Blackout per il caldo estremo, quali sono le cause e perché è difficile evitarli
CronacaIntroduzione
Dall’hinterland di Milano fino a Bergamo, passando anche per Torino e non solo: sono diverse le città italiane in cui si stanno registrando blackout elettrici in questi giorni causati dalla forte ondata di calore. Si tratta di disagi che solitamente vengono risolti in breve tempo ma che mostrano una vulnerabilità del sistema, che ha una doppia causa: l’aumento della richiesta di energia elettrica dovuto all’uso degli impianti di climatizzazione e lo stress a cui le alte temperature sottopongono le infrastrutture stesse.
Quello che devi sapere
Cosa è successo a Torino
Per capire cosa accade durante queste ondate di caldo, è utile osservare quanto accaduto nei giorni scorsi in diverse città a partire da Torino. In città infatti venerdì scorso si è registrato un guasto, anche a causa delle temperature che stanno mettendo a dura prova la rete di fornitura elettrica: “Quest'anno i 36 o 37 gradi non durano due giorni. Sappiamo che questa situazione crea uno stress sulla rete e stiamo registrando un aumento della potenza dei prelievi”, hanno spiegato Gianluca Riu e Emiliano Roggero, direttore operations e direttore della distribuzione elettrica di Ireti, il distributore locale di Iren, il distributore di energia.
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Il peso dell’uso dei condizionatori
“Verificando a posteriori le durate dei guasti, abbiamo continuato a registrare durate intorno alla mezz'ora per gran parte, l'80-85%, delle utenze e una durata media dei disservizi tra 40 minuti e un'ora”, è stato spiegato, sottolineando che “la rete cittadina ha avuto anche picchi 500 MW, adesso però parliamo di potenza molto più concentrata, perché dovuta al condizionamento, tipicamente molto concentrato nel centro città, più densamente popolato, venerdì sono stati 440 MW, martedì e mercoledì 365 MW, settimana prima 300 MW e non è stato per variazione di produzione". Insomma, il peso dell’uso dei condizionatori ha giocato un ruolo nel mettere sotto stress le reti.
La situazione a Bergamo
Anche a Bergamo il caldo degli ultimi giorni ha causato diversi disagi, tra cui un blackout venerdì sera. Come spiegato dal Corriere della Sera, il calo di tensione si è verificato tra le 21.45 e le 22.15. I guasti sono stati registrati in cinque punti della linea e secondo Enel sono stati dovuti alle temperature elevante: in questo caso l’interruzione dunque è stata dovuta all’infrastruttura stressata per il caldo e non per l’uso dei condizionatori. Uno scenario simile si era registrato a inizio luglio dello scorso anno, anche se in quel caso il blackout era stato molto più esteso.
Perché il caldo stressa l’infrastruttura
Angelo Baggini, docente di elettrotecnica al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Bergamo, ha spiegato al Corriere che “l’aumento della temperatura riduce la possibilità dei cavi di disperdere il calore prodotto dall’effetto Joule quando sono percorsi da corrente elettrica. I guasti derivano quindi dal cedimento dell’isolante che circonda le anime conduttrici in rame o alluminio. A quel punto, il circuito viene aperto in automatico, per questioni di sicurezza”. A questa difficoltà si aggiunge poi il maggior impiego di corrente, anche legato all’uso di impianti di condizionamento, comportano un carico che non era previsto quando le linee furono realizzate decenni fa e che mette ulteriormente sotto stress l’infrastruttura energetica.
Le difficoltà di intervento
Quando si verifica un cedimento o un guasto, è necessario intervenire per sostituire i pezzi danneggiati al fine di ripristinare il collegamento. Non si tratta però di una situazione di facile risoluzione: “È un problema che si sta affrontando da oltre un decennio”, ha spiegato ancora Baggini. “La soluzione non può essere immediata, non c’è un modo per rinforzare l’isolamento dei cavi in servizio nel breve periodo, quantomeno perché si dovrebbe operare su linee interrate e quindi scavare ovunque in città. Si deve intervenire gradualmente”.
Il blackout a San Giuliano Milanese
E dopo Torino e Bergamo, anche a San Giuliano Milanese nel weekend da poco trascorso c’è stato un blackout. In questo caso a causare i disagi - secondo quanto riportato da Il Giorno - è stato il forte incremento di domanda di energia elettrica causato dalle alte temperature di questi giorni. Duereti, la società che gestisce la rete di distribuzione nel comune nell’hinterland di Milano, ha fatto sapere che si è registrato un incremento del 38% dei consumi rispetto alla settimana precedente. In ogni caso anche in questo caso si è reso necessario l’intervento di tecnici specializzati per riparare i danni alla rete.
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A Milano caldo e cali tensione stoppano lavori del Consiglio comunale
Il caldo estremo che sta vivendo anche la città di Milano, con temperature che toccano i 36 gradi, si fa sentire anche in Consiglio comunale. La seduta odierna corso è stata chiusa in anticipo a causa dei continui cali di tensione che provocavano lo stop dei server deputati al funzionamento del Consiglio. I cali di tensione sono provocati dalla grande richiesta di energia dovuta all'utilizzo dei condizionatori. Così, dopo diverse interruzioni la presidente dell'aula Elena Buscemi, anche su richiesta di alcuni consiglieri, ha decretato la fine della seduta.
Blackout ferma ascensori a Milano, una ventina di interventi pompieri
I vigili del fuoco oggi sono intervenuti per una ventina di ascensori che si sono bloccati in più zone di Milano, nel pomeriggio, per un breve blackout causato da un calo di tensione probabilmente dovuto ai consumi dei condizionatori per il caldo. Le operazioni, secondo quando è stato spiegato, si sono risolte senza particolari problemi per i residenti.
La diffusione dei condizionatori
E a certificare la maggiore diffusione degli impianti per refrigerare l’aria sono i recenti dati della Società Italiana di medicina ambientale: oggi, anche a causa dei cambiamenti climatici e dell’aumento delle temperature, oltre il 60% delle case italiane dispone di sistemi di condizionamento dell'aria. Il numero di famiglie che hanno almeno un condizionatore è raddoppiato rispetto al 2013. “I termometri in diverse aree della Penisola iniziano a superare i 30° C già nel mese di maggio, con temperature che restano sopra tali livelli fino a settembre inoltrato. Cambiamenti climatici che hanno determinato profonde modifiche anche nelle abitudini dei cittadini”, ha spiegato la Sima.
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