Roma, l'ex sindaco Gianni Alemanno ha lasciato il carcere di Rebibbia dopo oltre un anno

Cronaca
©Ansa

L'ex primo cittadino di Roma è uscito dal carcere dopo quasi 18 mesi di detenzione a seguito della condanna per traffico d'influenze per abuso d'ufficio. "Ho fatto un anno e mezzo da innocente e non dovevo stare qua", ha dichiarato Alemanno all'uscita da Rebibbia. Oggi l'incontro con il generale Roberto Vannacci

ascolta articolo

L'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno ha lasciato il carcere di Rebibbia dopo quasi 18 mesi di detenzione. "Io esco da questo carcere da innocente, ho fatto un anno e mezzo da innocente e non dovevo stare qua", ha detto l'ex primo cittadino dopo aver varcato la soglia del penitenziario di Rebibbia. "Ho rivisto e ho conosciuto una realtà terribile che è una vergogna per la nostra Repubblica. In questo carcere la Repubblica Italiana perde la faccia per come tratta la gente, ma soprattutto perché non dà a chi se lo merita una possibilità di uscire a testa alta, di rifarsi una vita, e questa è una vergogna per la Repubblica Italiana", ha aggiunto Alemanno, alla guida della Capitale dal 2008 al 2013. Ad accoglierlo fuori dal carcere decine di sostenitori e manifestanti che hanno intonato cori come "Uno di noi, Gianni uno di noi". Oggi l'ex sindaco incontrerà anche il generale Roberto Vannacci, appositamente rientrato a Roma da Bruxelles.

©Ansa

L'uscita dal carcere di Rebibbia

A dare l'annuncio dell'uscita dal carcere era stato lo stesso Alemanno sui social, dopo “un anno, 5 mesi e 24 giorni” di reclusione. Un'esperienza che “non doveva mai cominciare, perché sono innocente, perché il reato per cui sono stato condannato (traffico d'influenze per abuso d'ufficio) è stato abolito e perché ci sarebbe molto da dire anche sulle circostanze che hanno portato alla completa revoca del mio affidamento in prova. Ma così è la giustizia italiana, soprattutto per chi prova a navigare controcorrente”, ha dichiarato l'ex sindaco. 

L'incontro con Vannacci

In vista dell'incontro con Vannacci, l'ex primo cittadino ha dichiarato che "non chiedo posti o incarichi, porterò soltanto la mia esperienza al movimento di Vannacci". Alemanno ha poi definito il fondatore di Futuro Nazionale come "un volto nuovo, una nuova speranza che rompe gli schemi e apre una prospettiva diversa". Poi ha anticipato che "parleremo di tante cose anche se non siamo d'accordo su tutto". L'ex sindaco di Roma, accolto dai cori di una folla di attivisti di destra, ha poi sottolineato che "io sono un sovranista e non accetto una politica conservatrice, in Italia non c'è niente da conservare e bisogna cambiare tutto. Questa è la verità".

Alemanno: "Non tutti sono fortunati come la Minetti"

Alemanno ha poi commentato il caso della grazia concessa a Nicole Minetti. "L'unica 'vittoria' che abbiamo ottenuto è stata la concessione da parte del presidente Mattarella della grazia parziale ad Antonio Russo, il povero vecchietto di 88 anni (e malato) che sta qui dentro da 6 anni. Pensate che sia uscito? Assolutamente no, perché tra magistrati che non erano stati informati della Grazia, relazioni sanitarie che non arrivavano, 'sintesi trattamentali' da chiudere e mille altre diavolerie burocratiche, neppure i provvedimenti di clemenza del capo dello Stato sono riusciti a rompere il maledetto muro di gomma (mica sono tutti così fortunati da ricevere la grazia prima di entrare in carcere come la Minetti...)”, ha dichiarato.

Alemanno: “Neppure l'ultimo provvedimento può cambiare la situazione delle carceri italiane”

"Uscendo dal carcere mi sembra quasi di disertare una trincea, di lasciare tanti compagni di detenzione e tanti lavoratori del sistema carcerario nelle loro lotte e nelle loro sofferenze", ha aggiunto l'ex primo cittadino, chiedendosi se "riuscirò a parlare con il ministro Nordio, a spiegargli che neppure l'ultimo provvedimento in itinere alla Camere (quello che aumenta i benefici per i detenuti tossicodipendenti) sarà sufficiente a cambiare la situazione delle nostre carceri?".

Alemanno: “Impossibile difendere i cittadini dalla criminalità senza carceri dignitose”

L'ex sindaco ha poi precisato che "non c'è nessuna contraddizione tra la difesa intransigente della sicurezza dei cittadini e la necessità di costruire un sistema penitenziario che rispetti la dignità delle persone e promuova la loro capacità di riabilitarsi" e "senza un carcere di questo tipo è assolutamente impossibile difendere il cittadino contro l'aumento della criminalità". Poi ha concluso: "Un pezzo del mio cuore rimane tra qui a Rebibbia, tra le mura di carceri senza giustizia, nelle celle dove si muore di caldo". 

Vedi anche

Alemanno uscirà in anticipo dal carcere: "Condizioni degradanti"

Cronaca: i più letti