcere di Rebibbia, accolto da un centinaio di sostenitori. FOTO
L'ex sindaco di Roma ha lasciato il carcere di Rebibbia dopo 18 mesi di reclusione. Condannato per traffico d'influenze per abuso d'ufficio, l'ex primo cittadino si è detto "innocente", denunciando poi la condizione di sovraffollamento delle carceri italiane. Ad accoglierlo fuori dal penitenziario, decine di sostenitori e manifestanti, tra cori e abbracci
GIANNI ALEMANNO LASCIA REBIBBIA
- L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno è uscito dal carcere di Rebibbia dopo 18 mesi di reclusione. A seguito della condanna per traffico d'influenze per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", l'ex primo cittadino ha lasciato il polo penitenziario dichiarandosi "innocente".
L'ACCOGLIENZA FUORI DAL CARCERE
- Ad accogliere Alemanno fuori dal carcere decine di sostenitori e manifestanti che hanno intonato cori come "Uno di noi, Gianni uno di noi". Tanti abbracci e strette di mano per l'ex sindaco 68enne, protetto da un cordone di persone che lo hanno accerchiato.
L'USCITA DOPO 18 MESI
- A dare l'annuncio dell'uscita dal carcere era stato lo stesso Alemanno sui social. Un'esperienza che “non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova", ha scritto. "Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente”, ha aggiunto.
IL SALUTO DEI SOSTENITORI
- Fuori da Rebibbia decine di sostenitori hanno salutato l'ex primo cittadino della Capitale intonato cori e sventolato striscioni con scritto "Auguri Gianni" e "Uno di noi".
GLI ABBRACCI FUORI DA REBIBBIA
- Tanti gli abbracci e le strette di mano per l'ex sindaco 68enne, protetto da un cordone di persone che lo hanno accerchiato, scortandolo poi all’auto con cui si è allontanato dal carcere.
LE CONDIZIONI DELLE CARCERI
- Alemanno ha poi denunciato le condizioni delle carceri italiane. "In questo carcere la Repubblica Italiana perde la faccia per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di uscire a testa alta, di rifarsi una vita, e questa è una vergogna per la Repubblica Italiana", ha precisato.
IL SOVRAFFOLLAMENTO
- Per Alemanno, "la battaglia per il sovraffollamento non ha colore politico, non è di destra o di sinistra", ma "è una questione che riguarda la Repubblica italiana". Poi ha aggiunto: "Mi auguro che il Parlamento faccia una legge trasversale sul sovraffollamento. Ne parlerò con Vannacci così come cercherò di parlarne col ministro Nordio".
L'INCONTRO CON VANNACCI
- Previsto per oggi anche l'incontro tra l'ex primo cittadino e il generale Roberto Vannacci. "Io non chiedo posti o incarichi, porterò soltanto la mia esperienza al movimento di Vannacci", ha sottolineato Alemanno, definendo il fondatore di Futuro Nazionale come "un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa".
"VANNACCI RAPPRESENTA IL CAMBIAMENTO"
- Parlando ancora di Vannacci, l'ex sindaco ha aggiunto che il generale "rappresenta il cambiamento". E ancora: "Bisogna mettere insieme problemi identitari con problemi sociali perché la gente non ha da mangiare. Molte persone stanno qua dentro, in carcere, perché non avevano da mangiare. Non è una giustificazione ma bisogna dare delle risposte da un punto di vista sociale".